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Il Water-gate all'italiana

 |  Redazione Sconfini
cucinafiniLa grande notizia della settimana che ha preceduto Ferragosto è stato il tentativo (peraltro miserevole) del Giornale di Feltri e della famiglia Berlusconi di fare un'inchiesta giornalistica. Il nuovo watergate italiano (la casa e la cucina di Fini a Montecarlo) si è rivelato però come per il caso Boffo il solito spargimento di letame appositamente versato nel ventilatore dai manganellatori mediatici al soldo del Cavaliere.

Fini non ha dato ancora chiarimenti sufficienti, questo è vero, ma neppure i sedicenti giornalisti del quotidiano che fu di Montanelli sono ancora riusciti a farci balenare un possibile reato da parte del Presidente della Camera in questa ridicola vicenda che ha fatto parlare per una settimana i tg di regime e le schiere di servi (anche quelli involontari) mai in vacanza.

Ecco in tre mosse spiegato perché la famosa cucina ("la pistola fumante") che secondo Feltri e co. serviva a portare alle dimissioni di Fini da Presidente della Camera si è rivelata un bengala bagnato.

1. Le dimensioni dell'appartamento di Montecarlo ereditato da An da una anziana nostalgica del Ventennio e regolarmente venduta a due società con sede in paradisi fiscali e successivamente regolarmente affittata al fratello della compagna di Fini (Elisabetta Tulliani) sono per stessa ammissione degli organi di regime di modesta metratura: 40mq con piccolo angolo cottura, saloncino, due camere e bagno. Ebbene, nel giorno in cui la pistola fumante è stata mostrata agli italioti, è emerso che la cucina "comprata da Fini" non solo non è stata comprata da Fini, bensì dalla Tulliani (forse alla presenza di Fini, me senza nessun riferimento documentale a Fini), ma, essendo una Scavolini modello "Scenery" di quasi 4 metri la domanda è: come è possibile infilare una cucina di 3,8m in un tinello di meno di 5mq? (Clicca qui per vedere l'immagine ingrandita dal blog nonleggerlo.blogspot.com)

2. Già solo questo potrebbe bastare. Ma più interessante per capire i meccanismi che stanno dietro alla propaganda e alla disinformazione di regime è l'utilizzo di "testimoni" (probabilmente inesistenti o artefatti come l'informativa di Boffo) coperti da segreto, che parlavano di una cucina venduta a Fini e destinata all'appartamento di Montecarlo. Ora, solamente una persona dotata di scarse capacità psichiche potrebbe pensare che Fini e compagna abbiano acquistato una cucina in un mobilificio vicino a Roma per poi farselo spedire oltre 700km più a Nord fino a Montecarlo.

3. Ma se anche questo non bastasse, giova ricordare un paio di importanti precisazioni fatte dallo stesso Valter Scavolini in persona ("Nessuno mi ha mai parlato di una cucina da spedire a Montecarlo") e dello stesso responsabile del mobilificio ("Non abbiamo mai mandato nessuna cucina a Montecarlo").

Ancora convinti che Fini debba dimettersi?

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