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Lord Montimort entra nel guinness: più lo si vede in tv, più perde nei sondaggi

 |  Redazione Sconfini

Comincia a fare un po' pena Mario Monti. Osannato all'estero, trattato come uno scarto dai politici di lungo corso, tranne i due disperati orfani di Berlusconi e Cuffaro Fini e Casini, bistrattato dal 90% degli italiani.

Il professore delle tasse ha impostato una campagna elettorale in perfetto stile anni '90, copiando dal suo maestro Berlusconi: ospitate televisive continue (a parte la mezza giornata su twitter a fare il patetico finto adolescente), promesse da marinaio già smentite dai fatti, candidature roboanti (adesso vuole candidare De Falco, l'antiSchettino) che però non incidono nell'immaginario collettivo. Nonostante lo humour vagamente inglese che lo caratterizza, il suo continuo bombardamento di tasse, controlli, vampirismo sociale, impoverimento e disprezzo per le classi deboli ha fatto entusiasmare gli (ex) detentori stranieri dell'enorme debito pubblico italiano e i miliardari italiani ma ha fatto tabula rasa della sua popolarità nel resto del Paese. Che purtroppo per lui presto sarà chiamato alle urne.

Da alcuni sondaggi è emerso che a Monti, novello re Mida al contrario, tutta questa esposizione mediatica fa male a livello di consenso. Dopo una prima impennata verso l'alto durante le festività natalizie il suo cartello elettorale "Scelta Civica con Monti per l'Italia" (a proposito complimenti per il nome facile da ricordare e per la grafica anch'essa primi anni '90), da molti argutamente ribattezzata "Scelta Cinica per i forti contro i deboli" sta scendendo nei sondaggi (Tecnè per Sky). E Casini e Fini ancora non si sono esposti. Figuriamoci come potrebbe finire altrimenti.

Il motivo, a parte il fatto dell'intrinseca impossibilità di un sedicente leader classista, conservatore e reazionario come Monti di sfondare nei cuori e nella "pancia" dell'elettorato è presto detto e riguarda la solita superiorità strategica che in chiave elettorale accompagna da sempre il Cavalier Pompetta e i suoi capelli trapiantati. Con l'endorsment a Storace (visto che i Fratelli d'Italia degli ex An non se li filava nessuno), Berlusconi ha sottratto la residua linfa vitale a Fini e al suo Fli (ormai restano più lettere dell'acronimo che elettori) mentre la nascita della lista "Grande Sud" (la bad company che raccoglie in gran parte di impresentabili, pluricondannati, mafiosi di varia caratura, delinquenti minori) ha fatto perdere un bel po' di consenso anche all'Udc, che al sud si regge proprio su questo "elettorato scambista". Cuffaro oggi, se non fosse nelle patrie galere sarebbe certamente candidato con Micciché, Dell'Utri, Cosentino & co,

Insomma, Monti da solo conta in Italia come il 2 di bastoni quando briscola è spade e i suoi comprimari valgono sempre meno: un due di coppe e un due denari. Certo, resta il Vaticano (il due di bastoni) ma la sensazione è che il suo appoggio conti sempre meno.

Non resta che sperare in una resa e che dalla Germania o dal gruppo Bilderberg si levi l'urlo "Torni a bordo cazzo!"

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