La nuova Alitalia non è molto diversa dalla vecchia. Il figlio del Ministro trova sempre posto
Tragicomica vicenda in salsa italiota per la nuova Alitalia. Il tutto, a dimostrare che i legami politica-compagnia di bandiera, che hanno portato allo sfacelo la vecchia Alitalia sono lontani dall'essere cancellati. D'altronde, il debito di riconoscenza dei fortunati imprenditori che pochi denari hanno acquistato la parte sana della compagnia nei confronti del Governo, in qualche modo deve essere ripagato. Magari a piccole dosi e a cominciare con un'assunzione così assurda che resterà negli annali di tutte le future pubblicazioni sulle raccomandazioni che infestano ogni giorno il Paese.
Federico Matteoli, figlio del Ministro Altero, pilota di aerei (MD80) già nel 2002 era stato baciato dalla fortuna. In una fase in cui vigeva il blocco delle assunzioni già da diversi mesi, è riuscito miracolosamente ad avere un contratto a tempo indeterminato con Alitalia. Unico e ultimo in assoluto della storia della vecchia compagnia. Sarà stato merito di Silvano Manera, compagno di partito del paparino? O di Luigi Martini, ex parlamentare di An e oggi consulente personale di Rocco Sabelli amministratore delegato della Cai?
Il povero Federico, ultimo assunto, il pilota con meno esperienza di volo e quindi ultimo nella graduatoria dei ri-assunti da Cai sembrava destinato alla cassa integrazione. E invece un nuovo miracolo bacia il fortunato aviatore, davvero fortunatissimo.
I manager di Colaninno, Sabelli e Martini hanno inventato dal nulla una speciale graduatoria di "anzianità" a parte, che vale per Milano (guarda caso la città dove il figlio del Ministro era stato assunto). E così il grande aviatore Federico ha potuto spiccare di nuovo il volo, scavalcando centinaia di colleghi cui il posto spettava di diritto.
L'ennesima storia di ingiustizia sociale e squallida pratica di raccomandazione di un Paese privo di virtù, almeno ai suoi vertici politici.