Skip to main content

La degenerazione maculare: consigli pratici per ipovedenti

 |  Redazione Sconfini

 

Andando dall'oculista per quella che sembrava essere una visita di controllo per la prescrizione di un occhiale, può capitare che dopo vari esami vi venga detto che siete ipovedenti a causa di una malattia irreversibile della retina: la degenerazione maculare.

Per capire meglio di cosa si tratta abbiamo sentito il dottor Fabio Baccara, direttore dell'Unità Operativa di Oculistica della Casa di Cura Salus di Trieste.

 

Cos'è la degenerazione maculare?

"È una malattia cronica della retina che interessa la macula, cioè la zona centrale della retina che ci consente di vedere i dettagli delle immagini. Compare generalmente dopo i 50-55 anni e causa una progressiva diminuzione della vista".

 

Qual è la frequenza della degenerazione maculare?

"In Italia circa 600.000 persone (1% della popolazione) sono affette da ipovisione, e di queste l'80% a causa della degenerazione maculare. Esistono due forme di degenerazione maculare: nell'85% dei casi si tratta della forma atrofica o asciutta ad evoluzione lenta, che risponde alla riabilitazione visiva, mentre il 15% è rappresentato dalla forma essudativa, che è più grave ed ha un'evoluzione più rapida a causa della crescita di capillari anomali al di sotto della retina".

 

Quali sono i disturbi avvertiti dal paziente?

"Il primo sintomo è una deformazione delle immagini: il paziente vede le linee rette (come stipiti delle porte o scaffali della libreria) ondulate o interrotte. Col tempo questi disturbi aumentano fino a quando compare una macchia nera centrale che impedisce la lettura".

 

Come vede l'ipovedente?

"Può capitare che i parenti della persona affetta da ipovisione non si rendano conto della disabilità del loro familiare poiché questi sembra comportarsi normalmente nel proprio ambiente. Il paziente affetto da degenerazione altmaculare non vede con la parte centrale della retina, che serve per la visione dei dettagli, mentre la parte periferica della retina, quella cioè che permette di spostarsi in casa, in un ambiente dove vi è una perfetta conoscenza della posizione degli oggetti, non viene mai interessata dalla malattia. L'ipovedente avrà gravi difficoltà fuori casa, non riuscirà a leggere, scrivere, cucire, guardare la televisione, riconoscere le persone. È tuttavia importante sottolineare che la degenerazione maculare non porta mai a cecità".

 

Quali sono le cause?

"Sono tuttora poco note. Di sicuro un'esposizione eccessiva alla luce solare determina la comparsa di lesioni maculari. Favoriscono l'insorgenza della malattia fattori ereditari, l'ipertensione arteriosa e l'aterosclerosi, il fumo, la carenza di vitamine".

 

Come diagnosticare la degenerazione maculare?

"La malattia si riconosce con l'esame del fondo oculare che viene praticato nel corso di una normale visita oculistica. Test diagnostici strumentali invasivi, come l'angiografia con mezzo di contrasto, o non invasivi, come la tomografia ottica a luce coerente, sono utili per differenziare le forme atrofiche dalle forme essudative e per attuare il trattamento più indicato. È importante intervenire tempestivamente per frenare l'evoluzione della malattia in quanto, senza un adeguato trattamento, si può perdere gran parte della visione centrale in pochi mesi".

 

Quali terapie vengono attualmente impiegate?

"Oggi l'oculista dispone di numerosi mezzi idonei a rallentare, ed in alcuni casi ad arrestare, l'aggravarsi della malattia: il trattamento laser, la terapia fotodinamica, l'iniezione intraoculare di sostanze che bloccano la crescita dei capillari al di sotto della retina. La scelta del trattamento va fatta dall'oculista in base alle caratteristiche cliniche della lesione retinica".

 

È possibile prevenire la degenerazione maculare?

"Nei soggetti predisposti gli accorgimenti da attuare sono: l'abolizione del fumo, l'uso di occhiali protettivi, una dieta adeguata".

 

Quali alimenti sono consigliati?

"È opportuno seguire una dieta ricca di vegetali contenenti carotenoidi quali spinaci, lattuga, cavoli verdi e cavoli di Bruxelles, broccoli, pomodori, piselli e carote in quanto proteggono dall'invecchiamento prematuro dei tessuti retinici. I risultati di uno studio effettuato nel 2001 su circa 5.000 partecipanti hanno dimostrato che l'assunzione di dosaggi adeguati di vitamine antiossidanti e zinco combinati riduce del 25% la progressione della degenerazione maculare e, pertanto, è utile sia nella prevenzione che nel trattamento della malattia".

 

Come si può migliorare la qualità di vita dei soggetti ipovedenti?

"Intorno all'ipovedente è importante creare un ambiente in cui si possa muovere con disinvoltura e riesca a svolgere le sue attività un modo autonomo. È necessaria una buona illuminazaltione degli ambienti con luce naturale o artificiale, scegliendo luci alogene allo scopo di ottenere un'illuminazione diffusa ed omogenea. L'oculista, in base alle diverse esigenze del paziente, potrà consigliare ausili ottici o elettronici. Per leggere le etichette dei medicinali, i prezzi al supermercato o il menù dei ristoranti le lenti ingrandenti tascabili sono le più comode. Per la lettura si consigliano gli occhiali ingrandenti, le lenti da appoggio o i videoingranditori in caso di visione molto bassa. Per vedere da lontano, per esempio il numero dell'autobus o il nome di una strada, i telescopi monoculari a mano sono l'ausilio preferito, mentre è meno faticoso servirsi di occhiali con i telescopi inseriti per guardare la televisione e quando si va al cinema o a teatro. Tecniche più recenti prevedono l'utilizzo di ausili ingrandenti elettronici sofisticati come sistemi computerizzati con programmi di sintesi vocale o caschi elettronici che poggiati sulla testa permettono di vedere il mondo attraverso telecamere miniaturizzate. Sono, tuttavia, prodotti riservati a pochi casi selezionati, a causa del lungo e complesso addestramento all'uso oltre che per l'elevato costo".

 

Anche il ruolo dei familiari è importante?

"La diagnosi della degenerazione maculare porta in molti casi alla depressione dovuta alla perdita di autonomia ed alla maggiore dipendenza dagli altri. Il comportamento dei familiari si ripercuote sul modo in cui il paziente affronta la sua riabilitazione visiva: un atteggiamento troppo protettivo impedisce un adattamento alla malattia, mentre è necessario aiutarlo ad affrontare in maniera autonoma le nuove condizioni. Il paziente deve essere ben cosciente che la degenerazione maculare non porta alla cecità e non impedisce di avere una vita piacevole piena di significati ed interessi".

 

Tiziana Benedetti

  

 


In collaborazione con Help! 

 

 


Altri contenuti in Medicina

Chirurgia intima femminile: importante superare tabù e pregiudizi

Meno tabù, la moda dell’epilazione totale e il prolungamento della vita sessuale ben oltre la menopausa spingono un numero crescente di donne a rivolgersi a un medico per risolvere problematiche e...

Per vivere bene ci vogliono delle solide basi

  Anatomicamente il piede si fonda su un’articolazione composta da tibia, perone e astragalo. Proprio l’astragalo ci permette subito di menzionare una curiosità che ci riporta indietro di molti sec...

Esami del sangue: gli indici infiammatori

Nella pratica clinica corrente è frequente la necessità di accertare la presenza di uno stato infiammatorio, acuto o cronico che sia, valutarne l’entità e, al caso, seguirlo nel tempo. Gli indici i...

Clima torrido e umido: i pericoli per la nostra salute

Il caldo e l’afa possono creare condizioni di disagio e serio malessere fisico nelle fasce di popolazione più vulnerabili dal punto di vista sanitario. Le difficoltà quotidiane e le possibili conse...

Donne ed endometriosi: una sofferenza incompresa

Il termine endometriosi deriva da endometrio, che è la mucosa della cavità uterina, cioè lo strato di rivestimento che la tappezza all’interno. La presenza di endometrio al di fuori della cavità ut...