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L’innovazione tecnologica nel processo di produzione di ortesi plantari

 |  Redazione Sconfini

 

Le tecniche sino ad oggi impiegate per acquisire le impronte del piede e procedere alla costruzione di un plantare e che fanno parte dello “stato dell’arte” utilizzavano:

matita o penna su foglio bianco, per rilevare la sagoma del piede; matita o penna su podogramma usando un foglio di carta chimica o carta carbone, per mettere in evidenza l’impronta del piede; schiuma fenolica o a lievitazione con materiale espansi, ove viene poggiato il piede, per ricavare l’impronta per successive lavorazioni (affidabile, ma tossica per il paziente e per lo stesso operatore che procede alla realizzazione del plantare); calco in gesso, per replicare la forma del piede, che verrà poi stilizzato per la costruzione del plantare stesso (la più indicata sino ad oggi ma altamente inquinante, tossica per il paziente e per l’operatore); calzature speciali da uomo e da donna, predisposte per poter inserire nel loro interno uno strato di materiale plastico al fine di rilevare un’impronta dinamica (scientificamente valida, non tossica per il paziente, comunque durante il processo di produzione comporta polveri inquinanti e residui tossici).

 

Oggi, però, la tecnologia ha cambiato il modo di pensare in molti campi. Negli ultimi anni grazie ai sistemi di rilevazione pressoria si sono modernizzate ed affinate anche le tecniche di acquisizione delle impronte del piede da fermo ed in movimento. Per saperne di più abbiamo intervistato il tecnico ortopedico Massimo Pulin, fondatore e titolare di Orthomedica, un’azienda all’avanguardia nel settore dei prodotti ortopedici su misura.

 plantare

La baropodometria elettronica ed il sistema PhysiCAM Machine® sono fra le più importanti innovazioni pensate per le aziende ortopediche. In che cosa consistono?

“Il baropodometro elettronico consente al tecnico ortopedico di visualizzare l’impronta pressoria del paziente con e senza calzature. Questo tipo di indagine strumentale viene impiegata, oltre che per la messa a punto di ortesi plantari, anche per la verifica di calzature e per l’allineamento di protesi e tutori. Tale sofisticata strumentazione di rilevazione delle pressioni plantari è stata interfacciata a una macchina di fresatura computerizzata dotata di personal computer ed uno specifico programma di lavorazione (PhysiCAD Software) che consente di produrre in pochi minuti (massimo 20) plantari personalizzati progettati sulla base dei dati baropodometrici. Il sistema PhysiCAM Machine® è una sofisticata strumentazione a controllo numerico per costruire, con tecnologie all’avanguardia, qualsiasi tipo di ortesi plantare, secondo le norme di qualità. La metodologia CAD-CAM consente attraverso l’acquisizione di più impronte dinamiche sequenziali, visualizzabili sia a punti che ad isobare, per facilitare la comprensione della distribuzione dei carichi, e mediate fra loro in automatico dal software per ricostruire l’impronta media e la relativa risultante vettoriale, di estrapolare un calco pressorio personalizzato”.

 

La scelta dei materiali è importante nella costruzione di un plantare?

“Bisogna sempre tenere in considerazione le componentistiche e le caratteristiche del materiale che si vuole utilizzare. Di fatto, si valutano la composizione del materiale, la densità, l’assorbimento dell’acqua, le varie resistenze come la rottura, la lacerazione e la compressione, in relazione ad altezza, peso, età, professione, attività e patologia del paziente. È fondamentale tener presente che la base del plantare è proprio il calco pressorio, sul quale possono essere apportate tutte le modifiche richieste per soddisfare le esigenze di prescrizione. Lo studio tridimensionale effettuato dal programma del sistema PhysiCAM Machine® permette una migliore messa a punto dei plantari, realizzati sulla scorta dell’indagine dinamica e non sui dati del paziente “da fermo” come sino ad oggi praticato”.

 

Che tipo di ortesi plantari si possono realizzare?

“Con questo programma è possibile preparare il progetto di qualunque tipo di ortesi plantare, come ad esempio i plantari di riequilibrio, i plantari modificativi e i plantari specifici. Il plantare di riequilibrio è un ortesi prescritta nell’adulto non affetto da evidenti patologie podaliche: questo trattamento del piede viene considerato come un processo curativo che deve permettere al paziente di acquisire una migliore deambulazione. Il plantare di riequilibrio che tendenzialmente non modifica la morfologia del paziente, sostenendo le aree di ipocarico per far guadagnare al piede il contatto al suolo, prevede come modifica specifica il sostegno del bordo esterno dell’avampiede (cuneo pronatorio) nei casi di eccessiva supinazione delle teste metatarsali. Il plantare modificativo è un’ortesi applicata sia nel bambino, quale atto di modifica strutturale dell’arco plantare e del piede, che nell’adulto dove è applicata per risolvere serie patologie del piede attraverso l’inserimento di oggetti quali olive centrali, cunei e rialzi. Il plantare specifico è adottato nelle patologie dello sportivo, considerando unitamente alla realizzazione delle ortesi anche il tipo di attività praticata dal paziente. Ulteriori plantari specifici sono i cosiddetti plantari propriocettivi che, attraverso la stimolazione di alcuni punti della pianta del piede, sono in grado di modificare le informazioni del sistema centrale del corpo”.

 

Quali sono i vantaggi più importanti di questa nuova tecnica?

“Il sistema PhysiCAM Machine® permette di rispettare in pieno le altezze richieste da una prescrizione, come ad esempio nelle lavorazioni del sughero per realizzare plantari per bambini, dove un semplice millimetro di rialzo è determinante nella correzione. Altro vantaggio non trascurabile è quello della vestibilità: è infatti possibile creare un plantare anche di minimo spessore in modo da poterlo inserire in una qualsiasi calzatura, e specialmente in quella da donna. Così com’è possibile rinnovare velocemente un plantare, in quanto i dati sono già nel computer: in questi casi basta utilizzare lo stesso “file” di fabbricazione, precedentemente creato, per ottenere un plantare identico. Infine, ultimo fattore non trascurabile, è che questo nuovo processo di lavorazione consente all’azienda ortopedica di ridurre in maniera drastica la produzione di polveri inquinanti e residui tossici e di eliminare i rifiuti dannosi per l’ambiente”.

A.V.

 


In collaborazione con Help!

 

 


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