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Mar, Giu

Come reagirà il mercato immobiliare russo alla "guerra delle sanzioni"?

Mercato e valutazioni immobiliari
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Quali possono essere le conseguenze dal punto di vista del mercato immobiliare russo della cosiddetta "guerra delle sanzioni" al momento in atto tra USA-UE da un lato e Russia dall'altro?

Il rischio (per ora remoto, ma meno impossibile di 6 mesi fa), stando a quanto riportato sul prestigioso sito Regens International specializzato nell'analisi del mercato immobiliare russo, di un futuro sequestro di beni immobili appartenenti a cittadini russi abbinato a quello di un congelamento dei loro conti in banche estere, spinge a pensare che porteà a un ingente rientro di capitali da investire nella madrepatria russa in proprietà di lusso a Mosca o nelle città di origine degli oligarchi che hanno fatto spese pazze in giro per il mondo.

us eu russia tradePer il mercato immobiliare europeo questo potrebbe risultare un altro colpo fatale, mentre si avrebbe un effetto positivo in termini di salita dei prezzi su quello russo. Senza gli spregiudicati e danarosi russi come si può infatti pensare di piazzare alcuni immobili di lusso che altrimenti resterebbero con l'insegna vendesi per molti anni?

Per contro si registra in questo 2014 una diminuzione della quota rappresentata dagli investimenti esteri nel mercato immobiliare russo specialmente nel segmento degli immobili commerciali (dal 25-30% al 10% circa). I russi però possono agevolmente colmare la domanda estera calante. Risulta molto basso invece il rischio di un disinvestimento massiccio da parte delle holding estere che in questi ultimi 10 anni hanno investito ingenti capitali nel mercato immobiliare russo per motivi di rendimento ma anche per un doppio filo che lega queste holding ad attività imprenditoriali non legate al mondo immobiliare messe in piedi proprio in Russia.

Il divieto approvato dall'UE di effettuare operazioni finanziarie con titoli di banche russe a partecipazione statale porterà molti istituti di credito a rinunciare a transazioni con controparti russe o magari ad aumentare i tassi di interesse e riducendo i tetti massimi di erogazione. Questo è un punto importante perché i finanziamenti internazionali rappresentano un ruolo chiave in molteplici settori economici russi.

La reazione per adesso è stata un aumento del tasso all'8% da parte della Banca Centrare di Russia con la motivazione di un accentuarsi di un rischio inflazionistico correlato a crescenti tensioni geopolitiche e le ripercussioni sull'andamento del rublo. Risultato? Un rincaro medio di 1% sui mutui che inciderà sui finanziamenti ai costruttori con un rilevante aumento di difficoltà nella realizzazione di nuove iniziative immobiliari.

Sull'altro fronte ci saranno però contraccolpi anche per UE e USA specialmente sul fronte del divieto imposto per un anno da Mosca all'importazione di determinate categorie di prodotti alimentari (e qui l'Italia si gioca milioni di euro di esportazioni). Per alcuni ristoratori russi questo tipo di prodotti rappresentavano fino al 40% dell'assortimento e questo causerà loro grossi problemi e porterà alla chiusura di molti punti vendita. A meno di non spuntare ai proprietari dei locali affittati un forte sconto sul canone. Le strategie di espansione commerciale saranno comunque tutte congelate. 

Calo delle finanze e potere d'acquisto sommati alla prudenza in attesa dell'evolversi della situazione porteranno i consumi in tutta la Federazione Russa a contrarsi per un periodo che al momento non è semplice definire colpendo soprattutto abbigliamento, calzature, elettrodomestici ed elettronica. Ciò porterà come anticipato a un'ondata di richieste di riduzione dei canoni di locazione da parte di negozianti e catene commerciali e a un contemporaneo aumento di locali sfitti in una spirale negativa che potrebbe peggiorare se la situazione non si stabilizzerà presto.

Da questa "guerra" insomma, come da tutte le guerre, a rimetterci sono un po' tutti.