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Lavorare meno, lavorare tutti il nuovo slogan del Governo

 |  Redazione Sconfini

 

La fragilissima situazione economica mondiale, che sta investendo anche l'Italia, ha prodotto un'intuizione del Ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. In sintesi l'idea è questa: per evitare che con l'inizio 2009 si scateni una nuova e pesante ondata di licenziamenti e di cassa integrazioni il Governo pensa a distribuire il rischio delle perdite di lavoratori su tutti, attraverso lo slogan: lavorare meno, lavorare tutti.

Il sistema prevedrebbe, stando a quanto riferito dal Ministro, una diminuzione di circa il 20% delle ore di lavoro nell'arco della settimana (4 giorni lavorativi) in modo che tutti possano continuare a conservare il lavoro. Ovviamente, particolare da non trascurare, lavorare meno significherà guadagnare meno e questo aspetto va a toccare una corda estremamente sensibile per le famiglie italiane, già impegnate a sbarcare il lunario con grandi difficoltà.vignetta, divertente, sacconi, lavoro, proposta, governo

L'Istat ha infatti comunicato che a fine 2007, più del 5% delle famiglie faceva difficoltà addirittura a procurarsi il cibo. Un dato drammatico se si pensa che il 2008 sarà peggiore e il 2009 ancora più pesante, soprattutto per le famiglie a basso reddito.

Comunque, a prescindere dalla congiuntura economica, le cui responsabilità sono così diffuse nel sistema che è impossibile trovare i responsabili la proposta di Sacconi sembra aver trovato una sponda addirittura nella CGIL, l'unico sindacato confederale che aveva contestato fin qui l'operato del Governo.

Prima di esaminare nel merito la proposta, si può senz'altro dire che si tratta dell'idea più comunista che i vari Governi Berlusconi abbiano mai partorito: l'idea del lavorare meno lavorare tutti è infatti un vecchio slogan anni '70 bandiera dei partiti proletari e per questo sempre osteggiato dai governi conservatori e liberisti. L'idea infatti, ai tempi delle ideologie socialiste, era quella di garantire un tenore di vita dignitoso per tutti, evitando di creare squilibri tra i lavoratori. Cosa può aver spinto tanto a sinistra Sacconi?

Tra i lati indubbiamente positivi di un'eventuale - ma assolutamente improbabile al momento - attuazione della proposta, il cui coraggio politico deve essere riconosciuto almeno in termini di progettualità (per una volta non si fanno promesse irrealistiche solo per catturare consensi), c'è in primo luogo quello di mantenere almeno sulla carta una base occupazionale abbastanza ampia limitando almeno in parte un tasso di disoccupazione già alto e che necessariamente sarà destinato ad aumentare. In seconda battuta, c'è il problema del fronte degli imprenditori, esposti in questi periodi a rischi enormi dal punto di vista economico. Per molti licenziare sarà un diritto inevitabile per evitare la bancarotta, tuttavia saranno in molti ad approfittare della situazione per liberarsi di risorse umane anche se la loro situazione economica e finanziaria non sarà pessima. In ogni caso, l'eventuale applicazione normativa dell'idea, eviterebbe o comunque ridurrebbe lo strazio dei licenziamenti e gli scioperi selvaggi che potrebbero paralizzare l'attività produttiva di molte aziende.

Il rovescio della medaglia è però altrettanto critico. Ridurre indistintamente del 10% o 20% i salari di operai e impiegati già costretti a fronteggiare l'aumento del costo della vita, potrebbe portare a tensioni sociali ancora più gravi e diffuse. Inoltre, il solo lavorare meno porterebbe ad un drastico calo della produttività dal momento che molte mansioni subirebbero un turn over e dovrebbero essere svolte da personale non addestrato al compito, appena da formare. Lavorare 4 giorni significa che il tuo lavoro dovrà essere fatto da un altro quando tu non ci sei, ma se sei tra i pochissimi che lo sanno fare? Insomma, l'applicazione di questa proposta sembra molto lontana dal divenire realtà e l'idea che la Cgil sia disposta di fatto a trattare su un impoverimento di tutta la classe dei lavoratori a moltissimi fa storcere il naso.

Infine un'ultima considerazione: fino a poche settimane fa - tra le promesse del Governo, poi non trasformata in realtà - c'è stata la proposta di detassare gli straordinari e la tredicesima per aumentare la produttività. Ma questa idea di Sacconi marcia speditissima in senso completamente opposto!

Che si stia navigando a vista?

Che si stiano facendo dei "sondaggi" per vedere come reagisce il popolo?


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