Sidebar

29
Lun, Mag

Itinerari

Uno, due, tre… otto, nove… dodici, tredici e quattordici, o forse quindici moto e sidecar probabilmente della Seconda guerra mondiale, targhe tedesche e lussemburghesi, superandoci salutano con una complicità tra lontani parenti.

Tutto dipende da che parte guardi il mondo. Se poggi sui sellini di una Vespa verde bugesa del ’56, due ore di Panda 1000 si traducono in tre ore e mezza abbondanti di strada, quasi quattro.

 

Si dice che l’autore di questi versi sia proprio Gabriele D’Annunzio. Fatto sta che, di chiunque ne sia la paternità, questo distico ben riassume il senso e la funzione del

Non ce l’ha fatta. Era prevedibile. I 6,6 gradi centigradi esterni hanno dato il colpo di grazia alla mitica Vespa verde bugesa del ’56. L’autunno è troppo potente per lei. Per ben due volte è stata ripresa per le candele, la terza ci è rimasta.

 

Siete pronti? Allora salite in macchina e dal centro di Trieste imboccate la sopraelevata, direzione San Dorligo della Valle, prendete l’uscita Grandi Motori e proseguite fino alla

Schiamazzanti, sudati, scomposti i turisti degli anni Cinquanta volevano una cosa sola quando lasciavano i pullman che li avevano traghettati da Latisana, Gorizia, Trieste e altre parti del Friuli fino a Paularo: respirare l’aria pura e incontaminata della “Conca d’oro” o “Conca verde”, come veniva chiamata la Val d’Incarojo.

 

La chiamata arriva verso l’ora di pranzo: “Partenza per Barcellona alle 20.30, ci troviamo al capannone”. Per una frazione di secondo il panico, poi una strana voce spiccica

 

Storia e orizzonti panoramici. Così si offre al visitatore il sentiero che collega Sistiana a Duino, nella provincia di Trieste. Una volta chiamato Passeggiata Duinese, il sentiero è oggi noto a tutti con il nome di

Altri articoli...

Articoli più letti