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Infezione da TBE: le precauzioni da prendere

 |  Redazione Sconfini

 

La TBE, ossia l’encefalite da zecche, è un’infezione virale che interessa il sistema nervoso centrale e si manifesta nel 20-30% dei casi con

evidenze cliniche caratterizzate da sintomi di meningite (febbre, cefalea, rigidità nucale) e/o di encefalite (sonnolenza, stato confusionale, alterazioni delle capacità motorie, paralisi). L’infezione può manifestarsi anche solo con un modesto stato febbrile con guarigione completa, ma nelle forme più severe possono permanere alterazioni neurologiche.

 

Quali sono i periodi di maggiore rischio per contrarre l’infezione?

“I mesi primaverili, quelli estivi – spiega la dottoressa Maria Gabriella Bisceglie, pediatra presso l’Azienda sanitaria di Pordenone impegnata nella campagna di prevenzione e promozione della salute in ambiente di vita e di lavoro – e quelli autunnali che seguono un’estate caratterizzata da un clima caldo umido: il rischio risulta maggiore in quanto sono i momenti di massima attività delle zecche”.

 

Chi rischia maggiormente di subire l’infezione?

“I soggetti maggiormente a rischio sono quelli che per motivi di lavoro o di svago frequentano o soggiornano in araltee boschive o rurali, in quanto le zecche vivono sul terreno, nell’erba e soprattutto ai margini dei boschi e dei sentieri, alla base dei cespugli e vicino ai corsi d’acqua”.

 

Quali norme comportamentali sono consigliabili per limitare le possibilità di essere morsi da una zecca infetta?

“E' molto importante munirsi di repellenti e utilizzare un abbigliamento idoneo a proteggere dal morso della zecca. Nelle aree a rischio è necessario evitare l’uso di calzoni corti e sandali, mentre è opportuno indossare calze e indumenti che coprano le braccia, le gambe e le caviglie. Le estremità dei pantaloni devono essere inserite nelle calze ed è consigliabile evitare di sedersi direttamente sul terreno erboso o appoggiare le mani o lo zaino a terra. Sulle parti scoperte del corpo è utile l’applicazione di prodotti repellenti per gli insetti, che però hanno un effetto protettivo limitato e quindi vanno riapplicati ogni tre ore, specialmente se vi è intensa sudorazione. Al ritorno da un’escursione o al termine del lavoro in una zona a rischio, è importante procedere ad un’accurata ispezione di tutto il corpo con l’aiuto di un’altra persona, senza trascurare il cuoio capelluto. In particolare per coloro che abitano in aree rurali, è molto importante tenere curati i giardini di casa rimuovendo le foglie cadute, evitando di accatastare la legna, falciando spesso l’erba del prato e creando delle zone di separazione cosparse di ghiaia. Attenzione anche ai luoghi frequentati da greggi di capre e pecore, che sono portatrici di zecche”.

 

È possibile prevenire l’infezione con una pratica profilattica?

“La vaccinazione specifica per la TBE è consigliata a coloro che sono residenti o frequentano per motivi di lavoro o svago aree boschive o rurali considerate a rischio. Informazioni più dettagliate sulle caratteristiche del vaccino, sulla sua efficacia, sulle controindicazioni e sui possibili effetti collaterali possono essere fornite dal personale operante nei Centri vaccinali delle Aziende sanitarie”.

Francesca Fogliato

 


In collaborazione con Help!

 

 


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