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E un nuovo Norimberga?

 |  Redazione Sconfini

Gli ingredienti per imbastire una versione aggiornata del processo di Norimberga in Italia ci sono tutti.

Ci sono i tesorieri dei partiti che movimentano all'insaputa di tutti centinaia di milioni di euro pubblici ogni anno, ci sono leader di partito corrotti e corruttori contemporaneamente, figli e figliastri che usano la cosa pubblica come fosse un bancomat infinitamente generoso, parlamentari che non fanno i parlamentari ma che si pagano le ville con i soldi da parlamentare, ministri killer meno democratici del presidente nord coreano, premier che fanno la staffetta ora a farsi i cazzi loro ora a farsi i cazzi delle banche ma sempre con un unico filo conduttore: depredare gli italiani.

E i risultati sono apocalittici. Suidici di lavoratori, imprenditori, pensionati alle stelle, stipendi da fame, disoccupazione che neanche negli USA nel 1929, risparmio privato ormai mortalmente infilzato dal mostro finanziario che sta inghiottendo tutto, stato sociale ridotto a brandelli, servizi al cittadino azzerati, tasse impazzite, prezzi fuori controllo, tassazione ai limiti dell'usura, imposizione di sacrifici in grado di stendere anche un popolo pacifico e disposto a tutto (anche a 20 anni di berlusconismo e dalemismo) sempre col sorriso sulle labbra.

Tutto questo per cosa? Per allontanare di qualche mese ancora l'ufficializzazione della bancarotta di una nazione già ampiamente in bancarotta. All'insaputa di tutti naturalmente.

C'è materiale ampiamente sufficiente per organizzare un equo e regolare processo alla Casta, che metta alla sbarra la classe dirigente che ha sgovernato il Paese in questi ultimi 25 anni. Non deve mancare nessuno dalla famiglia Bossi al gran completo a Tremonti, da Berlusconi alla Fornero, da D'Alema a Veltroni, da Scilipoti a Calearo, da Calderoli a Fini, da Biondi a Gasparri, dagli assenti (soprattutto del Pd) al momento di votare lo scudo fiscale ai fiancheggiatori del montismo, dai fanatici della Bce ai direttori dei giornali che hanno avvallato questo scempio, dai giornalisti economici a quelli televisivi di regime.

Un Norimberga nostrano che abbia come massima pena non ovviamente la pena di morte (non è nella cultura italiana e poi sarebbe troppo comodo per i responsabili del reato di tradimento alla nazione) ma la requisizione immediata di tutti i denari e dei beni mobili e immobili direttamente o indirettamente riconducibili ai colpevoli e ai parenti fino al 4° grado. Questa sarebbe la pena ideale: obbligarli a lavorare. Uno spauracchio che finalmente potrebbe ripulire le Istituzioni dalla feccia che continua a impestare i Palazzi della repubblica.

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