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Mamma, papà: mi sposo!

 |  Redazione Sconfini

Così felicemente la figlia annuncia la sua decisione in famiglia. Da quel momento scatta “l’operazione matrimonio”. Chi ci è passato sa bene che per giungere al coronamento del sogno d’amore si attraversano momenti di grande patimento. Alle inevitabili difficoltà e intoppi, propri della preparazione del grande evento, si aggiungono le ansie delle spese che si devono sostenere. Una delle più tipiche è legata all’acquisto dell’abito nuziale. Nasce infatti un dilemma. Si prova l’abito. Sta a pennello. I sogni di bambina riemergono improvvisamente. Poi però il pragmatismo che si è fatto strada nella mente della giovane donna con la maturità, sollecita una domanda: perché spendere così tanto per un abito che indosserò soltanto una volta?

 

Domanda legittima e di questi tempi ancor più motivata. Certo è che ripiegare sul tailleur che potremo mettere anche quando andremo a lavorare, bè, dispiace. In fondo il matrimonio l’abbiamo sempre immaginato così: per un giorno vorremmo proprio essere come le principesse, con l’abito lungo e dotato magari di strascico.

 

Risolvere il dilemma allora può essere utile. Ci ha pensato Roger Seganti, titolare, insieme al fratello Steve, di Seganti Spose a Trieste: “Nel nostro negozio di via Raffineria è infatti possibile non solo acquistare ma anche noleggiare l’abito”. Una bell’idea, non c’è che dire e viene da molto lontano. Più precisamente dall’altra parte del globo, direttamente dall’Australia. Proprio in queste terre è nato e vissuto per trent’anni Roger Seganti, con la sua famiglia che, di origine triestina, lì ha trascorso anni importanti e prodaltuttivi. Onorina Seganti, la madre, sarta dal notevole talento artistico, negli anni Settanta contribuì con i suoi capi d’abbigliamento a europeizzare il gusto estetico degli australiani.

 

Nei Paesi anglofoni è molto diffusa l’usanza di noleggiare gli abiti da cerimonia. Un po’ perché le cerimonie, così come ci vengono presentate nei film transoceanici, hanno molto di hollywoodiano. Non solo gli sposi, ma anche le damigelle e i best men, cioè gli omologhi maschili, infatti accompagnano la coppia all’altare, indossando abiti particolari. E se colei che deve dire il fatidico “sì” trova una motivazione nell’investire denaro per il proprio abito, non altrettanto si può pretendere dagli amici o parenti che devono svolgere un ruolo scenografico all’interno della celebrazione. Ecco perché sono sorti molti esercizi specializzati nel noleggio di abiti. Da qui, ma non solo, viene l’idea agli eredi di Onorina Seganti: “Gli abiti ideati e realizzati da mia madre sono pezzi unici curati nei dettagli, vere e proprie piccole opere d’arte”. E allora ecco il piacere di veder sfilare ancora le creazioni di Onorina dando insieme la possibilità di permettere un risparmio alla famiglia della sposa che, come tradizione vuole, si accolla buona parte delle spese del matrimonio. Ma se le taglie non corrispondono? “La maggior parte degli abiti che compongono la nostra offerta – spiega Roger – possono essere leggermente modificati, in modo tale da adattarsi alle misure di molte donne. Tuttavia il problema non è in sostanza diverso da quello che si presenta quando si acquista un abito: non tutti i modelli sono giusti per ogni corporatura”.

 

Dal punto di vista pratico, il noleggio viene attuato grazie alla firma di un contratto che prevede l’impegno da parte del cliente di riconsegnare l’abito nelle stesse condizioni di integrità nelle quali lo ha ricevuto. Se poi una delle perplessità è rappresentata dal timore di sfoggiare la stessa veste nuziale dell’amica, non si può non pensare ai numerosi accessori che possono rinnovare con elegante discrezione lo stesso capo. Si aggiunga infine un ulteriore vantaggio, in nome del già citato pragmatismo. Quando la festa è finita dove si conserva l’abito? in soffitta? nei bauli? in armadio? Esso è infatti spesso ingombrante e crea non pochi problemi di spazio in un’abitazione dalla metratura media. Allora poterlo restituire a chi ce l’ha fornito ci solleva da un altro piccolo ma fastidioso problema. Comunque per le amanti delle tradizioni, e se proprio qualcuna non se la sente di separarsi dall’abito che per un giorno le ha offerto la possibilità di sentirsi come una principessa, c’è sempre la possibilità di acquistarlo. Ma almeno si ha la libertà di scegliere.

T.B.

 


In collaborazione con Help!

 

 


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