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I mutilati

 |  Redazione Sconfini

Brutto mestiere dal punto di vista figurativo quello della politica. Negli ultimi tempi ne sono successe di tutti i colori alla nostra malconcia classe dirigente che non è stata ancora decapitata ufficialmente, ma intanto ha cominciato ad essere mutilata dalla magistratura.

Ancora un po' di tempo e le patrie galere si spalancheranno per molti altri protagonisti e figuranti del palcoscenico grottesco che infesta i luoghi istituzionali. Nel frattempo godiamoci questa carrellata di mutilati.

Il primo mutilato di questa legislatura è il centrista Casini. Dopo aver messo la mano sul fuoco per Dell'Utri (che si è beccato poco dopo 7 anni in Appello per concorso esterno in associazione mafiosa) ha messo l'altra mano sul fuoco per Cuffaro ("Cuffaro è una persona onesta", "Mi assumo la responsabilità politica di una sua eventuale condanna", "Su Cuffaro metto la mano sul fuoco"), che ora si trastulla nel carcere di Rebibbia dopo la condanna definitiva a 7 anni per fatti di mafia (anche lui). Orrendamente mutilato il povero Pierferdinando ha messo un'altra mano sul fuoco (la terza!?) per Gianni Letta quando sono scoppiate le indagini sulla P4 che hanno tirato in ballo proprio il fidato consigliere berlusconiano. Al momento il braccio destro di Casini è il probo Cesa, che nel 1993 passò qualche periodo in gattabuia per corruzione.

Il secondo mutilato grave di questa legislatura è il povero Silvio Berlusconi. Perso dal punto di vista politico l'appoggio del braccio destro Dell'Utri per i fatti già raccontati, Berlusconi ha perso molti altri arti nel corso della legislatura: il braccio sinistro Letta è messo così così tra cricche e P4, Bondi (che non sappiamo a quale arto corrisponda) è finito in disgrazia, la gamba Verdini è indagata o è stato indagata in così tante inchieste da uscire di testa (P3, false fatturazioni, corruzione, falso bancario, associazione segreta e chi più ne ha più ne metta). Per non parlare della seconda gamba di Silvio, l'amico Fede, che faceva la cresta pure sui prestiti e sugli omaggi che il generoso premier faceva ai suoi amichetti di Bunga Bunga. E poi c'è la terza gamba, Lele Mora, in galera per aver fatto bancarotta e aver fatto sparire (sembra) centinaia di migliaia di euro. Poi ci sono i vari Scajola, Papa e compagnia.

Anche Tremonti, ministro del fallimento italiano, è fresco di mutilazione. Gli stanno indagando pesantemente l'ormai ex braccio destro, Milanese, con una serie di ipotesi di reato da brividi. E viveva pure lui a sbafo, ma a sua insaputa, in un appartamento da 8.500 euro al mese messo gentilmente a disposizione di Milanese. Che non voleva nulla in cambio (?!)

Da qualche tempo, ma grazie ai bracci destri e sinistri di D'Alema la cosa era nell'aria e per questo non ha sorpreso più di tanto, anche a sinistra la mutilazione è divenuta prassi. Il braccio destro di D'Alema in Puglia, Tedesco, continua a fuggire in modo sempre più ridicolo al carcere (nominato al Senato, graziato dal voto dei senatori, dimettendosi dal Pd ma restando senatore). Ma quello che ufficialmente in questo periodo è il capo del Pd, Bersani, è il più mutilato di tutti. In pochi giorni ha perso il braccio sinistro, Pronzato, arrestato per tangenti e pure il braccio destro, Penati, coinvolto da alcuni imprenditori in un vorticoso giro di denari e mazzette.

Poi ci sono gli automutilati, ovvero i leghisti. Loro fanno tutto in prima persona. Maroni, il "vento nuovo" della Padania fu condannato per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale (azzannò un agente di polizia ad un polpaccio durante una perquisizione in via Bellerio) in primo grado, in secondo grado (dopo depenalizzazione dell'oltraggio) e pure in Cassazione (dove se la cavò con una pena pecuniaria). Bossi non è solo il padre del Trota: è pure un pregiudicato in via definitiva per vilipendio e finanziamento illecito ai partiti. La prima moglie, Gigliola Guidali, lo lasciò nel 1982 dopo aver scoperto che Umberto usciva tutte le mattine di casa con la valigetta del dottore, dicendole "ciao amore, vado in ospedale" senza essersi però mai laureato. Al marito mancavano (e mancano ancora) sei esami. Poi fondò la Lega Lombarda e riuscì a vivere come un nababbo senza aver mai lavorato.

Dall'aldilà Craxi apprezza i suoi allievi.

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