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Sab, Nov

La bufala dell'anno: i giovani non vogliono lavorare a Expo per 1.500 euro al mese

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Elenco delle "notizie" passate dal mainstream: l'agenzia interinale Manpower, incaricata a raccogliere candidature e procacciare lavoratori per Expo Milano 2015, pubblica un comunicato (qui) in cui scrive che quasi un giovane su due rinuncia a un contratto di sei mesi.

expoIl Corriere in un articolo di dubbia moralità insinua che i giovani non vogliono lavorare. La tesi è rafforzata con delle frasi ironiche che ammiccano agli amici della Fornero e che fanno ribollire il sangue: "l'estate è vicina", "sei mesi sono pochi per chi cerca stabilità", "bisogna lavorare anche sabato e domenica" e "sono specialmente i giovani sotto i 29 ad aver rinunciato", specificando che questi bamboccioni non vogliono guadagnarsi 1.300-1.500 euro in qualità di lavoratori in apprendistato.

Infine, con un'ardita e malamente dimostrata teoria matematica, si dice pure che a conti fatti l'86% dei contattati da Manpower abbia rinunciato. Si parla di centinaia di scansafatiche insomma. Pazienza che il giorno dopo Manpower abbia in gran parte smentito questa ricostruzione.

Nel solco di questo articolo si avvenuta pure Aldo Grasso, che blatera di "giovani non abituati a lavorare".

La realtà dei fatti però e completamente diversa. I contratti da 1.300-1.500 lordi sono proposti a due figure semi-dirigenziali mentre alla massa di coloro che hanno rifiutato (ma oltre metà ha accettato, è bene ricordarlo) le offerte erano diverse da quelle spacciate dal Corriere: al massimo, per contratti full-time  900 euro al mese (ma è molto popolare anche l'alternativa dello stage non retribuito) offerto spesso a chi vive a centinaia di chilometri da Milano. In pratica tra vitto, alloggio, spostamenti si chiedeva di lavorare in perdita garantendo disponibilità h24 e 7 giorni su 7.

I turni sarebbero stati decisi di giorno in giorni in base alle esigenze. Una pacchia.

Davvero troppo choosy questi giovani. Proponiamo quindi ufficialmente Aldo Grasso per una di queste mansioni: per sei mesi dovrebbe però rinunciare alle sue prebende, alle ferie, alla malattia, ai festivi e alle ore di permesso. Non vorrà mica fare la figura di quello che non ha voglia di lavorare. O no?

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