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Premio di minoranza

 |  Redazione Sconfini

Nelle segrete stanze dei Palazzi romani, ignoti sherpa dei sedicenti leader dei partiti che sostengono il governo Monti sono rinchiusi da settimane alla ricerca della nuova pietra filosofale: una nuova legge elettorale.

 

Non una legge elettorale qualsiasi ovviamente come quelle di qualsiasi paese democratico.

Serve una legge che nel contempo:

- permetta a questi cialtroni di scegliere i loro deputati e senatori pescando nell'enorme rete di parassiti, delinquenti e leccaculo limitando al minimo la discrezionalità dell'elettore;

- permetta di continuare a governare in qualche modo, anche per interposta persona, il Paese ridotto in mutande mantenendo così inalterato il loro smisurato benessere economico;

- permetta di disinnescare o indebolire al massimo la rappresentanza del Movimento 5 Stelle, accreditato di un 15-20% (ma potrebbe anche andare oltre) che in ogni caso toglierà qualche poltrona almeno a Montecitorio all'odierna Casta del magna magna.

Impossibile al momento mettere d'accordo tutti: i partiti piccoli e medi (Api, Destra, Fli, Lega Nord, Fds, addirittura Udc, Idv e Sel se lo sbarramento fosse del 7%) in caso di sbarramento troppo alto rischiano o sono certi di sparire, mentre i grandi non possono rischiare di consegnare il Paese ai grillini che, sebbene sembrano aver arrestato la loro crescita in termini di consensi pre-elettorali danno l'impressione di potersi ancora avvicinare molto al Pd specialmente se anche parte del voto di opinione ora incanalato verso Dipietro finirà per premiare i pentastellati. Il Pdl unito attorno alla figura del vecchio e caro leader Silvio può solo fare l'ago della bilancia ed esercitare il solito potere ricattatorio sulle scelte attuali e future.

I poveretti sono in un vicolo cieco, ma l'italica fantasia non ha limiti ed ecco allora una proposta che tra il serio e il faceto potrebbe fare al caso di questi alchimisti della fregatura popolare: il premio di minoranza.

Andando avanti di questo passo, ovvero infischiandosene dei veri problemi che attanagliano gli italiani, neanche una mega ammucchiata post elettorale potrà salvare questi professionisti dell'imbroglio dal diventare opposizione.

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