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Il servo Sandro Bondi si pente: "io, cortigiano pentito di Berlusconi voglio essere dimenticato"

 |  Redazione Sconfini

Quando la nave affonda i topi scappano. L'antico detto è quanto mai attuale per arca berlusconiana, che dopo aver accolto una fauna antropomorfa in grado di far impallidire Lombroso, ora che fa acqua da tutte le parti vede fuggire molti dei suoi cortigiani più appassionati.

In principio fu Casini, poi Fini, poi fu la volta del baciatore di boss mafiosi Alfano, poi del piduista Cicchitto, dell'oscurantista Giovanardi, del ciellino Formigoni, di Fitto oltre che del massone amico della famiglia Renzi, Denis Verdini. Ora la nave del povero Silvio perde il suo cortigiano dalla lingua più felpata, il più viscido voltagabbana della Seconda Repubblica. Lui, già sindaco per il Partito Comunista di Fivizzano dal 1990 al 92 dove riesce a farsi far dimettere da un accordo tra socialisti e democristiani. Pochi mesi dopo incontra Berlusconi e la sua vita cambia: diventa subito forzista convinta, segretario particolare del leader e nella sua scia conquista poltrone, seggi parlamentari (anche per la moglie) ed è nominato addirittura Ministro dei Beni e delle Attività Culturali dal 2008 al 2011, anno della caduta di Berlusconi e del fallimento ufficioso dell'Italia dopo una legislatura economicamente devastante e da allora commissariata dalla BCE e dai suoi aguzzini.

Ma cosa dice Bondi di interessante in questa intervista? Alcuni passaggi sono importanti per capire lo spessore del personaggio, altri per intristirsi ancora di più di fronte a ciò che è stato il berlusconismo.

Il paragone con il Conte Ugolino

Bondi paragona Berlusconi al Conte Ugolino, un ricco personaggio del XIII secolo che ha ricoperto molte cariche nobiliari. Divenne celebre tra i posteri perché Dante lo colloca all'Inferno, nel girone dei traditori della patria. Qui Ugolino, il conte cannibale, è immerso nelle acque gelate di Cocito, appare mentre divora brutalmente la testa dell'arcivescovo Ruggieri. Sarà per non fare la stessa fine che in tanti fuggono da Forza Italia?

 

I veri interessi di Berlusconi

Delle idee e della politica a Berlusconi non si curò mai. "Ci lasciava giocare (...) fino a che non toccavamo la sostanza dei suoi interessi e del suo potere". Non è piacevole sapere che dell'Italia e degli italiani all'uomo che ha governato per quasi un ventennio non fregava nulla. E infatti i risultati si sono visti. Mentre lui spendeva milioni di euro al mese per la compagnia di minorenni e squillo, il Paese è andato in default e gli italiani si sono impoveriti smisuratamente.

 

Già con Berlusconi eravamo in mano alle banche

"Al culmine della crisi del suo ultimo governo, Berlusconi, nonostante ciò che disse in seguito, diede il via libera a Monti durante una riunione a Palazzo Grazioni nel corso della quale ci fede preliminarmente ascoltare in viva voce ciò che ne pensavano Ennio Doris di Mediolanum e l'ad di Mediobanca Alberto Nagel. In questo modo eravamo messi sull'avviso della sua decisione. Entrambi sostennero che la situazione economica e finanziaria del Paese era disperata e non vi era altra possibilità che quella di dare vita a un governo tecnico sostenuto anche da Forza Italia".

Per chi non lo capisse, significa che i politici che pensavate di aver "eletto" non contavano più del due di picche e che già allora checché ne dica la propaganda, a decidere erano le banche.

"La nostra autonomia politica era pari a zero" ha ammesso Bondi. Il profumo della libertà promessa dal partito di Berlusconi.

 

Il ruolo "golpista" di Napolitano

"L'intimazione (ad Alfano ndr.) di uscire dal governo Letta come risposta alla sua condanna giudiziaria, avrebbe gettato l'Italia nel caos politico, favorendo probabilmente ancor più l'ascesa di Grillo e del suo movimento. Nell'occasione il ruolo di Napolitano è stato fondamentale. E' stato lui a guidare l'Italia verso l'uscita della crisi. Berlusconi lo ha pregato di restare al Quirinale salvo poi accusarlo di ogni misfatto". Ma in che punto della Costituzione vengono conferiti questi poteri al Presidente della Repubblica? Ovviamente da nessuna parte. Dunque perché esondare? Siamo stati vittime di un piccolo colpo di Stato?

 

Le oscure trame del Patto del Nazareno

"Merito di Verdini, che ha aiutato Berlusconi a rientrare in gioco, ottenendo da Renzi un riconoscimento politico non scontato e dovuto".

 

Traditore del suo benefattore

Bondi accetta la definizione del giornalista di Repubblica, secondo cui è stato traditore del suo benefattore, è stato servo, aedo e mammelucco, pronto a dormire sullo zerbino del padrone: "Sono stato anche questo"

 

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Eloquente la chiosa: "Io con Renzi e nel Pd? No, grazie. Voglio essere dimenticato".

Ora, a parte che da un personaggio simile ogni parola deve essere soppesata dai fatti, ma vi pare possibile che un simile "uomo" correo della distruzione morale ed economica dell'Italia possa salutare e ritirarsi come se nulla fosse successo? E tutti i soldi che si è mangiato con la moglie finora? E i danni incalcolabili provocati dalla sua gestione ai Beni Culturali del Paese? E il vitalizio che si sommerà a fine legislatura alla ricchissima buona uscita che lo attende?

Rinunci prima a tutto questo, poi forse si potrà fare lo sforzo di dimenticarlo. Prima di vederlo soffrire assieme ai suoi sodali nel girone dei traditori della patria.

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