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Energia solare, una fonte ideale per pulizia e rinnovabilità

 |  Redazione Sconfini

L’Italia, grazie alla sua posizione geografica, gode di condizioni molto favorevoli allo sfruttamento dell’energia solare: la media annuale di irraggiamento giornaliero nel nostro Paese va dai 3,6 kWh/mq della pianura Padana, ai 4,7 kWh/mq del Centro Italia, fino ai 5,4 kWh/mq della Sicilia. Eppure altri Paesi europei hanno investito nel solare risorse molto più grandi di noi, anche se molto meno del potenziale teorico e con enormi differenze tra i diversi Paesi. Come mai? Abbiamo approfondito l’argomento con il responsabile per il Settore territorio ed energia del WWF Friuli Venezia Giulia, Dario Predonzan.

 

Per quale motivo in Italia i pannelli solari vengono utilizzati così poco?

“Perché è mancata una politica organica a tutti i livelli a sostegno delle fonti rinnovabili (solare, ma non solo) e del risparmio energetico. Dopo le “crisi del petrolio” degli anni ’70, si è preferito confidare nel ribasso del costo dell’oro nero, ribasso che effettivamente c’è stato, anche se limitato. Altri Paesi più lungimiranti – Germania in primis – hanno capito che le oscillazioni del prezzo del petrolio (e del gas) non avrebbero mai riportato i costi di queste fonti ai livelli di un tempo, sia perché i Paesi produttori sono molto più consapevoli ed organizzati di un tempo, sia perché la disponibilità dei giacimenti è limitata e non è inesauribile. Di conseguenza hanno investito massicciamente nelle tecnologie per il risparmio energetico e le fonti rinnovabili, conquistando così, tra l’altro, un ruolo leader in questo settore del mercato”.

 

In che modo si potrebbe incentivare l’utilizzo dell’energia solare?

“Con opportuni incentivi, soprattutto fiscali, e apposite normative, come ad esempio l’obbligo di installare pannelli solari termici su tutti gli edifici di nuova costruzione in modo da ricavarne almeno il 50% dell’acqua calda sanitaria, da inserire a livello di regolamento edilizio (primo esempio quello del Comune di Carugate) o di legislazione urbanistica (come si fa da anni in Alto Adige). Particolarmente vocati per un utilizzo massiccio dell’energia solare termica sono, ad esempio, edifici come le piscine, mentre tutte le grandi superfici di copertura degli edifici produttivi e di servizio, che occupano le periferie cittadine e le zonalte industriali e commerciali, si prestano ad essere ricoperte di pannelli fotovoltaici e di pannelli solari termici se c’è un’utenza consistente di acqua calda”.

 

Quali sono i vantaggi offerti dai pannelli solari termici?

“I vantaggi economici sono strettamente legati al differenziale di costo rispetto ai sistemi alternativi di produzione dell’acqua calda. Ovviamente, quanto maggiore è il costo del petrolio e del metano, tanto maggiore diventa la convenienza del ricorso ai pannelli solari. La convenienza è massima se questi sostituiscono scaldabagni elettrici, in assoluto il modo più inefficiente di produrre acqua calda. Inoltre, è sicuramente più vantaggioso integrare i pannelli fin dal momento della costruzione dell’edificio, progettando dall’inizio l’intero sistema di produzione dell’acqua calda intorno ad essi. Accanto ai vantaggi economici, però, vanno considerati anche quelli ambientali, non direttamente monetizzabili, rispetto ai sistemi che bruciano combustibili fossili, in particolare l’assenza di emissioni di gas inquinanti e di gas serra”.

 

Perché è importante incentivare l’uso dell’energia solare?

“È fondamentale svincolarsi il più possibile dalla dipendenza dai combustibili fossili, in progressivo esaurimento (si stima che le riserve di petrolio possano esaurirsi entro circa 50 anni, mentre quelle di metano entro 60-70 anni) e sempre più costosi (il petrolio ha ormai superato i 120 dollari al barile, contro i circa 60 di un anno fa, e si avvia verso il muro dei 200 dollari secondo molti analisti). L’esigenza è tanto più pressante in un Paese come l’Italia, che dipende da petrolio e metano quasi totalmente di importazione, con aggravio della bilancia commerciale. Inoltre la sostituzione dei combustibili fossili con le fonti rinnovabili pulite (assieme al risparmio energetico) rappresenta un’esigenza ambientale primaria, essendo indispensabile ridurre al minimo le emissioni di gas inquinanti (polveri PM2,5 e PM10, ossidi di azoto, ecc.) e di gas serra (anidride carbonica in primis), che provengono principalmente dall’uso dei combustibili fossili. Tra l’altro la riduzione delle emissioni di gas serra è un preciso obbligo che deriva dal Protocollo di Kyoto, che l’Italia si è assunta ma non sta rispettando. L’utilizzo dell’energia solare va quindi visto nel quadro di un approccio coordinato all’uso razionale dell’energia, che metta in primo piano tutte le soluzioni capaci di ridurre gli sprechi, tanto nel riscaldamento quanto nell’illuminazione e nella forza motrice, sia nel settore domestico sia in quelli produttivi”.

 

Tra le diverse tipologie di pannelli solari, quali sono i più convenienti?

“I pannelli solari termici sottovuoto sono più efficienti rispetto agli altri perché garantiscono un maggiore apporto energetico anche in condizioni di basso irraggiamento o basse temperature esterne. Per l’installazione di pannelli solari termici, di qualunque tipo, è però importante rivolgersi ad installatori esperti affinché il dimensionamento degli impianti sia adeguato alle necessità, senza dimenticare che la prima regola nell’uso dell’energia è quella del risparmio nei consumi, sia per quanto concerne il riscaldamento che l’illuminazione e gli elettrodomestici”.

 

Sono molti i pannelli solari utilizzati nella nostra regione?

“Non ci sono purtroppo dati sulla diffusione dei pannelli solari termici in Friuli Venezia Giulia, mentre per quanto riguarda la produzione di elettricità fotovoltaica gli ultimi dati disponibili, del 2006, rilevano che la nostra regione si trova a livello zero”.

 

Quali sono le prospettive e i progetti per il futuro?

“A livello nazionale sono stati di recente introdotti degli incentivi economici seri, sul modello di quanto avviene da anni in altri Paesi, come il “Conto energia”. Inoltre, dopo anni di boicottaggio, si è cominciato finalmente a sviluppare anche in Italia la tecnologia della produzione di elettricità con le centrali solari a concentrazione, propugnate in particolare dal prof. Carlo Rubbia, che ha dovuto rivolgersi alla Spagna per veder costruiti i primi impianti. In Italia vengono collegati alla rete circa 1.000 nuovi impianti fotovoltaici ogni mese e sta crescendo rapidamente (specie al Nord) il numero delle imprese attive nel settore. Si tratta di vedere se il nuovo governo continuerà su questa linea o se invece dirotterà tutti gli sforzi e le risorse sull’energia nucleare, come le dichiarazioni del neoministro dello Sviluppo economico Scajola fanno ipotizzare”.

Angelica Pellarini

 

 

In collaborazione con Help!

 

 


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