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Da questo orecchio non ci sento

 |  Redazione Sconfini

La sensibilità ai rumori è soggettiva, ma la soglia di rischio si pone per tutti intorno a 80 decibel: a 90 db si avverte un certo fastidio, a 120 db ci possono essere danni irreversibili; ma traumi acustici cronici possono provocare danno cocleare già ad intensità costanti di 80 db.

L'inquinamento acustico è piuttosto subdolo e può avere effetti anche extrauditivi quali aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, insonnia, irritabilità. La sordità, oltre ad essere un grave danno alla persona, è una malattia sociale negli anziani ma emergente in tutte le fasce d'età.

 

Stefano Rigo"L'orecchio fa parte di un vero e proprio sistema anatomico - spiega il dottor Stefano Rigo, specialista in otorinolaringoiatria - e sarebbe sbagliato e riduttivo definirlo semplicemente organo dell'udito". "Questo delicato e raffinato sistema - continua - è deputato e specializzato a trasformare le onde acustiche efferenti dall'esterno in messaggi elettrici che saranno interpretati da neuroni in aree particolari del sistema nervoso centrale. È il cervello che codifica, interpreta e produce linguaggio, e questa funzione superiore è stimolata dalla qualità dei messaggi giunti e prodotta dall'intelligibilità del cervello stesso. Se la qualità dei messaggi meccanici, elettrici e nervosi decresce per ragioni varie, anche la capacità di interpretazione e di produzione vocale e verbale del cervello subirà un decremento, con progressivo depauperamento e graduale degenerazione della funzione interpretativa, molte volte tristemente riscontrabile nella persona anziana che lamenta: "Sento, ma non capisco!". In questo stadio di decremento dell'udito, come nella presbiacusia avanzata, la protesi acustica che aumenta l'intensità del messaggio sonoro, ma evidentemente non può riabilitare il deficit interpretativo, può avere un utilizzo limitato e parziale quando addirittura essere mal tollerata dall'anziano".

 

Cosa s'intende per presbiacusia?

"Una perdita di udito indotta dalla normale degenerazione del sistema uditivo dovuta all'età. È una condizione complessa dovuta a un insieme eterogeneo di situazioni e cause patologiche: disordini metabolici e cardiovascolari, uso prolungato di farmaci, esposizione al rumore".

 

Per la persona anziana è normale sentire progressivamente meno?

"In tutti i processi sensoriali dell'anziano si verifica un deterioramento dei sistemi percettivi. Entro certi limiti la perdita di efficienza del sistema uditivo è compensata dalla plasticità residua del sistema nervoso centrale, che consente il mantenimento di schemi di elaborazione relativi ad esperienze acustiche consolidate e della capacità di riconoscimento di suoni che fanno parte dell'esperienza soggettiva".

 

Quali sono le cause e come si manifesta la presbiacusia?

"Le cause principali sono l'invecchiamento della chiocciola (una parte dell'orecchio interno) e la ridotta funzionalità cocleare. Sono comuni anche effetti sul nervo uditivo e sui percorsi uditivi centrali. Inizialmente l'effetto è la perdita di udito alle alte frequenze, mentre una presbiacusia pronunciata interessa anche le medie frequenze. Le curve audiometriche indicano nella fase di minor compromissione problemi sugli acuti, e questo esclude la conversazione e la comunicazione vocale che è caratterizzata da suoni medio-acuti. Rimane efficiente sui toni gravi. Le difficoltà uditive possono manifestarsi solo quando l'anziano si trova in contesti comunicativi e di ascolto per lui inusuali o sfavorevoli, con gravi conseguenze per quanto riguarda l'autonomia personale e la vita di relazione. La presenza di elevati livelli di rumore ambientale in competizione con il segnale medio-acuto (effetto cocktail-party) costituisce un altro fattore critico. L'anziano con riduzione uditiva progressiva e bilaterale man mano presenta una difficoltà nella comprensione del linguaggio, compensata dalle abilità cognitive, da quella attentiva e motivazionale. Queste condizioni sono motivo di progressivo isolamento sociale: per tale motivo, la presbiacusia è detta anche socioacusia".

 

Quali sono le strategie preventive per preservare l'udito?

"Il livello di perdita di udito indotta dall'età è assolutamente individuale, e altri fattori come la familiarità, otiti pregresse e fattori ereditari possono provocare perdite di udito congenite o progressive o accentuare il deterioramento. La prevenzione di alcuni di questi fattori è difficilmente attuabile, ma si possono evitare esposizioni a rumori eccessivi e limitare i farmaci ototossici. Il quadro legislativo prevede norme protettive, ma sono molto facilmente eluse. Pertanto, la strategia raccomandabile è quella di ammettere a se stessi un calo dell'udito nel momento in cui si manifesta e di non negarlo nel vano tentativo di ritardare l'invecchiamento. È necessario ricorrere tempestivamente a una visita specialistica, e col medico concordare serenamente i controlli successivi; di questi controlli si devono conservare le curve audiometriche per verificare l'andamento e l'evoluzione nel tempo della perdita progressiva dell'udito. Se la prognosi prevede l'adozione di una protesi acustica, non bisogna procrastinare nel tempo l'uso di questo strumento perché l'impianto tempestivo del modello e della tecnologia più adatta al proprio caso può veramente migliorare la percezione uditiva e la qualità della vita del soggetto. Un impianto ritardato, oltre che mal tollerato, può solo amplificare i suoni percepiti, ma non ripristinare il deficit interpretativo, e quindi risultare a quel punto inutile".

 

Ignazia Zanzi

 

 

 

 

 


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