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Mer, Lug

Alice: Associazione per la lotta all'ictus cerebrale

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Sono 196.000 gli italiani che ogni anno sono colpiti da ictus cerebrale, tra essi, circa 3.600 casi si registrano solo nel Friuli Venezia Giulia. L’ictus, dal latino “colpo” (in inglese si chiama “stroke”), è caratterizzato dall’improvvisa comparsa di segni e/o sintomi riferibili a deficit focale e/o globale delle funzioni cerebrali non attribuibile a causa apparente se non a vascolopatia cerebrale. Come tale, l’ictus è un’emergenza medica e deve essere prontamente diagnosticato e trattato in un ospedale dove è presente una Stroke Unit ovvero un’unità dedicata con personale medico e infermieristico preparato. L’ictus è oggi la seconda causa di morte, la prima di invalidità permanente e di disabilità che esso comporta. L’accidente cerebrovascolare è causato nell’80% dei casi da ischemia cerebrale (ictus ischemico), mentre nel restante 20% dei casi da un’emorragia (ictus emorragico) intracerebrale-intraventricolare (15%) o meningea (5%).


Ad unire i colpiti da ictus nel Friuli Venezia Giulia ci sono tre associazioni di volontariato che gravitano all’interno delle rispettive Aziende sanitarie territoriali. In particolare, a Trieste (all’interno del Distretto sanitario n° 3 di via Valmaura 59) e a Udine (all’interno dell’Ospedale Gervasutta) l’associazione Alice (Associazione per la lotta all’ictus cerebrale), mentre a Pordenone si trova l’associazione Ictus. Queste tre realtà si coordinano spesso assieme per svolgere diversi tipi di attività.


L’associazione Alice a Trieste è un’organizzazione molto importante in quanto conta in questo momento circa 160 iscritti, per la maggior parte colpiti da ictus e loro familiari oltre che alcuni medici e personale sociosanitario. Le attività offerte ai propri associati e agli altri colpiti da ictus sono molto diversificate. Il martedì e il giovedì nella sede di via Valmaura dalle ore 15 alle 18 è attivo uno sportello di consulenza per tutte le problematiche relative ai casi di ictus, mentre il martedì alle 16.30 presso il Distretto n° 4 di San Giovanni si tengono gruppi di auto mutuo aiuto che coinvolgono le persone colpite da ictus e i loro familiari. Lo scopo prilogo Alicemario è quello di prevenire il disagio sociale, accompagnato alla formazione “sanitaria e psicologica” anche dei familiari per favorire la socializzazione tra individui che altrimenti potrebbero sentirsi isolati.


La nascita dell’associazione Alice a Trieste affonda le sue radici nel 1999, quando anche l’ospedale di Trieste si dota di una Stroke Unit, un reparto specializzato nella prevenzione e soprattutto la cura degli ictus. In quell’occasione 12 persone dotate di tanta buona volontà (medici, fisioterapisti, operatori sociosanitari, un’assistente sociale e due persone colpite da ictus) decidono di fondare l’associazione Acit (Associazione colpiti da ictus Trieste) che cambierà nome un paio di anni dopo nel momento in cui entra nella Federazione nazionale Alice.


Tra gli obiettivi raggiunti dalla costola triestina di Alice, il presidente dell’organizzazione, Giulio Papetti, con orgoglio ricorda l’aver dato ad alcune persone emiplegiche (paralizzate su un lato o su un arto) la possibilità di guidare un’automobile grazie all’uso di una speciale protesi monomano da applicare al volante e di veicolo dotato di servosterzo e cambio automatico, l’aver permesso alle persone afasiche (quelle che hanno perso l’uso della parola) di cantare attraverso una serie di lezioni di musicoterapia e uno strumentario speciale chiamato Orff o addirittura di guarire proprio con la musicoterapia abbinata all’aiuto dei logopedisti. A tal proposito, ricorda Papetti, “abbiamo creato anche un gruppo corale di persone afasiche, un vero e proprio coro che si esibisce in varie sedi ed eventi”.


“I casi di ictus sono in aumento – sottolinea Papetti – anche tra individui non anziani, persone con età sotto i cinquanta anni e donne in età ancora fertile; e questo perché oggi e nel recentissimo passato, purtroppo, in molti hanno tenuto uno stile di vita non adeguato. L’abuso di alcol, magari associato a droghe, se pur leggere, può provocare danni molto gravi: queste due cause, abbinate all’ipertensione e all’obesità, sono le fonti principali di ictus”. “Per questo motivo – conclude – una parte importante della nostra attività è focalizzata sulla prevenzione e sulla sensibilizzazione anche dei giovani, perché dal loro stile di vita attuale dipende il rischio di essere colpiti da ictus in futuro. In questo senso, recentemente abbiamo iniziato a organizzare incontri nelle scuole”.

Giuseppe Morea

 


IL PRESIDENTE: GIULIO PAPETTI

Giulio Papetti nasce nel 1940 in un piccolo paese in provincia di Macerata e per amore diventa triestino nel 1993. Nel suo passato lavorativo, però, già era molto forte il suo rapporto con il Friuli Venezia Giulia. Lavora infatti a Rivolto per l’Aeronautica Militare come elettromeccanico di bordo a servizio delle mitiche Frecce Tricolori per molti anni (dal 1968 al 1991) prima di concludere la sua carriera di sottoufficiale in ufficio e quale membro del Consiglio di Rappresentanza Militare (Co.Ce.R.). Nel 1996 viene colpito da ictus e dopo un lungo percorso riabilitativo sia motorio che cognitivo oggi vive serenamente pur restando privo della mobilità del braccio sinistro. Da subito, dal 1999, è presidente dell’associazione Acit, che pochi anni dopo diventerà Alice.



In collaborazione con Help!