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Al servizio di chi ha bisogno

 |  Redazione Sconfini

Il Burkina Faso, situato nell’Africa occidentale, fino al 1984 Repubblica dell’Alto Volta, ha ottenuto l’indipendenza dalla Francia nel 1960.

La sua storia recente è segnata da una forte instabilità politica: al primo colpo di stato del 1966, che porta al potere i militari, ne seguono diversi altri. I governi che si alternano sono soprattutto impegnati a perpetuare i privilegi della classe al potere, molto corrotti, fortemente condizionati dagli interessi economici occidentali ed incapaci di fronteggiare efficacemente i problemi del Paese.
Le cose cambiano improvvisamente nel 1983, in seguito all’avvento al potere del giovane ufficiale Thomas Sankara. Quest’ultimo, animato da ideali socialisti e da un convinto anti-imperialismo, combatte con forza la corruzione, sopprime i privilegi dei capi tribali e della classe dirigente, avvia importanti riforme in campo sanitario ed educativo, promuove la riforestazione e l’accesso all’acqua per tutti, riuscendo in breve tempo a migliorare significativamente le condizioni di vita della popolazione. Sankara è amato dal popolo per la sua concretezza e coerenza, ma inviso alle classi alte burkinabé e all’Occidente. Probabilmente anche per questa ragione viene assassinato nell’agosto 1987 dal suo ex-braccio destro Balise Compaoré, che sale al potere al suo posto.
Quasi totalmente privo di risorse naturali, il Burkina Faso (letteralmente “Terra degli Uomini Integri”) è uno dei Paesi più poveri al mondo. La sua economia si regge sull’agricoltura e sull’allevamento, oltre che sugli aiuti internazionali, mentre la recente crisi politica della Costa d’Avorio ha messo ulteriormente in crisi il suo debole sistema commerciale. È in aumento il fenomeno dell’urbanizzazione: molti giovani e giovanissimi abbandonano le campagne alla ricerca di un po’ di benessere, ma, visto anche l’alto tasso di disoccupazione, spesso in città si ritrovano ancora più poveri, emarginati e costretti a delinquere per sopravvivere.
Balise Compaoré, al potere dal colpo di stato del 1987, è stato rieletto più volte Presidente della Repubblica burkinabé, l’ultima volta con le elezioni del novembre 2005. Il Primo Ministro in carica dal gennaio 2006 è M.Paramanga Ernest Yonli.
Tra le innumerevoli associazioni di volontariato che si occupano di alleviare l’estrema sofferenza e difficoltà in cui versa questo popolo c’è anche il Lions Club di Trieste. Per comprendere meglio le necessità e la situazione reale del Paese, abbiamo deciso di porre alcune domande alla presidente dell’associazione, la dottoressa Cinzia Cosimi, che in qualità di medico si è recata più volte nel Burkina Faso. “Il principio ispiratore – sottolinea la presidente – che da sempre guida l’associazione internazionale Lions Club è quello di mettersi al “servizio” di chi ha bisogno, di chi è meno fortunato, perseguendo con fermezza il pensiero del fondatore Melvin Jones, che sosteneva come non si potesse andare lontano senza occuparsi degli altri”.
Da tre anni il Lions Trieste Host realizza la manifestazione teatrale di prosa e musica “Applausi al nuovo anno”, in collaborazione con il Teatro “La Contrada” e Cividin Viaggi. “Tale manifestazione – afferma la dottoressa Cosimi – che si svolge al Teatro Orazio Bobbio, riveste un grande significato sociale e umanitario in quanto consente sia alle persone singole di festeggiare in allegria il Capodanno sia di contribuire con l’acquisto del biglietto al progetto che stiamo portando avanti nel Burkina Faso. L’intero ricavato viene, infatti, devoluto all’M.K. Onlus, un’associazione emanata dal Lions Club Nazionale, che da anni si occupa delle malattie killer dei bambini nel Burkina Faso. Questa iniziativa rappresenta uno dei fiori all’occhiello del nostro club in quanto ci consente di aiutare uno dei Paesi più poveri al mondo. È da un paio d’anni che, sotto la guida del dottor Stefano Camurri Piloni, partecipiamo a questa grande missione umanitaria”.
I medici Lions si recano in Burkina Faso per agire sia in ambito ospedaliero sia in ambito territoriale, rivolgendosi ad orfanotrofi ed a strutture locali, recandosi da villaggio a villaggio per portare aiuto alla popolazione e formazione al personale infermieristico. “Vi sono bambini – racconta la dottoressa Cosimi – che mangiano una volta la settimana, ci troviamo a dover curare malattie come la pellagra, patologia scomparsa dall’Italia ormai quarant’anni fa. Qui anche le infezioni più banali diventano mortali: ciò è dovuto alla totale mancanza di antibiotici e alla completa assenza delle più elementari regole di igiene, senza contare i morti a causa della fame e della mancanza d’acqua”. E conclude amaramente la dottoressa Cosimi: “La cruda realtà che incombe su questa povera gente ci fa toccare con mano la condizione di bisogno estremo in cui versa la popolazione. Ci rechiamo in Burkina Faso una volta all’anno, durante la stagione secca. Il nostro sogno più grande è quello di riuscire a portare medici ed aiuti con continuità in modo da assicurare una presenza costante per almeno sei mesi”. È grazie ai fondi raccolti che si possono comperare in loco derrate alimentari per i villaggi, costruire pozzi, fornire strumentazione medica e farmaci.

foto: giraffe


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