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E con Brancher siamo a quota 23 ministri. Non dovevano essere 12?

 |  Redazione Sconfini

brancherAlla faccia dei sacrifici, la Lega raddoppia con il benestare di Silvio. Al Carroccio non bastava Umberto Bossi con il suo Ministero per la Riforme e il Federalismo.

Oggi i padani, che già da tempo battevano cassa a Palazzo Chigi, hanno conquistato un nuovo - fondamentale e soprattutto per nulla uguale al Dicastero di Bossi - Ministero istituito ad hoc dal premier Berlusconi: il Ministero dell'Attuazione del Federalismo. A sedere sulla poltrona governativa sarà Aldo Brancher. Un uomo perfettamente in linea con gli standard governativi: dirigente nel gruppo Fininvest dal 1982, già sottosegretario di Stato nel Ministero per le riforme istituzionali e la devoluzione durante la XIV Legislatura, vicepresidente del gruppo di Forza Italia nella XV Legislatura.

 

Non sono questi però i suoi principali punti a favore nel curriculum. Brancher infatti è stato soprattutto detenuto per tre mesi nel carcere di San Vittore nel periodo di Mani Pulite. Scarcerato per decorrenza dei termini di custodia cautelare, è stato condannato in primo grado e in appello per falso in bilancio e finanziamento illecito al Psi di Craxi e poi prescritto in Cassazione per il finanziamento illecito e "assolto" per il secondo reato in seguito alla depenalizzazione del falso in bilancio (voluta dal governo Berlusconi di cui faceva parte).

Ma c'è di più. Grazie all'improvvisa nomina a Ministro Brancher potrà, grazie alla norma sul legittimo impedimento, evitare di comparire all'udienza del 26 giugno del processo Antonveneta che lo vede indagato per appropriazione indebita in relazione a soldi incassati dall'ex numero uno di Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani.

Identikit perfetto per fare il ministro berlusconiano con il placet della Lega.

Ma veniamo ad una delle "promesse" del luminoso Silvio da Hardcore. Il Giornale il 15 marzo 2008 (siamo in piena campagna elettorale) scrive: «Nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne», ha sparato solennemente Silvio Berlusconi ieri sera in tivù. Era il colpo conclusivo per Primo Piano, su Rai3, che ha centrato tre obiettivi, primo fra tutti quello di rimarcar la differenza rispetto al governo Prodi coi suoi cento e passa elementi.

E' vero, l'abnorme governo Prodi contava in tutto poco più di 100 elementi. Ma quanti ne conta adesso il governo Berlusconi? Siamo a quota 23 ministri (record repubblicano) con alcuni vice Ministri, una quarantina di sottosegretari, 11 Sottosegretari alla presidenza del Consiglio. Prodi è battuto. Anche in questo.

Chissà cosa scriverà Il Giornale domani.

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