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Sab, Ago

Vita di condominio

 

La garanzia di base della Polizza Globale Fabbricati è sufficiente per tutti gli inconvenienti che possono occorrere ad uno stabile?

Nella palazzina in cui abito, composta da otto enti abitativi, è stato recentemente terminato un intervento edilizio consistito nell’abbattimento di un vecchio fabbricato (una specie di deposito attrezzi) posizionato nella corte comune, il quale è stato sostituito da una stanza in più che il proprietario del piano terra ha creato per ampliare il suo appartamento. Preciso che tutto è stato fatto in regola e che il proprietario dell’appartamento “ingrandito” ha corrisposto una certa cifra a ciascun condomino per potersi appropriare di quel vecchio deposito ormai inutilizzato. Ora il problema è relativo alle nuove tabelle millesimali per il calcolo delle spese condominiali. Il condomino che ha allargato il suo appartamento dice che pagandoci per poter entrare in possesso di quello spazio ha annullato ogni possibile modifica alle tabelle millesimali. Evidentemente ora dovrebbe pagare di più per la gestione del condominio perché ricalcolando le quote lui ne ha un po’ di più rispetto a prima. Risultato? Tutto bloccato dal suo veto e così le tabelle sono sempre quelle. È giusto? Cosa possiamo fare? (Lettera firmata)

Il mercato immobiliare, per tradizione uno dei più vivaci ed imprevedibili tra quelli che fondano la società capitalista, vive in questi mesi la fine di un’età dell’oro che è durata tanto, tantissimo, circa dieci anni.

Vivo in un condominio che è parte di un caseggiato composto da quattro palazzi disposti in modo tale da formare un rettangolo. All’interno di questo rettangolo si trova un corte comune di proprietà (ovviamente divisa in millesimi tra i proprietari) di tre dei quattro palazzi che si affacciano in questa corte. Il quarto palazzo ha un giardinetto condominiale che si affaccia sull’altro lato e quindi non ha nulla a che fare con la corte. Il problema è il seguente: essendo facilmente accessibile, la corte è spesso invasa da mezzi come biciclette, scooter, moto e soprattutto motorini al punto che per entrare nei portoni o per passare sotto la pensilina che ripara dalla pioggia si rischia di fare molta fatica poiché i pedoni sono costretti a fare slalom tra i motorini. Inoltre, i proprietari di alcuni di questi motorini sono proprietari di appartamenti che si trovano nel “quarto” palazzo, quello che non è proprietario della corte comune. Come si può fare per risolvere il problema? Si possono obbligare i possessori di questi mezzi di trasporto a due ruote di non parcheggiare nella corte? (Lettera firmata)

IL FATTO. Sono un artigiano che spesso lavora, da solo, come imbianchino e cartongessista in case di privati e in studi professionali. Ho provato a farmi avanti presso alcuni amministratori di stabili per allargare un po’ il mio volume d’affari ma tutti mi hanno chiesto il cosiddetto DURC. È vero che non posso lavorare con loro se non presento questo documento?  (Lettera firmata)

IL FATTO. Avendo dato disdetta al mio contratto di locazione con effetto dal 31 ottobre, posso non versare i canoni di affitto dei mesi di agosto, settembre e ottobre, compensandoli con la cauzione versata alla stipula del contratto, che corrisponde proprio a tre mensilità?

Stai costruendo una nuova casa? Devi vendere una tua proprietà immobiliare oppure affittarla? Cerca di fare in fretta, ovvero in poco più di un anno, perché dal 1° gennaio 2012 scatterà un nuovo, costoso, inutile e farraginoso balzello: la certificazione acustica. La causa di tutto è la norma UNI 11367, pubblicata il 22 luglio 2010, e che ha come titolo “Classificazione acustica delle unità immobiliari – Procedura di valutazione e verifica in opera”.

Ha avuto una grandissima eco il nostro articolo relativo alla sentenza n. 9148 del 9 aprile 2008 della Corte di Cassazione a Sezioni Unite. In questa sentenza veniva rivoluzionato per la prima volta un vero e proprio assioma nella legislazione che regola i debiti del condominio, asserendo che, se un condominio ha un debito da pagare e uno o più condomini non pagano la rispettiva quota in millesimi, allora questa parte di debito non sarà più (come accaduto negli ultimi 60 anni) solidalmente distribuita tra i condomini che già avevano pagato in modo da estinguere il debito dell’intero condominio.

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