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Lun, Mar

La cardiopatia coronarica nelle donne

Medicina
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Sono una vecchia signora con il cuore “ballerino”, ma non mi rivolgo a lei per un mio problema bensì per capire le cause dell’infarto avuto da mia

figlia, che ha 40 anni. Com’è possibile che possa accadere una cosa simile ad un’età così giovane? Me lo può spiegare?  (Lettera firmata)

 

La malattia coronarica nelle donne, negli anni passati, è stata sottovalutata dai medici e dai cardiologi. Invece, essa rappresenta la causa maggiore di morte nelle donne sopra i 60 anni e, solo negli Stati Uniti, causa 250.000 morti all’anno (5 volte più del cancro). La sua comparsa aumenta drammaticamente dopo la menopausa. In particolare sono a più alto rischio le donne con storia familiare di infarto o angina pectoris, fumatrici,alt con diabete, ipertensione, alterazioni del livello del colesterolo ed età superiore ai 65 anni. Fattori di rischio minori invece sono: storia familiare di cardiopatia, obesità, sedentarietà.

 

Nelle donne più giovani i meccanismi che portano all’infarto possono essere differenti, anzi, in alcuni casi di infarto femminile, le coronarie sono “normali” alla coronarografia perché alterazioni della contrazione della muscolatura coronarica possono improvvisamente chiudere un vaso e causare l’infarto.

 

Molte conoscenze sulla cardiopatia coronarica nelle donne sono state accumulate con lo studio WISE condotto recentemente negli Stati Uniti, dal quale è emerso fra l’altro che la terapia ormonale sostitutiva non aiuta a prevenire l’infarto. Nelle donne è spesso presente la cosiddetta Sindrome X caratterizzata da sintomi di angina pectoris, alterazioni ischemiche negli esami di laboratorio non invasivi (prova da sforzo, scintigrafia miocardica) e coronarie normali alla coronarografia. Questa angina è detta anche microvascolare perché è causata da alterazioni dei piccoli vasi coronarici. Per fortuna non ha una prognosi sfavorevole, ma provoca tanti dolori al sesso femminile peggiorando la qualità della vita. Spesso le donne hanno l’angina di Prinzmetal dovuta ad uno spasmo importante di una grossa arteria coronaria; questa forma può essere pericolosa.

 

Poiché le donne, al contrario degli uomini, hanno più spesso, come prima manifestazione clinica, l’angina pectoris e non l’infarto, la comparsa sotto sforzo di dolori costrittivi o di bruciori dietro lo sterno deve rappresentare un campanello d’allarme per porre una diagnosi la più precoce possibile e di conseguenza un’idonea terapia proprio per evitare l’infarto. I farmaci, però, da soli non sono sufficienti, le modificazioni dello stile di vita sono di gran lunga più importanti.

 

Per tutti questi motivi, l’Associazione dei cardiologi americani nel 2007 ha pubblicato le nuove linee guidaalt per la prevenzione della cardiopatia coronarica nelle donne, insistendo sulle modificazioni dello stile di vita, in particolare dopo la menopausa, quando il gentil sesso è più esposto.

 

L’Istituto Superiore di Sanità ha preparato due tabelle con cui è possibile calcolare il proprio rischio di andare incontro ad una cardiopatia coronarica, una per le donne diabetiche e una per le donne non diabetiche. La prima si riferisce alle donne senza diabete distinte in non fumatrici e fumatrici. Per le non fumatrici fermarsi sul lato sinistro e cercare la propria fascia d’età (40-49, 50-59, 60-69), andare a sinistra per cercare il proprio valore di pressione arteriosa sistolica (o massima), poi andare in alto per verificare il proprio valore di colesterolemia totale. Così incrociando i valori di questi parametri si localizza una casella che, in base al colore, indica la probabilità alta, media o bassa di andare incontro ad una cardiopatia coronarica. Il rischio è basso se il colore della casella è verde, è intermedio se la casella è gialla, alto se la casella è color araaltncio; se la casella è rossa il rischio è altissimo. Lo stesso calcolo si può fare per le donne diabetiche: in questo caso la presenza del diabete già da sola aumenta nettamente il rischio.

 

Le donne ignorano e non riconoscono i primi segnali di un infarto. Una ricercatrice della Yale School of Medicine di New Haven negli Stati Uniti, Jude Lichtman, dopo un’accurata indagine, ha concluso che le donne colpite da infarto spesso confondono i sintomi con stanchezza o indigestione. In questo modo non chiedono un rapido aiuto e ciò comporta non solo il ritardato ricovero in ospedale, ma soprattutto il ritardo nella sua “cura” che oggi prevede il dissolvimento del trombo coronarico che occlude il vaso con farmaci “fibrinolitici” o angioplastica con palloncino. Tutto questo perché, al contrario degli uomini, le donne non sanno di essere a rischio. Invece, in particolare dopo la menopausa, l’incidenza di malattia coronarica (angina pectoris, infarto del miocardio) incrementa nettamente nelle donne, anzi verso i 70 anni supera quella degli uomini. È quindi indispensabile che il gentil sesso prenda coscienza di questa situazione e provveda alla prevenzione di questa importante e pericolosa patologia cardiaca.

 

dott. Sabino Scardiprofessore di Cardiologia all'Università di Trieste 

 


 

Prevenzione della cardiopatia coronarica nelle donne

 

> Smettere di fumare aiutandosi con i sostituti della nicotina e con i programmi di sostegno dei Centri di prevenzione e cura del tabagismo.

> Contrastare la sedentarietà con attività fisica di moderata intensità (ad esempio, camminare a passo veloce) preferibilmente per 30 minuti al giorno.

> Ridurre il peso corporeo calcolando il rapporto tra calorie introdotte e consumo, incrementando l’attività fisica con 60-90 minuti di esercizio al giorno.

> Abbassare l’ipertensione arteriosa con farmaci prescritti dal medico curante.

> Abbassare il livello del colesterolo LDL e aumentare il colesterolo HDL se basso.

> Moderare il consumo di alcool, ridurre quello del sodio (sale da cucina), ma incrementare il consumo di frutta fresca e vegetali.

> Se la paziente è diabetica, migliorare lo stile di vita aderendo alla terapia farmacologica prescritta.

 

 
In collaborazione con Help!