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Mer, Mag

Coronavirus: i provvedimenti del Governo funzionano? Il grafico più importante

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Nel mare magnum di fake news che tende sempre più a impaurire una popolazione sempre più mentalmente debole e prostrata dalla quarantena, oltre che economicamente spaventata per il futuro, riteniamo molto interessante questo grafico (con relativa spiegazione) pubblicato sul profilo Facebook del dott. Marco Gerdol, portiere di calcio per passione, Ricercatore in Genetica presso il Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste di professione.

"Ecco l'unico grafico che andrebbe mostrato a tutti per spiegare l'efficacia delle misure prese fino a questo momento: l'andamento dei decessi in relazione ai vari provvedimenti presi dal governo, spostati in avanti nel tempo di 25 giorni (ovvero i 5 giorni di media per l'incubazione + in 20 giorni che di media intercorrono tra la manifestazione dei primi sintomi e la morte). E mi stupisco che nessuno abbia ancora pensato di proporla in questo modo, mentre ci si ostina a guardare i dati dei nuovi contagi, dando la falsa impressione che la diffusione del virus stia continuando ad aumentare in modo più lento, ma sempre inesorabile.

Non ha nessun senso prendere alla lettera i numeri snocciolati ogni giorno nella conferenza stampa della protezione civile se non ci si rende conto che si stanno confrontando patate con pomodori: il numero di nuovi contagi di due settimane fa non è affatto comparabile al numero di nuovi contagi di oggi, per il semplice motivo che l'efficienza del SSN nel rilevare i contagiati non è stabile nel tempo ed è in costante e rapido miglioramento. Sarebbe come pretendere di stimare l'andamento della popolazione di branzini nel golfo pescando la prima settimana con la canna da pesca da Barcola e andando in giro con un peschereccio la settimana successiva, pretendendo che i numeri possano essere confrontabili.

Difficile dire con certezza quale sia, in termini assoluti, la percentuale di contagiati rilevati con tampone in Italia, ma si può fare una ragionevole stima della sensibilità relativa (decessi del giorno X/contagiati rilevati al giorno X-25), che dimostra come questa sia quadruplicata nel giro di circa una settimana a metà marzo. Sicuramente il trend di miglioramento sarà continuato negli ultimi 20 giorni, anche se ad oggi è impossibile calcolare di quanto. Guardare al numero di nuovi contagi rilevati dal SSN per monitorare l'andamento dell'epidemia diventerà cosa utile e sensata solo una volta che saremo sicuri che l'efficienza dei sistemi di monitoraggio si sia stabilizzata.

Oggi, chi comunica i dati, dovrebbe rendersi conto che sarebbe molto più efficace spingere sull'analisi del numero dei decessi e sul numero di ricoverati in terapia intensiva, sia per i cittadini che per chi ci governa. Il numero di casi attivi continua ad aumentare solo in modo apparente, visto che decine i migliaia di persone asintomatiche e mai censite si stanno negativizzando senza essere conteggiate nei numeri ufficiali, mentre allo stesso tempo persone con sintomi molto lievi che una settimana fa non sarebbero nemmeno state sottoposte a campione ora vengono testate e trovate positive.

La continua caccia all'untore, l'odio per gli sportivi, per chi porta a spasso il cane o in generale per chiunque inizi a chiedere un lento ritorno alla normalità, la frustrazione nel pensare che ci sia "troppa gente in giro" e che le misure prese non funzionino, la gara a chi mette in campo misure più restrittive tra Zaia, Fontana e Fedriga (a quando l'obbligo di uscire con la muta da palombaro?) sono tutte il prodotto degli stessi due fattori: 1) l'incapacità di leggere i dati in modo razionale e 2) la mancanza della pazienza di attendere 25 giorni, "pretendendo" che gli effetti si vedano immediatamente.

Il grafico è "in divenire" ed i prossimi giorni diranno molto chiaramente fino a che punto la curva dei decessi (e quindi dei nuovi contagi di 25 giorni fa) scenderà, ma ricordiamoci che stiamo soltanto iniziando a vedere i primissimi effetti del decreto #iorestoacasa, ben meno restrittivo del decreto "chiudi Italia", che invece sortirà effetto attorno a metà aprile. Vedremo se il trend continuerà, ma è ragionevole pensare che ci possa essere un calo piuttosto drastico nel numero di decessi nei prossimi giorni, molto simile a quello visto in Cina, che dovrebbe continuare fino a Pasqua.

Il grafico completo del dott. Gerdol.