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Meglio che il M5S stia lontano da Farage

 |  Giuseppe Morea

La caccia ai 17 voti del M5S è iniziata anche in Europa. Se benino ha fatto Grillo a tenersi lontano da Bersani nel marzo 2013, ancora meglio farebbe a tenersi lontano da Farage nel Parlamento Europeo.

E questo non tanto per i lodevoli attacchi (a volte anche personali) all'Eurocrazia delle banche e i "Puppet Governments" come quelli piazzati dalla Troika in Grecia e Italia. Quanto per le ambizioni politiche che muovono questi attacchi. Il suo partito è una costola del partito conservatore inglese, figlio delle politiche liberiste della Thatcher. Mica parliamo di Parri, Nenni e Pertini. Parliamo della Thatcher, una di quelle che se una classe sociale è in difficoltà non la aiuta le dà il colpo di grazia.

farageFarage bene fa a contrastare alcune logiche germanocentriche ma i suoi obiettivi sono molto lontani da quelli dei 5 Stelle. La natura del suo elettorato è lontanissima dall'iper-liberismo che mira a privatizzare pure i peli publici della regina. La natura dell'elettorato pentastellato si rispecchia più nelle politiche della socialdemocrazia degli anni '50 e '60. Redistribuzione del reddito attraverso meggior tassazione e minori privilegi ai ceti alti, reddito di cittadinanza, sanità e acqua pubblica, investimenti nelle politiche sociali, dignità e salario minimo ai lavoratori ecc.

Farage la pensa in modo diametralmente opposto! Sogna di poter avvicinare le ricchezze dei Paesi europei alle banche d'affari per cui ha lavorato. Propugna un darwinismo sociale crudele e appoggia trattati come il TTIP che è a tutto vantaggio delle multinazionali americane.

Per questo l'UKIP può andare bene per qualche sporadica battaglia. Non di più.

Meglio, semmai, che il M5S diventi capofila di un gruppo europeo che si ritrovi in molte delle sue battaglie andando a pescare in quei Paesi che hanno eletto pochi rappresentanti e hanno una matrice politica più vicina a quella del MoVimento. Per fare un gruppo servono 25 europarlamentari di almeno 7 paesi. Il M5S conta su 17 europarlamentari. Ne mancano 8: si può spaziare dai catalani dell'UPyD e della DK (Coalizione Democratica) ai nordirlandesi del DUP, dal Partito del Lavoro belga e gli ungheresi di EGYUTT ("Insieme") ai polacchi di Europa Plus, dal Partito de la Tierra portoghese agli svedesi di "Iniziativa Femminile", dai Pirati tedeschi ai greci di To Potami e Dimar.

Altrimenti il piano B esiste già e si chiama GUE/NGL (Alleanza dei Verdi e della Sinistra Nordica) e conta già 45 adesioni sicure.

Se Grillo sarà di parola sceglierà la Rete e l'alleanza con Farage sarà quasi certamente bocciata.

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foto: corriereweb.net


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