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Mer, Ott

Gianfranco Fini nuovo premier? Qualche dubbio da chiarire

Politica
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Con la definitiva presa di distanza di Gianfranco Fini da Silvio Berlusconi si è ufficialmente aperta la corsa alla successione al ruolo di leader politico nel centrodestra. Da molto tempo i due non si potevano vedere: troppo egocentrico e rampante Berlusconi, troppo istituzionale e composto, addirittura progressista Fini. Erano da molti mesi gli opposti di un'attrazione fatale per milioni di italiani.

Occorre immaginare quindi una prospettiva politica degna di questo nome per un paese ridicolizzato da tutto il mondo dal suo anziano ed erotomane leader in caduta libera. Se la sinistra non esiste più (e quella che c'era è rimasta invischiata in putridi liason appalti-sesso in Puglia), il centrosinistra è una sorta di candid camera fuori dal tempo e fuori dallo spazio e il dipietrismo ha un'immagine appannata agli occhi della maggioranza degli italiani a causa di un quindicennio di campagne antigiustizialiste delle reti Mediaset e della stampa in mano al Cavaliere è naturale guardare ancora a destra per capire chi sarà il prossimo premier italiano.

Con la Lega Nord fortissima al Settentrione ma più debole del Pdl (sempre che continui a esistere dopo la morte politica di Berlusconi) a livello nazionale c'è da pensare che il nuovo leader esca ancora dalle file dell'ex Forza Italia o dell'ex Alleanza Nazionale. Bruciato Berlusconi, la via sembra scontata: Fini, appunto.

Leader storico della destra nazionale capace, con la svolta di Fiuggi, di far diventare un manipolo di picchiatori fascisti in un credibile partito portatore di valori in gran parte sani sebbene "colorati" da inevitabili svarioni nostalgici, Gianfranco Fini è l'uomo giusto al momento giusto. Spessore politico e dignità istituzionale infinitamente superiori a quelle di Silvio Berlusconi, ma una caratura etica da risolvere e chiarire.

Gianfranco Fini era quello che dopo la svolta del predellino di Berlusconi ha detto:

- "AN non si scioglierà mai nel PDL". E poi per ragioni di opportunismo ha dato il via libera a questa fusione suicida.

- "Berlusconi è alle comiche finali". E poi l'ha incoronato prima leader alle politiche del 2008 e poi leader a vita del Pdl senza neppure una votazione finta in stile Pd.

Al congresso fondativo del Pdl ha sentenziato:

- "Un nuovo partito che discute e si confronta, cercando una sintesi positiva e mai un compromesso al ribasso". E poi si è accorto (ma tutti lo sapevano benissimo) che nel Pdl non esiste confronto su nulla e non ci sono sintesi. La voce è unica: quella del padrone che ha speso milioni di euro per comprarsi tutto e tutti, inclusi anche gli elettori di Fini, ovvero quel Berlusconi che ora il presidente della Camera in modo così aperto affronta a muso duro.

Quindi, in sintesi, bene Fini perché è semplicemente impossibile pensare a qualcuno peggio di Berlusconi, però qualche macchiolina ce l'hai anche lui. Non venga a fare la vergine incinta, perché non è credibile. Faccia mea culpa, spieghi perché è rimasto per tanti anni attaccato al sedere di Berlusconi e poi si prenda in mano il Governo, magari scegliendosi meglio la compagnia e riuscendo a divincolarsi dal bombardamento mediatico che i berluscones (mezza dozzina di quotidiani, 5 telegiornali e 3 settimanali) inizieranno contro di lui con attività di dossieraggio e spionaggio più o meno lecite e veritiere che già sono costate il posto a Dino Boffo.