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Paweł Czerwiński

Trieste e la raccolta differenziata obbligatoria dei rifiuti

 |  redazionehelp

Una questione che sta prendendo sempre più le sembianze di un rebus che, al momento, sembra non aver trovato ancora una soluzione definitiva. Ma facciamo un passo indietro per capire come la faccenda si è evoluta portando, notizia diffusa di recente, allo slittamento dell’obbligo da parte del cittadino di differenziare i rifiuti gettandoli negli appositi cassonetti.

Un obbligo che sarebbe dovuto scattare entro la fine di quest’anno o comunque a partire dal 1° gennaio 2011 con il raddoppio del numero delle isole ecologiche, che, dalle attuali 500, sarebbero dovute divenire oltre mille. Per adesso, contrariamente a quanto sbandierato nei mesi scorsi, nulla di tutto ciò avverrà, ma si dovrà attendere, stando a quanto dichiarato dall’assessore comunale competente Paolo Rovis, un’ideale seconda fase del Regolamento di Igiene pubblica indicata per il prossimo primo giugno.
La causa dello slittamento dell’obbligo di differenziare i rifiuti sarebbe puramente tecnica e ricondotta al mancato espletamento, da parte di Acegas-Aps, di tutte le procedure d’acquisto, verifica e distribuzione sul territorio dei nuovi cassonetti. Nello specifico, si tratterebbe di un bando di gara europea che ha i suoi tempi, puramente burocratici. L’assessore Rovis dichiara che “in assenza degli strumenti adeguati non si può obbligare il cittadino a comportarsi in un certo modo” e aggiunge che “Acegas-Aps prevede la collocazione delle nuove isole ecologiche verso marzo 2011 e, quindi, dopo una prevista prima fase sperimentale, ecco che la data del primo giugno 2011 diventa tecnicamente rispettabile”. Tuttavia risposte di conferma o smentite sulla questione non si riescono ad ottenere, per adesso, dalla multiutility.
Un’operazione, quella della raccolta differenziata, che varrebbe mezzo milione di euro, ammortizzabile nel tempo in virtù di un minore impiego del termovalorizzatore di via Errera per bruciare immondizie triestine e di un conseguente maggior accoglimento di rifiuti da smaltire da fuori provincia. Se tutto andrà a buon fine, dalla prossima estate il cittadino si troverà uno a fianco all’altro quattro cassonetti: giallo per la carta, verde per il vetro, blu per la plastica e grigio per il resto.
Tuttavia, nel nuovo anno, a prescindere che lo start ufficiale della raccolta differenziata obbligatoria venga dato o meno, scatteranno nuove multe per chi rovisterà nei cassonetti pubblici o non li richiuderà dopo aver gettato le immondizie, o per chi rovinerà i contenitori con spray e pennarelli e per chi butterà a terra o nei tombini mozziconi di sigaretta e altre immondizie. Ma quando e se scatterà l’obbligo di differenziare i rifiuti nelle apposite isole ecologiche, occhio a non sgarrare. Sono previste, infatti, anche in questo caso delle multe, “non troppo salate ma soprattutto deterrenti per chi intende fare il furbetto”, spiega Rovis confidando nel senso civico di ogni cittadino.
L’obiettivo del Comune, facendo scattare l’obbligo ed aumentando il numero dei contenitori, è quello di aumentare la percentuale di differenziata, attestatasi nel 2009 al 21,3%, ad un valore compreso tra il 27% e il 31%. Nel 2008 era stato pari al 20,33% e nel 2007 al 18,21%. Entrando nello specifico, sulla base dei dati forniti da Acegas-Aps, i comuni di Trieste e Duino Aurisina producono all’anno 101.117 tonnellate di rifiuti. Sul fronte della raccolta differenziata, il totale dei rifiuti raccolti nel comune di Trieste è stato pari a 95.386 tonnellate nel 2009: al primo posto si attestano la carta e il cartone per l’8% seguiti da legno (2,6%), vetro (2,3%) e plastica (1,3%).
È utile allora ricordare che la carta è fatta di cellulosa, una sostanza che si estrae dal legno e che può essere agevolmente ricavata da altra carta, raccolta tramite la differenziata. Non tutta la carta però è adatta ad essere riciclata, bisogna evitare di conferire negli appositi contenitori quella sporca di colla, olio o grasso. Il tetrapak invece può essere introdotto assieme alla carta. Il vetro proveniente dalla raccolta differenziata è da tempo la fonte principale da cui vengono ricavate nuove bottiglie o contenitori. Una strategia per ridurre l’impatto sull’ambiente in quanto sono necessarie meno materie prime ricavate da apposite cave: minore è l’attività estrattiva, minore risulta l’impatto sull’ambiente. Nella campana del vetro però non vanno introdotti materiali ceramici e neanche vetri termici come il pyrex; non adatti al riciclaggio nemmeno i vetri di lampade e lampadine o di schermi televisivi e di computer. Innumerevoli le forme della plastica che si possono recuperare per ottenere nuova plastica: con 20 bottiglie di PET si ottiene una coperta di pile; con 174 flaconi di plastica si può fare un contenitore per rifiuti.
“I rifiuti sono una risorsa”, “Evitiamo gli sprechi” ed ancora “Differenziare fa la differenza” sono alcuni degli slogan della Divisione Ambiente di Acegas-Aps, a testimonianza di un’annunciata sensibilità per la raccolta differenziata. Si viene a sapere, dal materiale informativo fornito, che ogni cittadino triestino produce 500 kg di rifiuti urbani all’anno. Una conseguenza, si dice, dello sviluppo economico di un territorio. Il tema della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti sta diventando, per questo motivo, uno dei punti nodali di una strategia di gestione di un territorio che sia sostenibile e riduca l’impatto complessivo sull’ambiente. Ma vige una regola su tutte ed è bene fissarla nella mente fin d’ora in previsione di quanto accadrà in futuro: è necessario suddividere i rifiuti che possono essere reimpiegati da quelli di effettivo scarto, solo così sapremo di aver eseguito una raccolta differenziata corretta e rispettosa dell’ambiente che ci circonda.
Elisabetta Batic


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