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Una passeggiata sul Rilke: poesia, mare, natura

 |  Redazione Sconfini

 

Storia e orizzonti panoramici. Così si offre al visitatore il sentiero che collega Sistiana a Duino, nella provincia di Trieste. Una volta chiamato Passeggiata Duinese, il sentiero è oggi noto a tutti con il nome di

Sentiero Rilke, per ricordare, celebrare e insieme anche comprendere uno dei più grandi poeti tedeschi del XX secolo: Rainer Maria Rilke.

 

Il letterato, nato a Praga nel 1875 e morto a Valmont, in Svizzera, nel 1926, soggiornò infatti ospite dei principi Torre e Tasso nel castello di Duino tra il 1911 e il 1912. Nell’osservare, nel vivere questi luoghi incantevoli Rilke trovò l’ispirazione per le sue Elegie Duinesi, lavoro poetico importante dove egli canta e quasi definisce la poesia come celebrazione della vita dell’uomo che vive animato dalla divina purezza (il nome Rainer di fatto è forgiato da Lou Andreas Salomé, donna amata dal poeta, e proviene dall’aggettivo tedesco rein, puro).

 

Ma si va ben oltre la letteratura passeggiando lungo questo percorso che si estende per poco meno di due chilometri, nel corso del quale vegetazione, panorami marini e rocciosi si alternano e si accompagnano alla possibilità di incontrare specie di uccelli non sempre comuni. Oltre ai gabbiani, normali compagni dei lidi marini, si può infatti avere la fortuna di vedere volare nel cielo il falco pellegrino, rapace che un tempo era utilizzato dai nobili nelle battute di caccia, o il rarissimo corvo imperiale, lo sparviero ed i rondoni.

 

Se invece l’interesse del camminatore è più rivolto alla vegetazione ecco che può trovare appagamento nell’incontrare molte varietà di piante. Il leccio e l’olivo selvatico, tipici del Mediterraneo, si alternano a querce, proprie del paesaggio carsico. E poi lungo tutto il sentiero un fiore, la centaura forzuta, e i cespugli di sommacco, che fanno capolino tra le bianche pietre carsoline.

 

L’inizio di questo percorso, a quota 60 metri sul livello del mare, è sito nella piazzola dove ha sede l’Aiat a Sistiana. Quattro sono i belvederi che invitano il passeggiatore, anche non esperto e non particolarmente allenato, a sostare per ammirare angoli suggestivi e incantevoli. Il primo di questi punti si trova a soli 400 metri dall’inizio del sentiero e permette altdi abbracciare in un unico sguardo tutta la baia di Sistiana; e poi, poco oltre, lo sguardo viene attratto da una vasta distesa di candide pietre carsiche, dove con facilità vivono lucertole e dove bisogna porre attenzione alla vipera cornuta.

 

E dopo la natura, un intervento dell’uomo: giunti infatti a poco meno di 90 metri sul livello del mare si può tutt’oggi vedere una postazione, realizzata nel corso della Seconda guerra mondiale, utilizzata per ospitare un cannone antiaereo posto a difesa della base di sommergibili. Ma accanto al cemento della costruzione progettata con scopi bellici, la natura prevale in termini di intensità e di bellezza perché ancora gli occhi vanno istintivamente a cadere sulle rocce e sul vasto mare, nella cornice naturale offerta dalla vegetazione.

 

Poi ancora storia, ancora un ricordo dell’ultimo conflitto mondiale: si scorge, infatti, una galleria scavata dai tedeschi che veniva utilizzata come deposito di munizioni; è proprio di qui che bisogna passare per raggiungere il secondo belvedere, da cui si padroneggia quest’angolo di Adriatico.

 

Dopo le rocce a strapiombo sul mare, si abbandona il paesaggio marino per penetrare verso l’interno e godere ancora della ricca vegetazione. Un bivio permette al visitatore di scegliere tra il ritorno sulla Strada statale o il proseguimento del sentiero. Se si continua a passeggiare si ammira da lì a breve il Castello di Duino, in parte visitabile, abitato tutt’oggi dalla famiglia Torre e Tasso, i discendenti di coloro che ospitarono Rainer Maria Rilke.

 

Manca poco ormai al quarto belvedere, il luogo dal quale, nelle giornate terse, si può vedere Grado con il suo litorale. Punto di arrivo del sentiero Rilke è il Collegio del mondo unito, dove studenti provenienti da tutte le parti del globo condividono uno stesso percorso di formazione.

 

Di facile percorrenza, questo itinerario raggiunge come massima quota gli 86 metri sul livello del mare ed è ben segnalato, consentendo quindi anche ai camminatori meno esperti di lasciarsi andare, senza preoccupazione, alla contemplazione della straordinaria natura di questi luoghi.

Tiziana Benedetti

 


In collaborazione con Help!

 

 


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