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Glaucoma: il ladro silenzioso della vista

 |  Redazione Sconfini

Il glaucoma è una malattia dell’occhio che danneggia la capacità visiva in modo irreversibile e lo fa senza dar segno della sua pericolosa presenza. Per questo motivo è stato definito il “ladro silenzioso della vista”.

Si calcola che almeno il 3% della popolazione adulta sia affetto da glaucoma. Nonostante la sua notevole frequenza, una parte significativa di questi casi non viene diagnosticata, se non troppo tardi; nei paesi industrializzati il glaucoma resta fra le cause più importanti di cecità.

Chi ne soffre ha un aumento della pressione all’interno dell’occhio che a lungo andare provoca un danno alle fibre del nervo ottico, cioè alle delicate strutture che hanno il compito di trasmettere le immagini al cervello.

Su questo problema abbiamo sentito il dottor Fabio Baccara, direttore dell’Unità Operativa di Oculistica della Casa di Cura Salus di Trieste.oculista esperto baccara foto

Domanda: Che cos’è la pressione oculare?

Risposta: L’occhio è come una palla riempita di liquidi. Poiché si trovano all’interno di uno spazio chiuso, i liquidi esercitano una certa pressione sulle pareti, ed è tale pressione che contribuisce a mantenere la forma dell’occhio. Se la quantità di liquido prodotto all’interno dell’occhio, chiamato “umore acqueo”, non viene continuamente eliminata a causa di qualche difetto nel sistema di drenaggio, si verifica un accumulo all’interno dell’occhio stesso, con un conseguente aumento della pressione intraoculare; la tensione dell’occhio aumenta come in un pallone troppo gonfio.

D: Qual è la causa del glaucoma?

R: Vi sono diverse forme di glaucoma. 8 persone su 10 sono affette dalla forma più comune, il glaucoma “primario ad angolo aperto”, che è legato ad una sorta d’invecchiamento del filtro di scarico. Meno comune è la forma “da chiusura dell’angolo”, in cui la zona da cui fuoriesce l’umore acqueo dall’occhio si chiude come se un foglio di carta, fluttuando, andasse sullo scarico ostruendolo completamente: in questo caso si parla di attacco acuto di glaucoma, che è accompagnato da sintomi molto evidenti quali marcata riduzione della vista, dolore oculare intenso, nausea e vomito. Esistono poi glaucomi secondari, cioè provocati da altre malattie dell’occhio quali traumi, farmaci, tumori od infiammazioni.

D: La pressione dell’occhio dipende da quella del sangue?

R: No. Non c’è alcun rapporto tra esse; tuttavia, le due condizioni hanno diversi punti in comune. Il primo è quello di non dare disturbi: chi ne soffre non si accorge di esserne affetto finché non si manifestano le conseguenze, che possono essere molto gravi. Il secondo punto in comune è che sia la pressione del sangue che quella dell’occhio possono essere misurate con estrema facilità, e pertanto devono essere controllate regolarmente. Il problema è che, mentre ormai tutti sono convinti che è importante esaminare con regolarità la pressione del sangue, pochissimi sanno che bisogna sorvegliare anche quella dell’occhio. Eppure, la sua misurazione può essere eseguita con estrema facilità dall’oculista nel corso di una normale visita.

D: Come si diagnostica il glaucoma?

R: Nella sua forma più comune il glaucoma insorge dopo i 40 anni. Solitamente non dà sintomi, perciò la diagnosi risulta spesso casuale ed avviene in occasione di una visita oculistica effettuata per altri motivi. Compare una diminuzione lenta e progressiva della capacità visiva nella visione laterale, di cui generalmente non ci si rende conto, fino a provocare una specie di visione “a cannocchiale”. A questo punto si riduce anche la capacità di lettura e di visione dei dettagli, e con il passare del tempo si può arrivare alla cecità; ma la progressione può essere interrotta con adeguate cure. La diagnosi può essere fatta esaminando l’occhio, valutando lo stato di salute del nervo ottico e soprattutto misurando la pressione intraoculare. Nei casi in cui il nervo ottico presenti delle alterazioni o la pressione intraoculare risulti superiore ai 20 mmHg (millimetri di mercurio) il medico oculista può ricorrere ad esami strumentali particolari, ad esempio all’esame computerizzato del campo visivo. Il medico specialista è il solo in grado di misurare in modo attendibile la pressione oculare, è addestrato ed autorizzato ad usare gli strumenti idonei, e soprattutto è capace di valutare se siano presenti altri importanti segni che fanno parte della diagnosi od identificare gli eventuali fattori di rischio.

D: Come si cura?

R: Chi soffre di glaucoma non guarisce dalla malattia che, tuttavia, nella maggior parte dei casi può essere ben controllata con una terapia adeguata. Chi soffre di glaucoma si deve sottoporre a controlli specialistici prestabiliti per tutta la vita. Di solito, il trattamento inizia con farmaci sotto forma di collirio che abbassano la pressione oculare. Sono farmaci che devono essere usati per sempre! La cura deve essere effettuata tutti i giorni, senza interromperla quando viene raggiunta la pressione oculare desiderata ed evitando di “saltare” delle somministrazioni. Quando l’uso di colliri risulta poco efficace si può pensare di rivolgersi alle terapie laser od alla chirurgia.

D: Il glaucoma si può prevenire?

R: No. Non si può impedirne la comparsa. Si possono, invece, prevenire i danni alla vista e scongiurarne l’aggravamento se sono già presenti. A questo scopo è fondamentale una diagnosi precoce che permetta di iniziare le cure opportune il prima possibile.

D: Se la prevenzione è l’unica difesa, come evitare di “farsi derubare”?

R: L’unico modo per diagnosticare tempestivamente il glaucoma è sottoporsi regolarmente alla misurazione della pressione oculare. Questi sono i tempi raccomandati: una visita oculistica ogni 2-3 anni dopo i 40 anni, ed ogni 1-2 anni dopo i 60 anni. Se uno dei familiari soffre di glaucoma il primo esame deve essere fatto a 30 anni ed i successivi controlli ogni 1-2 anni per il resto della vita.

Silvia Stern

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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