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Berlusconi verso la scelta finale: latitanza Craxi style o galera?

 |  Redazione Sconfini

La degenerazione dell'etica politica fa proseguire la fervida attività di "risemantizzazione" del lessico italiano che il berlusconismo ha avviato fin dall'inizio della sua rivoluzione culturale.

Se il mafioso Mangano diventa "eroe", se le puttane diventano "escort", se un bomba diventa "una cosa fatta con rispetto, quasi con affetto", ecco che la parola ICI si trasforma in TARES (la vecchia tassa sui rifiuti al cubo) con relativo aumento delle addizionali comunali e la parola IMU in Service Tax.

Gli italiani? Sempre meno contenti ma quelli che ci credono non sono estinti. Infatti non è un caso che all'estero i titoli di alcuni giornali che si dedicano alla grottesca vicenda, che non disinnescherà l'aumento IVA e peserà ancora una volta sulle spalle dei più deboli (famiglie numerose, inquilini senza casa di proprietà, nuclei monoreddito), usino titoli molto forti per ridicolizzare la scelta del governo Alfano-Letta. Il Financial Times titola: "Vince Berlusconi, perde l'Italia", la CGIA di Mestre fornisce dati molto allarmanti sull'inevitabile ulteriore contrazione dei consumi con conseguente abbassamento della domanda interna e regressione dei livelli occupazionali.

Ma tanto a Letta & C. le conseguenze delle loro scelte non sono mai interessate. Loro non pagano mai. Conta restare avvinghiati alla poltrona a qualunque costo, purché sostenuto da altri.

In questo ginepraio indecente, il pur pessimo presidente Napolitano ha mosso per la prima volta sullo scacchiere della politica delle pedine non autolesioniste, non anti-italiane e non anti-democratiche nominando 4 senatori a vita scegliendo personalità professionalmente meritevoli. Certo, la nomina dei senatori a vita è retrograda, probabilmente inutile e costosissima perché si tratta di uscite milionarie ogni anno tra i vari senatori a vita (A VITA!). Tuttavia stavolta la mossa sembra poter mettere davvero all'angolo una volta per tutte l'evasore pregiudicato Berlusconi: non è un caso che ne abbia nominato 4 in colpo solo. Secondo il dettato costituzionale (anche se Napolitano se ne è spesso infischiato) il PdR può nominare 5 senatori a vita che abbiano illustrato la Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Sommando Rubbia, Piano, Abbado e Cattaneo a Monti (!?) nominato senatore a vita nel 2011 i giochi sono chiusi e Berlusconi è fuorigioco.

E' risaputo che ci siano state pressioni fortissime perché la nomina a senatore a vita fosse proprio appannaggio del Cavaliere. Purtroppo ciò che finora Berlusconi ha illustrato della Patria è riassumibile in corruzione ed evasione internazionale quindi, checché ne dica la Santanché, non c'erano le condizioni e Napolitano ha voluto chiudere questo discorso. Certo, il suo collaborazionismo nei confronti del delinquente è ancora fuori discussione, poiché sono i suoi uomini ad aver avvallato l'ipotesi di ricorrere alla Corte Costituzionale contro la legge Severino che dovrebbe estromettere Berlusconi da Palazzo Madama entro la seconda metà di settembre, ma almeno questo rischio è passato.

Le belle notizie finiscono qui: il governo dell'inciucio infatti potrà continuare anche senza Berlusconi a rinviare decisioni e a cambiare nomi alle cose qualora questi 4 neo senatori si ascrivessero insieme a Pd, Sel (?), Scelta Civica, peones del gruppo Misto e colombe (traditori?) Pdl tra coloro che voteranno a favore di un Letta-bis depurato da falchi, amazzoni, elefanti, pitonesse, altri animali dalla lingua felpata e i servi fedeli di un Berlusconi escluso dal Senato e quindi costretto alla scelta finale: latitanza dorata Craxi-style o rischio galera (a Napoli, appena decade da senatore, lo vogliono mettere dietro le sbarre per la compravendita dei senatori del 2006).

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