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L'arresto dei boss Nicchi e Fidanzati. Una montatura?

 |  Redazione Sconfini

genchivideoIl "caso" del giorno è senza dubbio rappresentato dalle dichiarazioni che Gioacchino Genchi ha rilasciato nel corso di un convegno a Cervignano del Friuli all'indomani delle accuse del pentito Spatuzza e della grande manifestazione di piazza, il No B Day, che ha vanamente tentato di ottenere le dimissioni di Berlusconi, tenutasi lo scorso sabato a Roma.

Anche Genchi, così come in molti sul web si sono interrogati sulla straordinaria coincidenza della cattura di due "pericolosi" boss mafiosi (Nicchi e Fidanzati) proprio nei giorni in cui i temi centrali nell'agenda e nel dibattito pubblico avrebbero dovuto essere i contenuti delle rivelazioni di Spatuzza e un'analisi sul No B Day, prontamente oscurati dalla tv di regime.

La cattura di due boss latitanti è sempre motivo di festeggiamenti per l'Italia onesta, ma stavolta le casualità sembravano troppo sospette per non insinuare dubbi. E così Genchi, che parla portando la voce dall'interno della Polizia e degli agenti che hanno operato gli arresti dei boss Nicchi e Fidanzati.

Secondo Genchi la cattura dei due mafiosi è una montatura in quanto si chiarisce che uno era andato forse addirittura a costituirsi, mentre l'altro è un anziano malavitoso settantacinquenne che è stato molte volte in carcere e che è sempre stato rispedito a casa perché le sue pessime condizioni di salute non sono compatibili con il regime carcerario.

Genchi spiega inoltre che la folla gi giovani radunatasi sotto la Questura è stata portata con dei pullman solo per favorire le riprese artefatte delle televisioni e che i poliziotti a volto coperto che festeggiavano con loro non erano quelli che hanno effettuato l'arresto di uno dei due boss.

“I veri poliziotti che hanno fatto quella cattura si sono vergognati e se ne sono andati e mi hanno telefonato, mi hanno detto qui stanno facendo uno schifo, perché hanno organizzato una messinscena davanti alla questura, portando le persone loro, con i pullman, per organizzare quell’apparente solidarietà alla polizia. Ma vi rendete conto di cos’è l’Italia? Che livello di bassezza abbiamo toccato? Che livello di mistificazione?”.

In attesa di conoscere cosa dicono alcuni di questi giovani, si gonfiano i dubbi su queste due operazioni frutto, "in ogni caso" sottolinea Genchi "dell'attività investigativa della Polizia di Stato e non del Governo, che anzi lascia senza stipendio, benzina e carta i coraggiosi uomini che sacrificano la propria vita e le proprie famiglie per servire lo Stato".

Immediata la replica di Daniele Marannano, portavoce di ‘Addio pizzo’. “Al di la’ della presunta coincidenza temporale sugli arresti di sabato - dice - posso garantire a tutti quanti che le persone presenti alla Squadra Mobile di Palermo hanno rinunciato a qualcosa pur di essere li’ e si sono pagate tutte la benzina di tasca propria senza aver avuto alcun pullman per manifestare la loro sincera e vera solidarieta’ che avevano gia’ avuto modo di esprimere in occasione di altri arresti, fin dai tempi della cattura di Bernardo Provenzano e di Salvatore Lo Piccolo”. E ha aggiunto: “Gente comune e semplice di cui parte si riconosce nel movimento ‘Addio pizzo’ che lo scorso 28 marzo ha scelto altrettanto spontaneamente e liberamente di essere presente al sit-in presso la questura di Palermo per esprimere la propria solidarieta’ allo stesso Gioacchino Genchi”.

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