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“Care givers”: professionalità oltre la vocazione

 |  Redazione Sconfini

Cresce in modo esponenziale la ricerca di persone che si occupino dell’assistenza ai familiari, anziani o disabili. Le ragioni, plurime, di questo fabbisogno, va ricercato nell’impossibilità, per i componenti del nucleo familiare, di assolvere le mansioni richieste a causa dei frenetici ritmi del vivere quotidiano e del fatto che la convivenza con le persone mentalmente e fisicamente in difficoltà è molto gravosa, difficile e complicata. I familiari, per questi motivi, ricorrono all’aiuto professionale di terzi per assistere anziani, adulti, o minori la cui autosufficienza è compromessa, che hanno bisogno di essere accuditi a tempo pieno per poter restare all’interno della propria casa e garantire ai familiari, conviventi o meno, una vita adeguata alle proprie esigenze.

 

Le difficoltà sono di ordine pratico e di gestione, in quanto le persone anziane o con disabilità non riescono a compiere, in modo adeguato, le normali attività quotidiane. La permanenza nella propria casa, come nella casa di riposo, senza la dovuta organizzazione e pianificazione quotidiana adeguata, senza le persone giuste che dell’anziano si prendano cura in modo puntuale, rischia di essere un alibi, una scelta solo strumentale e non efficace per la qualità della vita dell’anziano e dei familiari.


L’efficacia di qualsiasi intervento di assistenza, domiciliare e non, è obbligatoriamente legata alla continuità di un ambiente e di figure familiari e professionali: i cosiddetti “care givers”, persone che dell’anziano si prendono costantemente cura, quali le “badanti” o assistenti geriatrico-domiciliari e gli infermieri. Il lavoro di assistenza è un lavoro complesso, a volte sottovalutato, ma tale da richiedere un notevole impegno e partecipazione.


L’infermiere, cresciuto dal punto di vista professionale (dal 2000 in Italia è attiva una laurea triennale), è una figura in continua evolualtzione in rapporto al rinnovamento formativo e rispetto alla crescente richiesta da parte dei cittadini di qualità del servizio sanitario. Gli infermieri, in grande percentuale stranieri ed extracomunitari, laureati e competenti devono dimostrare di avere conoscenze e preparazione, capacità di valutazione e riconoscimento dei rischi, facendosi interpreti di responsabilità professionale, civile e penale. L’infermiere è il più stretto collaboratore del medico, e grazie ad una più ampia sfera d’autonomia, se concessa e riconosciuta, può, applicando le proprie conoscenze e capacità, dimostrare che la professione infermieristica è scienza, cultura, organizzazione, qualità, autonomia dell’assistenza al malato e non solo vocazione.


Per l’assistenza 24 ore su 24 presso il domicilio della persona bisognosa il settore dell’assistenza privata offre servizi che dovrebbero rispondere a criteri di sicurezza e qualificazione professionale controllata. La badante assistente geriatrico-domiciliare selezionata presiede con piena autonomia e responsabilità all’assistenza e secondariamente anche all’andamento della casa, per esplicito incarico dell’assistito o di chi per lui. La badante si occupa di una serie di attività di tipo assistenziale non a carattere sanitario, e per questo ricopre diversi ruoli, passando da quello dell’assistente a quello di collaboratore domestico. Svolgere questo genere di lavoro significa non solo prestare la propria attività per aiutare chi si trova in difficoltà, ma compiere con la persona un tratto di vita insieme, condividendo il quotidiano, ascoltando e comprendendo le ansie, le paure, i cambiamenti. Assume grande importanza la qualità dell’attività che si svolge, vale a dire quell’insieme di dedizione, disponibilità, e perché no di sacrificio, che accompagna l’operare in tale ambito. È importante ricordare che la badante ha come obiettivo la promozione dell’autonomia della persona e la valorizzazione delle possibilità e capacità residue che la situazione consente.


La badante deve costruire il proprio ruolo muovendosi lungo una doppia traiettoria: da un lato deve conquistare la fiducia della persona a lei affidata, adattarsi alle sue regole e ridurre il tempo di estraneità per diventare davvero un compagno di viaggio; dall’altro, tranquillizzare il familiare che la scelta effettuata assume un significato positivo.


Ad oggi, per svolgere l’attività di assistente geriatrico-domiciliare non è prevista alcuna formazione specifica: ci si affida alle qualità personali, all’intuizione, alla disponibilità delle persone, alla loro capacità di far fronte agli eventi, anche inattesi, del vivere quotidiano. Si richiede alla badante la capacità di strutturare e integrare l’insieme delle conoscenze necessarie per svolgere il proprio lavoro “sul campo”.

I.Z.

 


In collaborazione con Help!

 

 


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