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La Svizzera nell'Euro? La fantaeconomia può diventare realtà

 |  Redazione Sconfini

La crisi economica internazionale avvicina alla realtà scenari epocali ed assolutamente imprevedibili solo una manciata di mesi fa. Dopo la bancarotta dell'Islanda, il primo paese a cadere sotto i colpi della finanza malata, il sito svizzero tio.ch scrive di un'ipotesi di rilevanza così storica da meritare una riflessione. La Svizzera starebbe correndo il rischio di bancarotta e la soluzione per evitare ripercussioni socioeconomiche inedite per la confederazione sarebbe, per alcuni importanti analisti, l'abbandono dell'amato franco e l'adesione all'euro!

svizzera, euro, franco, bancarotta, rischiNe è convinto Artur P. Schmidt, esperto economico intervistato dal portale informativo "Tagesanzeiger.ch/Newsnetz" è convinto che i crediti in franchi svizzeri concessi negli scorsi anni su vasta scala nell'Europa orientale potrebbero mettere sotto pressione la valuta elvetica. A suo avviso la Svizzera rischia addirittura la bancarotta - scenario all'islandese per l'appunto - e potrebbe vedersi costretta ad abbandonare il franco per entrare nella zona euro.

In paesi come Polonia, Ungheria e Croazia  - scrive ancora tio.ch - molti privati e piccole aziende hanno sottoscritto prestiti in franchi, per beneficiare di tassi inferiori a quelli richiesti per i crediti in valute locali. Il sistema ha funzionato fino a quando i corsi sono rimasti stabili, ma ora starebbe traballando: nelle ultime settimane - spiega Schimidt - lo zloty polacco ha ad esempio perso un terzo del valore rispetto alla moneta elvetica.

Sempre secondo Schmidt - che dice di basarsi sui dati della Banca dei regolamenti internazionali - a livello mondiale vi sono prestiti in franchi per l'equivalente di 675 miliardi di dollari: circa 150 miliardi provengono direttamente dalla Svizzera, 80 miliardi dalla Gran Bretagna e circa 430 miliardi da piazze offshore. "Non è nota la quota di crediti inesigibili: ma se fosse ad esempio solo del 20% le banche perderebbero parecchi soldi".

Secondo la Banca nazionale svizzera (BNS) gli istituti elvetici sono però poco attivi nell'Europa orientale nelle attività in questione: la gran parte dei crediti sarebbe stata concessa da società locali. Schmidt ritiene per contro che le stesse banche svizzere siano esposte, a causa della loro imprudenza nella politica di prestito ad Est: "molte hanno voluto guadagnare troppo e hanno trascurato i rischi: la colpa è anche della BNS (la Banca Nazionale Svizzera ndr), che non è intervenuta", sostiene l'esperto.

Che fare? Secondo Schmidt le banche svizzere devono dare prova di trasparenza, presentando apertamente le loro posizioni a rischio. Complessivamente potrebbero essere necessari ammortamenti per un valore che supera il prodotto nazionale lordo: la Confederazione stessa sarebbe quindi minacciata, come l'Islanda, da una bancarotta.

"Una conseguenza potrebbe essere una forte svalutazione del franco, magari anche un collasso totale", mette in guardia lo specialista. "Un'altra un drastico peggioramento della valutazione sulle capacità di credito del paese: un evento traumatico per una nazione che è sempre stata considerata un baluardo di stabilità". Il franco potrebbe diventare una valuta debole, con la conseguenza che la Svizzera potrebbe vedersi costretta ad abbracciare l'euro, conclude Schmidt.

Insomma, se a questa analisi sommiamo la recente notizia della libertà di circolazione dei lavoratori comunitari in Svizzera, verrebbe proprio da pensare che il dorato isolamento politico della Confederazione Elvetica stia per sciogliersi nella "Madre Europa".


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