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Il caso: in pochi giorni raccolte 60.000 firme dalle farmacie del Friuli Venezia Giulia

 |  Redazione Sconfini

L’iniziativa popolare, che si protrarrà per una settimana, è stata presa da Federfarma Fvg (federazione titolari di farmacia) per essere a fianco dei cittadini affinché i farmaci innovativi ad alto costo vengano distribuiti nelle farmacie, invece che dai Distretti sanitari.


Doversi recare presso il proprio Distretto sanitario per ritirare alcune tipologie di farmaco (come per esempio quelli per il diabete, per l’artrite reumatoide e per l’angina) significa per il cittadino subire disagi gravi, nonché accollarsi una spesa che, in base a studi recenti, si aggira sui 12 Euro (costo medio per spostamento). Il disagio ulteriore è rappresentato dagli orari di apertura dei Distretti: chiusi da venerdì pomeriggio fino a lunedì mattina.


Nata nell’ottica di contenere le spese da parte della Regione Friuli Venezia Giulia (in base a quanto indicato nell’art. 8 della legge 405/2001), la distribuzione diretta del farmaco vede al tavolo della tratalttativa da una parte la Regione con le Aziende sanitarie e, dall’altra, Federfama (ma sarebbe meglio dire i cittadini). I farmacisti hanno più volte manifestato la disponibilità a distribuire il farmaco innovativo ad alto costo alle stesse condizioni economiche praticate dalle Aziende sanitarie senza nessun onere aggiuntivo per l’Ente pubblico.


Per ora la Regione Friuli Venezia Giulia ha lasciato spazio al confronto, ma non ha ancora preso una decisione.


“In questo momento in cui stanno per essere presi provvedimenti delicati che avranno ripercussioni sulla quotidianità dei cittadini”, ha affermato Alessandro Fumaneri, presidente di Federfarma Fvg, “tutti devono essere consapevoli di quanto sta accadendo. Non vogliamo infatti che sia il cittadino a dover pagare il prezzo di una scelta sbagliata che non tutela i più deboli, in questo caso rappresentati da anziani, disabili o da persone affetti da patologie invalidanti”.

Pierpaolo Gregori


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