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Cos'è il farmaco generico?

 |  Redazione Sconfini

 

Solitamente, quando ci rechiamo in farmacia per l’acquisto di un medicinale, la nostra scelta ricade sul prodotto che conosciamo e che riteniamo il più adatto a risolvere il nostro problema. Se il farmacista

ci suggerisce di prenderne uno con un nome diverso, ad un costo più basso e con lo stesso principio attivo, siamo restii ad affidarci alle sue proprietà curative e preferiamo sempre quello che abbiamo già testato e che secondo noi è il migliore. La fiducia deriva dalla marca che abbiamo già provato e dall’idea che si è impressa nel ricordo della nostra mente. In poche parole, è possibile affermare che se non abbiamo mai sperimentato una marca o non conosciamo nessuno che lo abbia fatto, non ci affidiamo alle sue proprietà curative e ne preferiamo uno che abbiamo saggiato in precedenza e che secondo noi è più sicuro. Tuttavia, è bene sapere che molte volte è possibile affidarsi ai farmaci generici: hanno un costo inferiore, un nome diverso da quello comunemente conosciuto e commercializzato, ma lo stesso principio attivo dei loro colleghi griffati.

 

Il principio attivo è la sostanza che ci cura. A prescindere dal nome, se il principio attivo è lo stesso non ci sono elementi che possono giocare a sfavore. I generici sono farmaci con le stesse caratteristiche in termini di sicurezza, proprietà e qualità di quelli griffati e con le stesaltse indicazioni terapeutiche. Anche la categoria medica è consapevole di questo fatto: se l’utilizzo di una specialità è ritenuta necessaria, il medico non deve far altro che indicare sulla ricetta che il farmaco non è sostituibile.

 

La differenza fondamentale tra farmaci generici e specialità è che mentre i primi non hanno un nome di fantasia e sono venduti con il nome comune del principio attivo, le specialità medicinali, oltre ad avere un marchio registrato, hanno un prezzo più elevato per permettere all’azienda farmaceutica di recuperare le spese sostenute per la ricerca e lo sviluppo della preparazione.

 

Scaduta la copertura del brevetto, che solitamente ha una durata ventennale, il prodotto diventa di dominio pubblico e qualsiasi ditta farmaceutica interessata a quel principio attivo può diventare produttrice dello stesso. Cosa importante è che la casa madre fornisca tutte le indicazioni ritenute indispensabili per la fabbricazione di un prodotto uguale, e inoltre la ditta produttrice dovrà garantire la bioequivalenza: il preparato dovrà avere le stesse caratteristiche del medicinale di cui è la copia. Ovviamente il comportamento del farmaco, una volta nell’organismo, dovrà essere identico, da un punto di vista qualitativo e quantitativo, a quello del suo fratello griffato. Se ciò non avviene, la commercializzazione non potrà avvenire. Una mutazione delle caratteristiche potrebbe alterare l’assorbimento del medicinale, la sua efficacia o ancora la sua tossicità, diminuendo così le garanzie per il paziente di utilizzare un medicinale sicuro a tutti gli effetti. Il farmaco generico arriva in farmacia quando il Ministero della Sanità ha dato il suo consenso e ha appurato che il suo comportamento è sovrapponibile a quello del farmaco di riferimento.

 

In termini economici, c’è un risparmio per l’acquirente. Per produrre un farmaco generico non sono indispensabili investimenti, ricerche e valutazioni di mercato, che incidono profondamente sul prezzo che il prodotto avrà in farmacia e che non sono necessari se il farmaco è già stato testato e sperimentato in precedenza. Di conseguenza, i costi per l’acquisto saranno inferiori senza che vi sia nessuna differenza in termini di efficacia ed efficienza.

 

Purtroppo, troppe volte le persone ragionano in termini di nomi commerciali e questo depista da una corretta valutazione, specie quando l’informazione su una sostanza è lacunosa e insufficiente. Lasciare la strada vecchia per una nuova fa paura, specie quando è la propria salute ad essere messa in discussione e la conoscenza è il tassello mancante per garantire un acquisto ponderato e ragionato.

“Il consiglio che si può dare a tutte le persone che si recano in farmacia senza una grande conoscenza sulle specialità medicinali – afferma il dottor Tullio Barich, farmacista – è quello di essere sempre attenti a tutte le varietà farmacologiche offerte e chiedere al farmacista tutte le informazioni per decidere al meglio come fronteggiare una situazione”. “È importante – conclude – chiedere sempre spiegazioni e approfondimenti e imparare a leggere la confezione di un prodotto in modo autonomo, per capire le cose in termini di sostanza e non di colori o nomi commerciali”.

P.B.

 


In collaborazione con Help!

 

 


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