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Mer, Mag

Plasma terapia: tra bufale e speranze

Salute
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Proseguono senza sosta le varie campagne complottiste in cui vengono blandite in questo periodo le persone con scarse competenze mediche e scientifiche allo scopo di aizzarle contro nemici veri, presunti e immaginari. Il motivo è sempre quello: il clickbait, ovvero buttare l'esca per raccogliere quanti più possibili pesci (persone) ed ottenere così un numero maggiore di visualizzazioni e click pubblicitari (soldi).

Nel tranello cadono in molti, quasi tutti in buona fede. L'ultima frontiera è la battaglia complottista sulla plasmaterapia o plasmaferesi, sconosciuta alla popolo fino a una settimana fa ma che da sola è stata in grado di far diventare mezza nazione esperta in ematologia ed immunologia. La plasmaterapia non è assolutamente una novità tanto è vero che all'interno dei protocolli d'emergenza è stata utilizzata fin dall'inizio di aprile nell'ospedale di Pavia. Non è un caso che sia questo nosocomio il capofila di questa sperimentazione dal momento che l'aferesi produttiva (la tecnica che permette di separare globuli rossi, bianchi che vengono restituiti al donatore e parte liquida ovvero il plasma che viene poi usata per curare i malati) è stata sperimentata in Italia nel lontano 1982 (MILLENOVECENTOTTADUE!) proprio dal San Matteo di Pavia. Ma la plasmaferesi viene concepita ancora più indietro nel tempo addirittura nel 1913 per poi essere sviluppata nei primissimi anni '50 con i primi risultati clinici (trasfusioni effettuate su volontari a Lisbona). Il metodo moderno inizia a strutturarsi negli anni '60 e da allora nonostante il progresso tecnologico che permette l'uso di macchinari molto più performanti e risultati migliori i procedimenti sono rimasti sostanzialmente simili.

La grande novità di questa terapia "segreta" è quindi una bufala semplicemente ridicola, chiaramente usata per acchiappare click facili. In Italia la si usa da 38 anni e ha permesso di curare migliaia di persone per diversi tipi di patologie non solo di natura pneumologica.

La speranza che possa servire per curare alcuni pazienti acuti affetti da Covid 19 sembra più che promettente ed è quindi possibile che diventi una delle possibili cure per i pazienti costretti a sopravvivere nei reparti di terapia intensiva e sub intensiva. Per questo motivo non c'è nessuno che sta mettendo i bastoni tra le ruote a questo modello di cura, diversamente da quanto affermano i siti complottisti acchiappaclic che inventano blocchi di profili dei medici, boicottaggi sulla sperimentazione o quant'altro. Tanto è vero che il metodo di Pavia in questi giorni viene "esportato" in molte altre provincie italiane come Mantova (con l'ormai famoso pneumologo De Donno), Lodi, Novara e Padova.

Ironia della sorte, il prof. De Donno si lamentava che sarebbe andato il solito Burioni a parlare a Porta a Porta del successo della terapia del plasma mentre lui, eroe di periferia, salvava le vite in ospedale. Invece è successo l'esatto opposto e De Donno è andato a spiegare a Porta a Porta la bontà della sua terapia in un lungo intervento di quasi 10 minuti. Oltretutto, per stessa ammissione di De Donno, gran parte dei donatori sono giunti proprio grazie al reclutamento fatto sui social. Davvero strano questo boicottaggio no?

Altra modalità dei siti acchiappa clic è quella di far sembrare semplice, gratuita, rapida e immediatamente efficace la "nuova" cura. Peccato che purtroppo non sia così.

Basti pensare che dei primi 400 pazienti guariti da Covid 19 in perfetta salute che avrebbero voluto donare il plasma con i loro anticorpi in modo da guarire gli altri malati, solamente 125 lo hanno potuto veramente fare. Questo perché il donatore non deve avere altre patologie e deve essere dello stesso gruppo sanguigno dell'individuo ricettore in modo da rendere il plasma non solo efficace ma anche privo di rischi. La donazione del plasma non può avvenire più di 2 volte ogni 3 mesi quindi purtroppo questo siero iperimmune non è così facile da reperire anche perché, purtroppo, ogni donazione è sufficiente per 2 soli pazienti.

A questo punto serve un esempio matematico seppur grossolano per capire che, sebbene il plasma iperimmune sarà probabilmente una soluzione per i pazienti acuti, non stiamo parlando di una soluzione applicabile ad ampio spettro, ovvero a tutti i potenziali contagiati. Ammesso e non concesso in uno scenario impossibile che TUTTI i guariti (e immuni!) siano disponibili a donare il plasma solo un terzo delle sacche potrà effettivamente servire ai malati e ognuno di loro potrà guarirne 2 per 90 giorni prima di poterne guarire altri 2. Dai dati ufficiali (quelli ufficiosi parlano di 10 volte tanto) scopriamo che i contagiati da fine febbraio a fine aprile 2020 (il periodo del picco) erano 200mila. Per curarli tutti con il plasma magico servirebbero 100mila donatori. Se solo un terzo dei guariti può effettivamente donare con successo il plasma significa che servono la bellezza di 300mila donatori. A fine aprile però i guariti erano "solo" 75mila. Come diavolo si potevano trovare tutte le sacche necessarie se di essi solo 25mila potevano effettivamente avere un plasma iperimmune da donare? Semplicemente impossibile a meno di voler dissanguare i guariti (cosa però "purtroppo" illegale al momento in Italia).

Quindi, numeri alla mano, la cura sarà pure una novità miracolosa (che esiste da 38 anni in Italia e di cui parlano tutti in quanto non è stata boicottata neppure dal mainstream visto che ne hanno approfondito alcuni aspetti Le Iene mentre il dott. De Donno ne ha parlato per 10 minuti a Porta a Porta) ma numericamente non è (ancora) sostenibile.

Infine, il discorso della gratuità del plasma, che viene regalato senza costi dal popolo per il popolo. Questa è molto divertente come teoria perché calpesta il lavoro di equipe di medici e tecnici di laboratorio. Lo stesso dott. De Donno ha detto che ogni sacca di plasma prelevato da un paziente costa 160 euro di soli costi vivi questo perché per ottenere questa sacca miracolosa servono una serie di passaggi: i test degli anticorpi, lo screening pre-donazione, un test molecolare, il prelievo, lo logistica, il trasporto del sangue, i contenitori sterili, il macchinario che seprara per centrifugazione il plasma dalla parte cellulare del sangue e infine tutto il lavoro della trasfusione. Altro che gratis, costa 80 euro a paziente (da ogni sacca si ricavano 2 cicli da 3 trasfusioni necessarie a guarire un paziente)!

Lo sapete quanto costa un vaccino anti influenzale (simile a quello che avremo a disposizione all'inizio del 2021 per il coronavirus Sars Cov2) al Sistema Sanitario Nazionale? Tra i 10 e i 20 euro ovvero tra le 4 e le 8 volte di meno.

Anche per questo motivo, la pur ottima e vecchia plasma terapia che speriamo possa diffondersi e salvare tantissime vite umane, ha dei costi che non possono essere sostenibili e dei limiti nella sua diffusione a largo spettro semplicemente fisici e matematici.

Per concludere, per chi fosse riuscito ad arrivare fin qui, una riflessione importante per i lettori delle tesi complottistiche. Per scrivere un'accusa complottista antisistemica ci si impiega dai 5 ai 10 minuti senza alcun bisogno di motivare coi numeri e fonti precise con risultati strabilianti in termini di ritorno pubblicitario (click bait) dovuto alla fame di notizie sensazionalistiche e risolutive, alla voglia di comprendere argomenti complessi con tesi semplici comprensibili anche per un bambino di 10 anni.

Scrivere un articolo come questo porta via circa 3 ore e mezza, obbliga a consultare decine di fonti diverse il più possibile eterogenee a fronte di un risultato commerciale 300 o 400 volte più modesto.

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Ecco le principali fonti di questo articolo:

https://it.wikipedia.org/wiki/Plasmaferesi

https://www.wired.it/scienza/medicina/2020/05/06/coronavirus-terapia-plasma-fake-news/

https://www.ilfattoquotidiano.it/2020/05/06/coronavirus-plasmaterapia-cose-e-come-funziona-risultati-sperimentazione-pronti-a-breve-ma-la-tecnica-e-stata-ideata-nel-1982/5793318/

https://www.nextquotidiano.it/giuseppe-de-donno-oscurato-su-facebook-complotto-come-stanno-le-cose/

https://www.iene.mediaset.it/2020/news/coronavirus-plasma-iperimmune-burioni-mantova_774623.shtml?fbclid=IwAR3pjr5guVzBSFoiPDCvYh5PwqEIPoN7woeiBf0Ky1NcRYojYK1tamySTfg

https://www.nextquotidiano.it/plasmaferesi-quanto-costa-la-cura-del-sangue-per-il-coronavirus/

https://www.money.it/Vaccino-antinfluenzale-2020-costi-quando-farlo-gratis

https://www.youtube.com/watch?v=wNTxrYJwbfo

 Immagine: www.biotecnologi.org