Skip to main content

Lezione di giornalismo: le 5W. I Tg italiani nascondono lo scandalo D'Addario

 |  Redazione Sconfini

video, tg, giornalismo, d'addario, patriziaQuesto intervento è un piccola e umilissima lezione di base di giornalismo, che dovrebbe essere compresa da tutti i nostri lettori. Senza addendrarci in concetti complessi come il valore-notizia, l'apertura, la retorica tipica di ogni settore del giornalismo e le mille sfaccettature che differenziano un buon cronista da un ottimo giornalista, vogliamo fare semplicemente riferimento alla famosa "regola delle 5W".

Dall'inglese, le 5W stanno per: Who, When, What, Where, Why. Ovvero, in italiano: Chi, Quando, Cosa, Dove, Perché. Se un articolo risponde (magari nella parte iniziale) a tutte queste domande allora è stato un redatto un buon servizio.

Chiaro? Bene, a scardinare e umiliare questa regola valida in tutto il mondo ci pensa il giornalismo italiano, in particolare televisivo, che ormai ha raggiunto un livello davvero infimo nel modo di esporre gli eventi, i fatti e i temi dell'agenda del giorno.

Come ben sappiamo, i direttori dei Telegiornali sono tutti (escluso il Tg3) manovalanza informativa al soldo di Silvio Berlusconi. Ma fin qui nulla di strano: è il semplicissimo conflitto di interessi che rende l'Italia un paese semi-libero dal punto di vista dell'informazione.

Ieri, come abbiamo riportato, è scoppiato lo scandalo (più etico-morale, che politico-giudiziario almeno al momento) legato all'intervista di Patrizia D'Addario, la ragazza che ha dichiarato di essere stata più volte invitata a pagamento a casa del premier Berlusconi ("utilizzatore finale" secondo l'avvocato Ghedini di un'eventuale induzione della prostituzione al vaglio della magistratura, e quindi non perseguibile penalmente). La notizia è una bomba al punto che i telegiornali avrebbero dovuto occuparsene per almeno metà del tempo disponibile svicerando tutti gli aspetti della vicenda. In tutti i paesi occidentali il premier (come accadde per Cosimo Mele, l'onorevole Udc beccato qualche tempo fa a sniffare in camera d'albergo con due "ragazze a pagamento") si sarebbe dimesso all'istante. Ma qui siamo in Italia e quindi non fa nulla, si può far passare tutto...

Quello che non deve passare è invece il modo grottesco di descrivere la notizia da parte dei principali Tg. In questo ottimo video, che giustamente esclude per palese servilismo Tg4 e Studio Aperto, notiamo che questi giornalisti (che vengono pagati dai cittadini con le pubblicità e/o con il canone Rai) di servizi sono abituati a farne ben altri.

La regola delle 5W è completamente dimenticata: nel riportare la notizia, manca Chi ha provocato tutto questo tam tam, Perché l'ha fatto, Quando ciò è accaduto e in che circostanze ma, soprattutto, Cosa riportano i fatti. In qualche caso si sa Dove si sono consumati gli eventi (tra Bari, la Sardegna e Roma) ma questo è evidentemente il lato meno piccante delle vicende.

In apertura di servizio del Tg1, senza che sia stata data la notizia, la giornalista riporta il duro commento del premier alla solita spazzatura pubblicata dai giornali. Impossibile per il telespettatore capire perché tanta rabbia verso i giornali. Neppure Nostradamus potrebbe capire perché il centro destra insorge compatto alla notizia che non c'è, che non viene spiegata. Fantastico il Tg1 di Minzolini, che sottende l'intero servizio a una tesi mirabolante: è colpa di D'Alema, che manipola la magistratura. Da lacrimare dalle risate.

Ma in fondo anche l'attività di nascondere una notizia (di cui anche Tg5 e Tg2 sono maestri) è giornalismo. O no?


Altri contenuti in Approfondimenti

Le emozioni nascoste: quando la nostra faccia dice bugie

Il linguaggio del corpo racconta molto di noi. Ai fini dell’interazione sociale, si interpretano postura, gesti, movimenti, espressioni e mimica facciale che accompagnano la parola rendendo la comu...

Procedure europee contro l'Italia: sono addirittura 163

L'Unione Europea sta "processando" l'Italia per ben 163 presunte violazioni di diritto comunitario e mancato recepimento di direttive in tema di Fiscalità e Dogane, Pesca, Ambiente, Appalti, Affari...

Alitalia? No, grazie meglio il treno

Air France torna a far parlare di sè. Ma non per investimenti nei cieli, bensì per un progetto che rilancia il trasporto sui binari. Mentre in Italia dopo aver, forse momentaneamente, liquidato Air...

Agende rosse comuniste?

«Le agende rosse comuniste ieri hanno cercato di inquinare politicamente la cerimonia per Falcone e Borsellino». Lo ha detto ieri nei titoli del suo Tg4, Umilio Fido, nel goffo tentativo di scredit...

Figli di un gol minore: 13 promesse mancate del calcio regionale

È difficile spiegare una passione. È difficile far capire agli altri l’amore viscerale per un mestiere, affascinante e maledetto, che non lascia scampo quando ti prende. Tanto che, osservandolo da ...