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Gli attacchi alle vie respiratorie

 |  Redazione Sconfini

 

Le vie aeree superiori rappresentano la porta d'entrata e la prima linea difensiva nei confronti degli agenti inquinanti, dei germi e delle polveri. Il fumo di tabacco, attivo o passivo, è un altro fattore di disturbo a carico dei meccanismi di difesa propri delle mucose superiori.

"Naso e cavo orale - spiega il dottor Stefano Rigo, specialista in otorinolaringoiatria - sono le naturali porte d'ingresso di germi patogeni. Quando le mucose di queste strutture anatomiche sono coinvolte nel contatto e dalla proliferazione dei germi stessi, si sviluppano le riniti e le faringiti. Il successivo coinvolgimento delle tonsille porta alle faringotonsilliti".

 

Stefano RigoIl naso ha una funzione respiratoria, olfattiva e fonatoria. Le cavità nasali sono rivestite da una mucosa costituita da epitelio cilindrico, vibratile che contiene cellule caliciformi, che producono muco. La parete laterale del naso presenta tre ripiegature della mucosa (turbinati) che delimitano uno spazio libero ciascuna (meati). I seni paranasali sono delle cavità ricavate all'interno delle ossa del cranio e del massiccio facciale e hanno una funzione principalmente di alleggerimento delle ossa craniche, ma anche di risonanza, di assorbimento di eventuali forze traumatizzanti, e di isolamento acustico e termico. Quando la respirazione è corretta l'aria inalata viene riscaldata, filtrata e umidificata; in più la mucosa svolge un compito difensivo con particolari linee cellulari immunitarie verso i potenziali agenti infettivi e patogeni più comuni.

 

Quali sono le condizioni predisponenti e favorenti l'infiammazione?

"In soggetti sani - risponde Rigo - la penetrazione di sostanze dannose nelle cavità nasali viene per così dire neutralizzata dalla "clearance muco-ciliare", cioè dalla capacità delle micro-ciglia nasali di trasportare in gola corpi estranei e di debellare attraverso anticorpi eventuali elementi patogeni. Le condizioni climatiche ed il freddo umido (favorente una vasocostrizione delle mucose, un minor afflusso di sangue e di elementi immunodifensivi) associato a condizioni individuali locali predisponenti (deviazione del setto nasale, rinite allergica, ipertrofia dei turbinati, poliposi nasale), modificano la ventilazione nasale, i sistemi di difesa ed il drenaggio nasale, e sono quindi elementi scatenanti l'insorgenza della rinosinusite. Il tutto viene complicato da stati individuali di affaticamento fisico cronico, stress fisico e psichico, o di convalescenza da altra patologia, o ancora da iponutrizione e situazioni in cui si ha un ridotto potere difensivo e immunitario dell'organismo".

 

Il raffreddore comune, o rinite acuta, da quali agenti è provocata e come avviene il contagio? Come evolve in rinosinusite?

"La rinite è un processo infiammatorio delle cavità nasali che dà il quadro noto: difficoltà a respirare, e naso che cola. Se l'infiammazione coinvolge anche i seni paranasali si verifica la rinosinusite, normalmente di tipo essudativo. Ormai è opinione comune, visti gli stretti rapporti anatomo-patologici che legano i due sistemi, nasale e sinusale, considerarli come un sistema unitario e quindi considerare la rinosinusite come un evento morboso unico. La rinosinusite è in genere provocata da virus appartenenti per lo più alla famiglia dei Rhinovirus, virus parainfluenzali, R-S virus (respiratory sincitial virus). Il contagio avviene direttamente dal malato per mezzo delle goccioline di "Flugge" emesse con gli starnuti e i colpi di tosse. La capacità infettante è notevole solo nel primo giorno di malattia. Segue spesso una sovrapposizione batterica nasosinusale provocata prevalentemente da pneumococchi, Haemophilus influentiae, streptococchi".

 

Quali sintomi prevalgono e qual è la terapia appropriata?

"Nel quadro di interessamento pansinusale caratteristico delle rinosinusiti prevalgono i sintomi collegati al coinvolgimento dei seni paranasali. La rinosinusite "catarrale" si presenta con una sintomatologia sfumata rappresentata da cefalea, febbre o febbricola, ostruzione respiratoria nasale associata spesso a secrezione nasale sierosa o mucosa. Nelle forme muco-purulente il quadro clinico è rappresentato da cefalea (caratterizzata da sensazione di peso-tensione continua cui si sovrappongono algie acute pulsanti legate a movimenti del capo o alla pressione su alcuni punti caratteristici della fronte o della mascella), febbre talvolta elevata, malessere generale, riduzione dell'olfatto, ostruzione nasale con rinorrea muco-purulenta con odore fetido, spesso con striature ematiche. La terapia delle rinosinusiti acute è essenzialmente medica e si avvale dell'uso di antibiotici che, per eradicare l'infezione batterica sovrapposta, debbono essere presi per un periodo abbastanza lungo, non inferiore a 7-10 giorni. Si possono utilizzare cortisonici e fluidificanti, prevalentemente per aerosol, analgesici e antinfiammatori in caso di sintomatologia particolarmente dolorosa".

 

La faringite acuta colpisce il tratto orale che va da naso a laringe e molto spesso interessa le tonsille. C'è diversità tra quella che prevalentemente colpisce gli adulti e quella che è frequente nei bambini?

"Anche in questo tratto l'aggressione infettiva, più spesso virale e favorita da vasocostrizione indotta da sbalzi e stress temici, può dare come esito il classico mal di gola acuto o il riacutizzarsi delle forme di faringolaringite in soggetti sensibili e a rischio. In più le tonsille, centri linfonodali che rappresentano la prima linea di difesa e smaltimento dei complessi antigene-anticorpi (insieme di anticorpi adesi a virus e batteri), vanno incontro a infiammazione (tonsilliti) ed a possibili ascessi tonsillari. Questi ultimi sono raccolte ben organizzate di germi, vere e proprie cisti ripiene di pus che tendono a bloccare la mandibola in una posizione di bocca chiusa chiamata trisma: sono altamente patogene perché possono riversare il loro contenuto di pus direttamente in circolo provocando setticemia. Vanno quindi necessariamente incise in breve tempo, combattute con antibiotici importanti e in seguito risulta necessaria la tonsillectomia poiché possono provocare frequenti recidive. Nei bambini, in particolare, l'infezione, non di rado batterica, coinvolge le tube di Eustachio con complicanze molto frequenti, tra cui le otiti medie-secretive. La terapia è sintomatica e prevede, quando vi sia sospetto di sovrapposizione batterica, l'impiego di antibiotici specifici e a largo spettro".

 

L'opportunità di eseguire una tonsillectomia come viene valutata dal medico e proposta al paziente?

"Le linee guida attualmente proposte e generalmente accettate prevedono l'asportazione delle tonsille in bambini che presentino più di sette tonsilliti in un anno, cinque per due anni consecutivi, o tre per anno per tre anni consecutivi; negli adulti quando si verifichi una tonsillite per anno".

 

Quando sono colpite da contagio e infiammazione anche strutture più basse delle vie respiratorie alte, si ha il classico quadro della laringite...

"Si ha il classico quadro di voce "grattata", flebile (disfonia), fino alla scomparsa della stessa (afonia), causata non solo dall'agente infettante in loco ma anche dalle secrezioni mucose e catarrali che scendono dall'ipofaringe alla laringe e che, limitando la funzionalità delle corde vocali già irritate, complicano ulteriormente il quadro fonatorio. A questo proposito si deve ricordare che, quando si parla di laringite cronica, non si vuole e non si deve intendere il luogo comune di una laringe sempre infiammata. È piuttosto una deformazione funzionale della laringe conseguente a molteplici infezioni acute, che hanno prodotto delle asimmetrie importanti con una conseguente insufficiente funzione fonatoria".

 

Ignazia Zanzi

 

 

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