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Sconfini risponde: alcol e incontri in chat

 |  Redazione Sconfini

È solo un drink

Sono molto arrabbiata con il mio compagno che secondo me non riesce più a fare a meno dell’alcol.
Rientra dal lavoro sempre un po’ assopito e non ha appetito. Vedo che non sta bene ma non parliamo mai altrimenti si litiga. Se gli chiedo se ha bevuto mi risponde con un “no” scocciato. Quando usciamo a cena, quasi non mangia più ma beve e, secondo me, senza controllo. Mi chiedo come lo posso aiutare.

Tutti noi abbiamo a disposizione l’alcol in una grande varietà di sapori, colori, forme e gradazione. Bere è socialmente accettabile, ci si ritrova per un drink, un aperitivo. Comunque ci venga presentato sempre di alcol si tratta. E vi sono persone che ne abusano. All’eccessivo consumo di alcol si accompagna sempre il declino graduale di tutte le funzioni del corpo. Il problema diventa ancora più gravoso, perché molti alcolisti credono fermamente di non essere tali. Molti occupano posti di lavoro e sono tollerati dai colleghi fino a quando la loro condizione non degenera. L’alcolismo costa all’individuo, all’azienda e alla società. E non presenta vantaggi a nessuno.
Per avvalorare la tua ipotesi puoi aggiungere alla tua percezione quella di chi condivide con lui il lavoro o il tempo libero, facendo, con la massima riservatezza, qualche domanda. Osservalo con attenzione. Se i segnali d’allarme ci sono, agisci su più fronti e, mi raccomando, resisti alla tendenza a proteggerlo da questa “abitudine”: questa premura è generalmente inefficace.
So che è un problema attorno al quale c’è tanta vergogna. Non parlargliene tanto per farlo perché perderesti tempo prezioso. Non cadere nell’errore di pensare di poter ricoprire il ruolo di terapeuta o di colei che da sola lo potrà salvare. Chiedi invece un aiuto mirato a persone con le quali puoi condividere lo stesso problema. Mi risulta che l’Associazione Alcolisti Anonimi, sorta a Trieste per aiutare chi è vittima di questa pericolosa abitudine, si rivolge anche ai familiari. Confrontati anche con il medico di famiglia spiegando i fatti. Ti saprà sicuramente ascoltare e sostenere. Buon cammino Samanta.

INCONTRO IN CHAT

Desideravo confrontarmi su un fatto che mi è accaduto dopo aver fatto conoscenza con un uomo in chat. Siccome all’inizio mi aveva fatto una buona impressione (mi ha dato buoni consigli e mi è sembrato colto), ho deciso di incontrarlo in un bar per poi continuare la conversazione nella sua auto. Improvvisamente con decisione ha tentato di baciarmi: mi sono prontamente scansata, sorpresa da quel suo comportamento. Lui si è scusato dicendo che si rendeva conto di aver rovinato tutto e che è un suo difetto quello di affrettare le cose quando gli piace una ragazza. Vedendomi delusa, ha continuato dicendomi che era molto contento del mio rifiuto perché significava che sono una persona seria; in quel modo aveva voluto mettermi alla prova perché aveva conosciuto altre ragazze che dicevano di essere serie ma poi non lo erano. Lui si comporta in base al tipo di ragazza che ha davanti. Siccome anche lui, come me, cerca una relazione vera e stabile per il futuro, non so come devo comportarmi per capire se lui è sincero. (Titti Ts)

Difficile trovare un metodo per avere la certezza che qualcuno sia sincero con noi. In questo caso forse è ancora più difficile perché gli atteggiamenti assunti e le frasi dette (“mi comporto in base a chi ho davanti”) non promettono nulla di buono e fanno percepire una persona con forti difficoltà relazionali. Tuttavia penso che la domanda che non hai espresso sia quella alla quale sia importante cercare di rispondere. Cosa sta dietro il tuo cercare l’anima gemella in chat? Ho pensato alla timidezza. O meglio ancora alla paura di un fallimento.
Perdere delle occasioni per timidezza porta molta sofferenza e vivere di rimpianti ne porta altrettanta. Anche se ci si conosce in chat, prima o poi è necessario che l’altro si materializzi e, come alla fine spieghi nella tua mail, non sai mai come si rivela una persona. Prima o poi quindi l’esperienza dell’incontro con l’altro va vissuta. Prova dunque a fare le tue esperienze umane esercitando il rischio del fallimento. Così facendo imparerai ad accettare il rischio. Conserva sempre tanto rispetto nei confronti di te stessa, non giudicarti e non arrenderti al primo fallimento che non deve mai cambiare la valutazione che hai di te stessa.
Siccome stai cercando una relazione stabile, che dovrebbe nascere da esperienze condivise, potresti ad esempio cominciare strategicamente frequentando gli ambienti che ti interessano veramente: testa così, attraverso l’esperienza, il tuo approccio con l’universo maschile ma soprattutto vivi le tue esperienze e ricorda che… vi sono tante possibilità alternative allo stare davanti ad uno schermo affidando i propri pensieri ad una tastiera. Segui cara Titti le tue emozioni, non rifiutarle. Buona vita.

foto: Benjamin Dada


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