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Sab, Nov

Renzi cerca di difendere la Boschi e non si rende neanche conto di averla affossata

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L'ANPI, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, non è solo un ritrovo di ultranovantenni sognatori che combatterono il fascismo durante la Resistenza. E' ancora uno snodo cruciale a difesa dei valori fondanti della Repubblica Democratica italiana che è risorta dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale.

 

All'ANPI continuano a iscriversi giovani e meno giovani, rapiti dall'indomabile spirito di chi rischiò la vita per regalare una libertà che in fondo la gran parte degli italiani non si meritava. E forse non si merita tuttora. L'ultima sfida che in ordine di tempo questi arzilli ottuagenari si vedono parare davanti è il tentativo di scardinare la forma della Repubblica e la democrazia partecipativa in essa connaturata da parte della riforma costituzionale a firma Boschi (ma anche Renzi, Verdini, Gelli e un'allegra compagnia che farebbe paura alla Chicago anni '30).

L'ANPI si è pochi giorni fa ufficialmente espressa per il NO al referendum di ottobre e i partigiani rischiano di vedersi negare lo stand da Renzi alla prossima festa dell'Unità, in cui non possono trovare posto i contrari alla sua riforma. Già questo, per chi non è in grado a comprendere la nuova Costituzione Boschi/Verdini, dovrebbe essere un campanello d'allarme.

Ma non basta. Perché la Ministra in una tappa del suo puttan-tour oscurantista per promuovere a spese nostre la sua Riforma in giro per l'Italia ha osato dire: "Dentro l'ANPI ci sono molti partigiani, quelli veri, che hanno combattuto la Resistenza, non le generazioni successive, che votano sì alla Riforma".

Per la serie, questa è meglio che stia zitta che se parla fa più casini di una Picierno, ma anche un secondo campanello d'allarme.

Bersani ribatte "Come si permette la ministra Boschi di distinguere tra partigiani veri e partigiani finti?"

Ma c'è stato di peggio. Renzi, nel goffo tentativo di smorzare le polemiche, ha dichiarato: "Fra i partigiani che hanno fatto la Resistenza qualcuno voterà No e qualcuno Sì... Insomma ci sono i veri partigiani che voteranno Sì, e ci sono i veri partigiani che voteranno No e noi rispettiamo e vogliamo bene a tutti i partigiani".

Con questa frase Renzi non si è accorto di aver sbugiardato la sua Ministra ("I partigiani veri votano Sì") e ha paragonato alcune rarissime schegge impazzite invaghite del Giglio Magico a una decisione ufficiale presa dal Comitato Direttivo dell'Associazione con tutti i voti favorevoli, tre astensioni e nessun contrario!

La tensione nell'esecutivo è altissima e la posta in gioco ancora di più, forsa ancor più della poltrona di Renzi ("Se perdo il referendum mi dimetto").

Anche Napolitano, già fascista iscritto al Guf ai tempi dell'Università, non ha fatto mancare il suo sostegno alla Riforma. Terzo campanello d'allarme.