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Craxi, una storia italiana. Quello che Minoli non ha raccontato

 |  Redazione Sconfini
craxiberlusconiLo sport nazionale di questo periodo sembra diventato la riabilitazione di Craxi. Tra la Moratti che gli dedica vie e giardini di Milano e Frattini che decide di rendere omaggio al "grande statista" andando con volo di stato a rendere omaggio alla tomba tunisina del corrotto latitante si è inserito ieri anche un altro ex socialista doc, il giornalista Gianni Minoli, con una puntata speciale di La Storia siamo noi su Raidue.

Il motivo che fa da sfondo ai goffi tentativi di riabilitazione di Craxi da parte di una classe politica in gran parte figlia del suo modus operandi e chiaro: riabilitando il corrotto ex post sarà possibile riabilitare anche chi l'ha corrotto, chi occupa posizioni di potere perché piazzato nelle classi dirigenti da San Bottino e chi su quelle corruzioni ha costruito fortune illegali.

La puntata di Minoli, intitolata significativamente CRAXI - Una storia italiana, si è avvalsa dei contributi di storici, ex politici (tutti vicini a Craxi), segretarie, magistrati (Gherardo Colombo). Ne emerge un profilo da vero statista. Naturalmente vale la premessa di Minoli in apertura di programma: "Non si può ridurre la vita di Craxi alle vicende giudiziarie e alla stagione di Tangetopoli". Beh, giusto. E' anche vero, però magari scendere nei dettagli giudiziari non sarebbe guastato. Giusto per fornire al pubblico una panoramica più corretta del personaggio.

Più volte nel corso della puntata si ricorda che in molti si attivarono per farlo curare in Italia dopo che nel '99 gli fu diagnosticato un tumore ma non viene ricordato che lui non tornò in Italia non perché i medici non volevano curarlo ma perché se fosse tornato in patria sarebbe stato curato (piantonato in ospedale dalle forze di sicurezza) e poi portato in carcere per scontare i 10 anni di galera cui era stato condannato in contumacia durante la sua latitanza.

Questi i punti su cui si fa leva per ricordare la grande personalità di Craxi e le sue grandi vittorie politiche:

- L'elezione a sorpresa alla segreteria del PSI nel 1976

- La grande prova di forza sul caso degli Euromissili (senza ricordare poi che ha ceduto ai voleri degli americani)

- Si arriva anche a far dire (a Fassino) che come diceva Craxi col senno di poi era meglio trattare con i terroristi in occasione del rapimento Moro!

- Grazie alla sua illuminata visione si ricordano le continue rielezioni a segretario del PSI e la successiva incoronazione a Presidente del Consiglio in veste di primo socialista della storia repubblicana.

- A Milano, in qualità di Assessore ai Servizi sociali già a 25 anni è il più giovane d'Italia. "Lui amava i bambini con cui aveva un bellissimo rapporto, perché era una figura grande e protettiva", "Lui era un ottimo giocatore di basket, sul campo come nella vita si faceva largo a gomitate". "Fece la gavetta nel giornale L'Avanti, iniziò come correttore di bozze".

- Prese in mano un partito economicamente fragile e senza soldi e lo trasformò in un "vaso di ferro" (Claudio Martelli). Nessuno spiega come è diventato vaso di ferro naturalmente...

- Un importante spezzone della trasmissione viene dedicato alla sua revisione ideologica del socialismo: via la falce e il martello dei cattivi comunisti (Berlinguer ne esce distrutto dal confronto con Craxi in questa trasmissione) per far posto al garofano.

- Fantastico Martelli: "Le tangenti erano lontane mille miglia dalla sua idea di gestione del partito". E viene anche preso sul serio! Solo questa frase merita il premio Zelig 2010.

- Ci viene poi raccontata una parte (solo quella favorevole allo "statista") del famoso caso Sigonella, tralasciando volutamente la parte di recente scoperta secondo cui in realtà non è stata una prova dell'indipendenza e della sovranità italiana, ma della codardia di Craxi che con la coda tra le gambe chiese a Reagan il silenzio in cambio della base di Sigonella dopo la fuga di Abu Abbas.

- Per fortuna vengono ricordate le feroci proteste dopo l'abolizione della scala mobile (che agganciava i salari dei lavoratori all'inflazione), però viene fatto capire che è grazie a questa mossa (che è alla radice del divario crescente tra ricchi e poveri oggi) che l'inflazione in Italia scende dal 17% al 7%.

- Iniziano a mettergli in galera gli uomini di fiducia: Chiesa. Tognoli, il cognato Pillitteri (ex sindaco di Milano) e lui il 3 luglio 92 pronuncia lo storico discorso secondo cui "tutti i partiti politici utilizzano canali di finanziamento irregolare o illecito". Una dichiarazione sacrosanta dice Minoli sostenendo la tesi tutti ladri nessun ladro.

- Tangentopoli entra nel vivo: Hanno creato un clima infame dice Craxi scagliandosi contro i giudici.

- D'Alema da Presidente del Consiglio offre i funerali di Stato a Craxi, ma la famiglia lo seppellisce in Tunisia perché secondo Bobo Craxi lo Stato doveva trovare una soluzione prima. Forse bisognava abolire i reati per i quali è stato condannato il padre? In effetti (durante il governo Amato) ci avevano provato. Il risultato è comunque esilarante.

Si sfiora appena il suo rapporto "pericoloso" con SIlvio Berlusconi che gli mette a disposizone Canale 5 il giorno prima del Referendum sulla scala mobile.

Ma ci sono cose che Minoli dimentica dopo questo florilegio sperticato e adulatorio del ladro corrotto latitante:

- Le tangenti All Iberian (mai esistite)

- La legge Mammì (boh)

- Le tangenti per la metropolitana di Milano (appena accennate, proprio perché una sentenza di colpevolezza a 5 anni e mezzo passata in giudicato non si poteva nascondere)

- L'esplosione del debito pubblico? Sotto il governo Craxi (1983-87) il debito pubblico balzò da 400mila a 1milione di miliardi di lire e il rapporto debito-pil dal 70% al 92%. (nulla)

- I soldi del partito scomparsi nel nulla? ("non c'è nessun tesoro nascosto" dice Bobo Craxi, da cui non ci si poteva certo aspettare una confessione)

- Le tangenti che venivano messe da Larini sul lettino della camera, presso gli uffici milanesi del Psi, in cui Bottino si riposava? (silenzio)

- La sentenza della Corte Europea che respinge con addebito il ricorso della famiglia sulla condanna per tangenti della metropolitana milanese (scomparsa).

- E tutti gli altri procedimenti penali per i quali Craxi era indagato e/o già condannato in primo grado o in appello e che sono stati bloccati dopo la morte dello "statista". (Minoli non li ricorda).

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