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Volkswagen Renzi: quello che dice una cosa e fa il contrario di quello che dice

 |  Redazione Sconfini

Ora ci si mette pure Michele Anzaldi con il suo ridicolo (ma pericolosissimo) editto contro Rai3 a far sembrare Renzi uno squilibrato contorsionista lessicale. O, detta più semplicemente, un ballista di caratura mondiale.

I suoi amici a scuola lo chiamavano "Il Bomba" per le frottole che raccontava; si è spacciato per rottamatore ma poi ha imbarcato di tutto, da Alfano a De Mita, da Verdini ai cosentiniani pur di restare in sella; ha scritto "Enrico stai sereno" e il giorno dopo l'ha defenestrato per prendersi Palazzo Chigi; prometteva che l'Italia doveva archiviare Berlusconi e poi ci ha fatto il patto del Nazareno; prometteva su Twitter e a Servizio Pubblico "fuori i partiti dalla Rai" e poi ha imposto proprio in Rai il suo spin doctor Guelfo Guelfi, la viceresponsabile cultura del PD Rita Borrioni, il manager presente a tutte le edizioni della Leopolda Antonio Campo Dall'Orto (a modici 650mila euro l'anno).

Non bastasse tutto ciò e l'incredibile oscurantismo soprattutto da parte della tv pubblica verso i suoi fallimenti e le sue promesse mancate, in puro stile berlusconiano ecco planare nell'arena mediatica di Rai3 Michele Anzaldi deputato Pd che sostiene che il Tg3 ha "il problema di non aver seguito il percorso del Partito Democratico" e che i suoi dirigenti hanno la colpa di "non essersi accorti" dell'elezione di Renzi a segretario e premier. Insomma, Rai3 è ancora troppo vicina alla Ditta di D'Alema, Bindi e Bersani per poter continuare a veleggiare a vele spiegate nell'anno II dell'epoca renziana. Oggi, infatti, ha rincarato la dose: "La Berlinguer ha dato tanto, può anche bastare". Quando sarà pronta la lista di epurati?

Immaginatevi l'avesse fatta Berlusconi una minaccia simile. Ma proprio qui sta la differenza. Berlusconi aveva almeno il coraggio di metterci la faccia quando era necessario il livello massimo di fascismo, mentre Renzi da gran codardo manda in avanscoperta i galoppini (oggi Anzaldi, ieri la Boschi, l'altroieri Guerini, pera altre cose l'amico Verdini ecc.) e lui che è il vero mandante di queste minacce fa finta di non saperne nulla. Così la gente non si spaventa. Un genio.

Questa storia di Renzi somiglia a quella della Volkswagen, la mitica casa automobilistica tedesca leader mondiale e modello industriale da copiare. Poi si è scoperto che era tutto un tarocco con i valori delle emissioni reali del 40% più alti del dichiarato. Con questa scoperta sta venendo giù non solo il marchio di Volfsburg, ma tutto il settore auto quotato in Borsa e, soprattutto, l'autostima della Germania e la sua leadership europea. 

Ma quando anche la bolla di Renzi scoppierà chi si porterà appresso?


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