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Bisogni dei cani: i diritti rinnegati

 |  Redazione Sconfini

Secondo quanto si legge spesso sui quotidiani locali (soprattutto nelle pagine dedicate alle segnalazioni), sembra che le deiezioni canine siano uno degli argomenti che più stanno a cuore agli abitanti di alcune parti della nostra regione. Non passa giorno che qualcuno non si lamenti di aver trovato una cacca sul suo cammino. Anziani e meno anziani, tutti proiettati verso quello che sembra un irrisolvibile problema. Non nego che esista qualche proprietario maleducato, ma quanti sono invece quelli attenti al problema? Visto il numero di cani presenti, forse non sono poi tanti i maleducati…


Per fortuna – e dico veramente per fortuna – è passata l’ondata di terrore creata dai mass media sui cani morsicatori. Nessuno si è accorto che da moltissimo tempo il cane mordace non fa più notizia? Eppure i cani continuano ad esistere come prima. Viene da pensare che queste campagne siano magistralmente orchestrate da qualcuno. Nel periodo dei cani morsicatori, non passava giorno che non ci fosse almeno un trafiletto sull’araltgomento. Qual è stato il problema scatenante? Le lotte clandestine tra cani? Non credo proprio. Qualcuno doveva vendere più museruole? Ci sarebbe da fare un pensierino… Si voleva accontentare qualche ministro cinofobo? Ancora più plausibile. Per fortuna le acque si sono calmate, i giornalisti hanno smesso di cercare la notizia, magari pescando persino tra i cani del Perù pur di scrivere qualcosa sull’argomento.


Ora la nuova campagna che si sta delineando riguarda il problema delle deiezioni canine. Sembra che questa campagna capiti proprio quando si cerca di dare qualche spazio in più ai nostri amici a quattro zampe: per esempio, la ricerca di un cimitero per i cani, o di una spiaggia dove poter condurre i nostri amici anche d’estate. Girando per le città, sinceramente mi dà molto più fastidio trovare immondizie e sacchetti fuori dai cassonetti, o vecchie scarpe, carte e cicche sui marciapiedi, piuttosto che una cacchetta di cane che alla prima pioggia è lavata via.


A Trieste sono pochi i posti dove i cani possono andare; forse sarebbe bene pensare anche a loro, con più tolleranza e cordialità, come ha fatto ad esempio Udine. Navigando su Internet, infatti, ho scoperto che sul sito www.comune.udine.it c’è una sezione chiamata “Il cane di città – Campagna benvenuti” che rende nota un’iniziativa assolutamente lodevole: l’utilizzo di un adesivo con l’immagine di un cane su sfondo verde e la scritta “BENVENUTI”, in sostituzione dei più antipatici adesivi “NOI RESTIAMO FUORI”.


Il Comune di Udine si è accorto che certe normative erano assolutamente obsolete e, visto l’altissimo numero di cani presenti sul territorio censito dall’anagrafe canina e pertanto in regola con le profilassi sanitarie in vigore, ha proposto a commercianti ed artigiani udinesi di sostituire il vecchio logo di divieto con un nuovo di benvenuto. Le norme in vigore, infatti, riguardano esclusivamente la condotta dei cani e non certo il loro accesso a locali e spazi pubblici. Sono certa che per tutti i possessori di un cane questa è veramente un’iniziativa importante ed innovativa.


Sempre grazie a Internet mi sono resa conto che l’argomento “cani” interessa moltissime città, non solo italiane. Ad esempio, segnalo che basta immettere nei motori di ricerca la frase “Hunde in der Stadt” (trad. "cani in città") ed ecco che compaiono i siti austriaci e tedeschi. Vienna dedica ampi spazi ai nostri amici a quatto zampe, indica anche le fontane per loro sparse in tutta la città, i luoghi vietati ed i parchi dove possono correre liberi. Foto ed indicazioni utili anche a Salisburgo, Zurigo e Parigi. Ogni posto ha le sue regole, ma ovunque ci sono ampi spazi per gli amanti dei cani, palette gratuite e/o a pagamento, toilette per cani in molti parchi; inoltre, soprattutto d’estate, s’invitano i commercianti a lasciare sempre una ciotola con dell’acqua fuori dal negozio, affinché i cani di passaggio possano dissetarsi.


In Austria, infine, è veramente raro che un cane non possa entrare al ristorante, anzi per prima cosa al cane del cliente è portata una ciotola con un po’ d’acqua, e poi si prendono le ordinazioni, anche per il cane eventualmente. Disponibilità e cordialità: questo è il motto affinché il proprietario di un cane non si senta un rinnegato.

Franca Maucci, Associazione Cinofila Triestina


In collaborazione con Help!

 


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