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L'obesità infantile

 |  Redazione Sconfini

In Italia i problemi di sovrappeso in età infantile colpiscono un bambino su quattro e costituiscono, di fatto, un problema di notevole rilevanza sociale. Tra sovrappeso ed obesità, infatti, la percentuale si attesta circa intorno al 36% (di cui il 13% riguarda l’obesità).

Un dato preoccupante che, secondo autorevoli nutrizionisti ed esperti, non solo riguarda tutto il mondo ma è anche destinato a crescere nei prossimi anni.

Su questo tema abbiamo sentito la dottoressa Elena Faleschini, che fa parte dell’equipe dell’Ambulatorio dell’Obesità dell’Ospedale Infantile Burlo Garofolo di Trieste dove ogni settimana si registra una media di cinque nuovi casi. “Nel 95% dei casi – spiega la dottoressa – l’obesità è essenziale, e quindi non ci sono altre malattie sottostanti. In queste obesità essenziali i fattori genetici influiscono per il 40%, mentre i fattori di tipo ambientale per il 60% (stile di vita e un’alimentazione scorretta)”.obesità infantile specialista dieta burlo garofolo ospedale

L’obesità è causata dall’introduzione di più calorie di quante se ne consumino. È quindi evidente che la sedentarietà e una iperalimentazione sono le cause principali che possono portare a problemi di obesità.

Ma quali sono le complicanze date dall’obesità infantile? Secondo quanto precisato dalla dottoressa Faleschini sono numerose le patologie che possono insorgere a causa dell’obesità nei soggetti giovani. Per esempio la steatosi epatica, ovvero l’accumulo di grassi a livello del fegato; l’iperinsulinismo, ovvero l’aumento d’insulina (che è l’ormone che serve ad utilizzare lo zucchero e quindi a farlo entrare nelle cellule dove poi viene bruciato) che porta a quadri d’intolleranza glucidica fino a quadri di diabete di Tipo 2 (quello tipico degli anziani, in aumento negli ultimi tempi anche tra i giovani); l’ipertensione (ovvero la pressione alta); le alterazioni dell’assetto lipidico (ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia). Tutti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, che rappresentano uno dei maggiori problemi di salute nell’età adulta. L’obesità infantile, inoltre, può anche provocare complicanze di tipo ortopedico come il piede piatto e il ginocchio valgo.

“Tutte queste patologie – chiarisce la dottoressa Faleschini – sono rimediabili, ovviamente se il problema è preso per tempo. Per questo motivo è importantissimo rivolgersi subito allo specialista, fin dal primo campanello d’allarme”. “Anche perché – precisa – è assolutamente sbagliato credere che con la crescita il problema si risolva da solo, anzi, molte volte, persiste in età adulta e diviene sempre più difficile perdere peso se non s’interviene per tempo”.

Quanto incide il fattore psicologico in questa malattia? “È un circolo vizioso – afferma la Faleschini – a volte può essere una delle cause, altre volte una conseguenza. Certo che il collegamento è molto stretto”.

Quali consigli, quindi, per evitare che i nostri figli diventino obesi? “Può sembrare banale – spiega l’esperta – ma i suggerimenti sono sempre quelli”. Al bando quindi snack, cioccolate, patatine, merendine, bibite dolci (anche il te freddo, che soprattutto d’estate va per la maggiore). Come spesso consigliato da più dietologi, sarebbe opportuno anche per i nostri figli mangiare almeno cinque volte al giorno, per evitare di abbuffarsi in un unico pasto, magari a fine giornata. A metà mattina, per esempio, al posto della merendina è più sano un panino di prosciutto cotto o crudo o bresaola. Evitare l’associazione di troppi carboidrati nello stesso pasto (se si mangia la pasta, evitare il pane o viceversa).

Importantissima risulta poi l’attività fisica. Sarebbe opportuno che i bambini dedicassero parte della giornata a qualche sport aerobico, come ad esempio calcio, pallacanestro, basket, nuoto. Tutte attività che incidono in maniera massiccia sul metabolismo, attivandolo, in quanto cambiano la struttura del muscolo.

Altro consiglio prezioso: evitare di far sedere il figlio troppe ore davanti alla televisione e, compatibilmente con il tempo a disposizione, anche incentivare le piccole fatiche, come ad esempio fare le scale piuttosto che prendere l’ascensore.

Ricordiamo che tutti questi piccoli consigli sono validi nel momento in cui ci si trovi di fronte ad un caso di obesità infantile non dovuta a cause organiche, come ad esempio quella conseguente all’ipotiroidismo. In ogni caso l’intervento di uno specialista è assolutamente indispensabile. Nel 95% dei casi l’obesità che insorge in età prescolastica e scolastica è di tipo primario e quindi causata da un’alimentazione e da uno stile di vita non corretti.

Silvia Stern

 


 

 


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