Skip to main content

Il sacco dei Pepponi

 |  Redazione Sconfini

Anche i banchieri hanno i loro spauracchi. Si tratta dell'unica specie umana più astuta e spesso più ladra di loro: i politici.

Stavolta la ruota della criminalità gira a favore degli ex comunisti, i compagni dell'Unità, i dipendenti dell'ex direttore D'Alema (si quello là), i parlamentare ex Pci, poi Pds, infine Ds prima di sciogliersi come la diarrea nel Pd.

Eh sì perché i nostri bravi Pepponi da due soldi sono riusciti a mettere nel sacco molte banche italiane con una serie di mosse a dir poco geniali nella loro semplicità. Fin dal secondo dopoguerra il Pci aveva iniziato a registrare bilanci in pesante perdita che nel corso del tempo si sono dilatati (specialmente a causa dell'enorme voragine nelle uscite causata dal quotidiano L'Unità) fino a raggiungere l'astronomica cifra di 150milioni di euro!

Al momento i Ds, morti come partito politico e da poco anche come soggetto in grado di ricevere i "rimborsi elettorali", hanno debiti sotto forma di prestiti con Unicredit (26 milioni di euro), Banca Intesa (36 milioni), Efibanca del Banco Popolare (24 milioni) e Popolare di Milano (12 milioni). Perché questi fenomeni di banchieri invece di investire in aziende produttive italiane hanno buttato soldi nel pozzo di San Patrizio dell'improduttività espressa ai massimi livelli, ovvero la sinistra italiana? Perché all'epoca il Pci-Pds-Ds poteva contare su 2399 immobili, una buona garanzia per chi emette un prestito ed è il primo dei possibili creditori in caso di crac.

Comunque, viene da pensare che queste sottospecie di Breznev in miniatura abbiano iniziato a studiare a un modo per non onorare il proprio debito. In due mosse il gioco è fatto:

1) E' nato il Pd, che partiva da una storia economica completamente nuova (infatti anche la Margherita del "cicoria" Rutelli e del fedele Lusi hanno tenuto separate le loro partite contabili) che ha abbandonato i Ds e i loro debiti (ma non coloro che hanno prodotto il buco).

2) E' stato ridistribuito a una cinquantina di fondazioni (facenti capo ovviamente ai nostri valorosi Pepponi che hanno creato la voragine) l'intero patrimonio immobiliare. Così i Ds sono una scatola vuota, che ha finora onorato il debito con i nostri soldi (rimborsi elettorali) mentre ora si presenta come un povero straccione nullatenente a cui le banche non possono togliere nulla.

E i furbastri si godono le proprietà immobiliari miracolosamente ricevute in dono attraverso le loro fondazioni. Potessero farlo, farebbero la stessa cosa con l'Italia. Si intesterebbero tutto e ci lascerebbero in mutande, si può esserne certi.

---

diventa fan su facebook

vota su oknotizie

 


Altri contenuti in Politica

E il Pd si chiede ancora perché il M5S non appoggerà mai Bersani?

Il difetto che pareva essere appannaggio dell'elettore berlusconiano medio, ovvero l'assenza nella materia grigia della cosiddetta "memoria a lungo termine", sembra invece un retaggio genetico ital...

Il pizzino di 1816 a 2232, i culi a tarallo e la "maggioranza compatta"

Tessera P2 n.1816 (alias Silvio Berlusconi), dopo aver sentito l'efficace - incredibile ma vero! - intervento di Franceschini ieri alla Camera, si è ricordato degli insegnamenti dell'amico dell'am...

Renzi: dal Daspo per i corrotti al salvataggio di Azzolini

Incalzato dagli eventi relativi agli scandali Mose ed Expo, il premier Renzi fino a qualche mese fa rilanciava a reti unificate "ci vuole il Daspo per i corrotti". I sani di mente, conoscendolo, sa...

Tutto il Pdl in piazza per la Polverini. Erano in 30!

Per dimostrare la ferrea volontà del popolo del centrodestra di poter votare Pdl (al momento la sua lista è esclusa) e Renata Polverini (al momento il suo listino è escluso) alle imminenti elezio...

Berlusconi e Michelle: storia d'amore impossibile

Quando l'Italia, attraverso il suo premier, esce dai propri confini c'è sempre da divertirsi. Almeno per il resto del mondo. Il corruttore Berlusconi è lo zimbello del mondo al punto che qualsiasi ...