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La scelta della scuola superiore

 |  Redazione Sconfini

Scegliere una scuola superiore è spesso causa di preoccupazioni e incertezze che, oltre allo studente, coinvolgono anche le famiglie. Decidere per un corso di studi significa assecondare le aspettative di un ragazzo, le sue capacità, ma soprattutto la scelta deve ricadere su una scuola che sia in opposizione con le sue esigenze.

La paura di sbagliare è solitamente l’elemento che più frena la decisione finale e molte volte l’intervento di persone esterne è fuorviante per una decisione accorta e ponderata. Per tale motivo è sempre meglio affidarsi a persone competenti e in grado di indirizzare in modo corretto il giovane verso un percorso confacente alle sue capacità e attitudini.

 

“Nella nostra regione esistono sei centri regionali che si occupano di orientamento scolastico – afferma la dottoressa Manuela Astori, coordinatrice del centro regionale di orientamento di Trieste – dislocati rispettivamente a Trieste, Udine, Pordenone, Gorizia, Gemona e Cervignano, facenti capo alla Direzione centrale di Istruzione Cultura Sport e Pace e al Servizio Istruzione e Orientamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia”. Si tratta di centri attivi sul territorio da più di 20 anni con la funzione di collaborare con le scuole e le istituzioni che si occupano di orientamento e fornire materiali informativi ed educativi. Le consulenze però possono essere richieste non solo dalla struttura scolastica ma anche dai genitori: quest’ultimi, infatti, qualora richiedano un consiglio sui passi da compiere o abbiano dei dubbi da esporre, possono rivolgersi direttamente a uno di questi uffici, che aiuteraltà così lo studente a prendere la decisione più consona alle sue esigenze.

 

“Il servizio – spiega l’Astori – è suddiviso in due sezioni, ognuna con compiti specifici in materia: una è dedicata all’accoglienza e all’informazione, presso cui opera personale specializzato con competenze di accoglienza della domanda dell’utenza e dove possono accedere tutte le persone che necessitano di informazioni relative al mondo della scuola, suggerimenti e indicazioni per affrontare al meglio il discernimento di un percorso formativo; l’altra, il servizio più specialistico, è invece affidata agli psicologi, che offrono consulenze e ricevono i genitori e gli studenti al fine di aiutarli a prendere la decisione migliore”. “La competenza primaria in materia di orientamento – prosegue la dottoressa Astori – è affidata alla scuola secondaria di primo grado, che attiva dei processi di orientamento e aiuto per i ragazzi e le famiglie. Nelle scuole esistono dei referenti dell’orientamento: insegnanti che si occupano di guidare i ragazzi verso una decisione consapevole e mirata”.

 

Il centro di orientamento scolastico che fa capo alla Regione, pertanto, collabora con le scuole e le famiglie fornendo materiali informativi da cui è possibile estrapolare, per ogni corso di studi, le informazioni necessarie per promuovere una corretta conoscenza delle varie tipologie formative, aiutando le scuole a progettare l’orientamento e da ultimo, come esperti e psicologi, fornisce il proprio supporto ricevendo le persone che richiedono il suo intervento per avere consigli. “Difficilmente però – evidenzia l’Astori – le persone vengono di loro spontanea volontà presso i nostri centri. Capita più spesso che siano inviate dai professori della scuola nei casi in cui ritengono utile il nostro intervento per una consulenza”.

 

Ogni scuola è provvista di un insegnante che si occupa di organizzare una serie di attività per le famiglie e i ragazzi, al fine di aiutarli a compiere la scelta più giusta. Le attività organizzate sono di tipo educativo e formativo e prevedono anche una serie di contatti con le scuole superiori al fine di essere messi al corrente sulle attività svolte dai diversi istituti d’insegnamento presenti sul territorio regionale.

 

L’orientamento scolastico di un ragazzo deve avvenire in forma trasversale a tutte le materie, ma soprattutto è molto importante non focalizzare il problema della scuola superiore solamente alla fine della terza media. “Non limitare nel tempo questa importante decisione – sottolinea la dottoressa Astori – significa offrire al ragazzo la possibilità di maturare una propria decisione su ciò che è meglio per lui. Lo scopo finale è quello di permettergli di maturare le proprie attitudini, capacità ed interessi così da scegliere nel modo più semplice possibile, eliminando tutte le incertezze che possono dominare la sua decisione”. Gli aspetti fondamentali per riuscire in questo scopo, quindi, sono: l’acquisizione di tutte le informazioni necessarie sui percorsi formativi ai quali è possibile accedere e l’autoconoscenza delle proprie caratteristiche personali e dei metodi di studio, al fine di avere una capacità decisionale che permetta di fare la scelta adeguata alle proprie capacità ed aspirazioni.

 

Bisogna ricordare, inoltre, che l’età in cui un ragazzo deve maturare la decisione della scuola superiore è dominata da insicurezze e da influenze a volte fuorvianti e non adeguate, che possono essere esercitate dalle persone che gli stanno accanto: basti pensare a tutte le volte in cui un ragazzo decide su qualcosa solo per compiacere le aspettative degli amici o quelle dei genitori, ma che non corrispondono a quello che vuole veramente. Può succedere, infatti, che la scelta avvenga solamente per motivazioni sterili e non propriamente legate ad aspettative o esigenze legate al suo futuro. “In questo periodo – conferma la coordinatrice del centro di orientamento – i ragazzi spesso modificano il loro atteggiamento nei confronti delle cose, anche di quelle più importanti, e comportamenti che si ritenevano ormai cristallizzati subiscono dei mutamenti anche repentini sconvolgendo così ciò che si riteneva ormai consolidato”. Spesso i ragazzi sono bombardati da informazioni che arrivano da diverse fonti, troppe, rischiando così di depistare il giovane creandogli confusione e rendendo la sua indecisione ancora più grande.

 

“Credo – asserisce la dottoressa Astori – che gli insegnanti delle scuole inferiori siano più obiettivi nel dispensare consigli ai ragazzi: avendoli ogni giorno in classe, conoscono abbastanza bene le loro attitudini e le loro problematiche. Ecco perché è importante prendere in considerazione il consiglio orientativo scritto formulato dal consiglio di classe e comunicato alle famiglie. Va peraltro evidenziato che non si tratta di un consiglio vincolante: saranno poi i genitori, infatti, a prendere la decisione che ritengono la migliore possibile per il proprio figlio”. Gli insegnanti fanno solo una valutazione in base agli interessi dello studente e al suo rendimento scolastico e formulano un giudizio su quale a loro avviso potrebbe essere il percorso più idoneo da intraprendere.

 

Affidare la scelta della scuola di grado superiore unicamente ai genitori non è corretto a mio avviso”, sostiene l’Astori. “Il ruolo dei genitori – continua – è importantissimo, però va sempre inteso come un aiuto, una collaborazione, uno scambio di idee tra generazioni diverse, tra quello che il genitore ritiene essere la decisione più opportuna e quello che in realtà il figlio desidera fare. A mio parere è molto importante che ci sia un dialogo tra genitori e figli, e soprattutto è importante che il genitore non proietti sul figlio i suoi desideri che non ha realizzato e le sue aspettative. In questo contesto ogni genitore deve essere una guida per il figlio e non un dispensatore di comandi che ritiene giusti. È cioè fondamentale che il ragazzo sia consapevole di quello che sta per fare e del perché lo fa, con tutti i limiti che una scelta precoce può comportare”.

 

In definitiva, quanto più un ragazzo è cosciente e convinto delle proprie idee, ovviamente con l’aiuto della famiglia, degli insegnanti e degli esperti, tanto più sarà facile per lui avere successo nella scelta che ha fatto. È importante stabilire un dialogo di fiducia con il ragazzo, che deve potersi fidare e riconoscere nell’adulto, sia esso un insegnante, uno psicologo, un genitore o un esperto, che deve essere una persona con la quale poter dialogare e di cui fidarsi per esprimere i propri desideri, le incertezze e le preoccupazioni.

 

“È importante – conclude la dottoressa Astori – aiutare il ragazzo a riflettere sia suoi punti di forza che sulle sue eventuali debolezze e carenze dovute ad uno scarso interesse o ad un metodo di studio poco affinato. Questi sono elementi molto importanti, su cui si deve ragionare molto, non dimenticando mai di mettere al centro del processo decisionale il ragazzo con la sua storia, i suoi punti deboli e le sue capacità. La famiglia, infine, è molto importante perché i genitori condizionano e indirizzano la storia scolastica e la vita del proprio figlio: è per questo motivo che essa deve essere coinvolta in questo sistema decisionale e di orientamento in modo corretto”.

Paolo Baldassi

 


In collaborazione con Help!

 

 


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