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Vai Frattini che ci invade la Nato

 |  Redazione Sconfini

Dal momento che le speranze di miglioramento per l'Italia, dopo aver scartato la finta opposizione e aver assistito al depotenziamento di Fini, è al momento affidata ad una vecchia coppia democristiana di dubbio spessore politico e morale (Scajola-Pisanu), occorre volgere lo sguardo oltre i confini nazionali.

Le speranze quindi sono rivolte ad una pacifica invasione (vedrete che non si ribelleranno neanche i celti padani con le corna in testa e i diti medi affilati) da parte della comunità internazionale. A far muovere le truppe della Nato (o i caschi blu dell'Onu) potrebbe essere il "fattorino" Frattini, teoricamente capo della diplomazia italiana, in realtà una divertente macchietta di se stesso, prototipo perfetto del vuoto politico del berlusconismo come dimostra il fatto che mentre scoppiò la crisi in Georgia nel 2008 lui se ne stava beato alle Maldive.

Il 27 marzo di quest'anno al centro della politica estera italiana c'era la Libia e pochi giorni dopo che il suo padrone B. aveva detto "non disturbiamo Gheddafi" la corte basso-imperiale era stata costretta a fornire le basi alla Nato per bombardare i territori ancora controllati dal Rais e successivamente anche i caccia per colpire i mercenari al soldo del dittatore.

La palla passa al mitico Frattini, che si erge a diplomatico di caratura mondiale risolutore della crisi: stiamo costruendo in asse con Berlino una road map per mandare Gheddafi in esilio e dare più diritti alle tribù. La risposta internazionale? Un coro di risate: la teutonica "culona inchiavabile" Angela Merkel dice di non saperne niente, Gheddafi stesso manda al diavolo gli italiani, Londra e Parigi con Obama fanno sapere che in sede internazionale nulla è risaputo di questo asse italo-tedesco e così il giorno dopo Frattini torna silenziosamente al suo ufficio a fare il fattorino di B.

Una figuradimmerda notevolmente imbarazzante. Per un paese normale ovviamente. In ogni caso, indirettamente, traspare chiara la propensione favorevole della diplomazia italiana verso gli accordi bilaterali.

Pochi mesi dopo sono Francia e Germania (i due paesi con i soldi che stanno salvando attualmente quelli pezzenti come l'Italia, il Portogallo e la Grecia) ad organizzare un incontro bilaterale al termine del quale viene annunciato un accordo quadro (anche se un po' fumoso) per la futura politica economica dell'eurozona.

Ed ecco che tolta la polvere della Farnesina, torna in campo Frattini che si ribella all'asse franco-tedesco. "Vertice inutile", "meglio un tavolo condiviso", "si perde tempo utile per salvare la Grecia", "Sono contrario a questi accordi bilaterali" e altre frattinate simili. Anche in questo caso la risposta non si lascia attendere: Sarkozy e la Merkel snobbano del tutto il nostro maestro di sci diventato a sua insaputa ministro degli esteri, mentre Obama lo mette a sedere scodinzolante in 5 minuti: "Pieno sostegno a Merkel-Sarkozy".

Forza Frattini, continua così! Ancora qualche mese di figuredimmerda e arriveranno i carro armati francotedeschi a farvi fuori.

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foto: online-news.it

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