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Elezioni 2013. I veri numeri di queste (pazze) elezioni

 |  Redazione Sconfini

Movimento 5 Stelle a parte, nessuno può veramente cantare vittoria per i risultati di questa tornata elettorale.

 

Il solito Pd ("con questi dirigenti non vinceremo mai") è riuscito a non vincere neppure la più facile delle elezioni, il centrodestra cioè Berlusconi (la Lega si è più che dimezzata, Fini è scomparso coi suoi pochi veterofascisti, Monti e Casini sono al lumicino) può festeggiare per aver paralizzato il Senato e per non aver fatto la fine dei suoi ex colleghi d'avventura, ma in realtà ha subito un tracollo di proporzioni storiche.

A dirlo sono i numeri, che nudi e crudi rispecchiano una realtà severa per i "vecchi" partiti che a meno di un estremo maquillage interno ed esteriore sembrano davvero destinati all'oblio.

Per semplicità guardiamo ai numeri della Camera dei Deputati (al Senato il discorso è identico)

Nel 2008 (rispetto al 2013) questi sono stati i risultati in termini assoluti dei principali partiti. Ed ecco la classifica di chi ha subito maggiori emorragie di consenso (tra quelli che sono ancora in Parlamento e hanno partecipato alle elezioni 2008).

 

PDL 13.628.865 voti (oggi 7.332.121). Voti persi 6.296.744

PD 12.092.998 voti (oggi 8.642.700). Voti persi 3.450.298

LEGA NORD 3.024.522 voti (oggi 1.390.156). Voti persi 1.634.366

UDC 2.050.319 voti (oggi 608.292). Voti persi 1.442.027

 

Totale voti persi dai  primi 4 partiti: 12.823.435

 

Dunque occhio a cantar vittoria, popolo berlusconiano residuo. Il vostro seguito (tenendo conto anche della Lega) è quasi dimezzato rispetto a quello di 5 anni fa. Se vi sembra di aver tagliato un grande traguardo significa che nel futuro il vostro peso andrà ad affievolirsi ulteriormente.

Quanto al Pd che dire? Il principale avversario perde il 45% dei propri voti e loro non possono essere da meno: -30% abbondante grazie ad una serie di illuminate mosse strategiche:

1) Non aver imposto elezioni subito nel novembre 2011 (Grillo avrebbe preso il 10%, il Pdl la metà della metà dei consensi odierni).

2) Aver sostenuto Monti per 14 mesi e le sue politiche assurde che hanno inciso sulla carne viva del bacino elettorale del Pd.

3) Aver sostenuto alle primarie con tutto il politburo Bersani. La vittoria di Renzi (per quanto personaggio incoerente e discutibile) alle primarie avrebbe reso impossibile la "rimonta" del Cavaliere.

4) Aver snobbato negli ultimi 7 anni TUTTE le proposte dei cittadini e dei grillini (parlamento pulito, legge elettorale, limite mandati parlamentari, abolizione contributi editoria, legge sul conflitto d'interessi, diritti civili, reddito di cittadinanza).

5) Aver avuto un ruolo chiave nel disastro Monte dei Paschi.

 

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