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Ven, Dic

Tondo e il rigassificatore di Trieste: perché la Serracchiani fa finta di non sapere?

Friuli Venezia Giulia
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Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo ha rilasciato la seguente dichiarazione in relazione all'iter autorizzativo riguardante il rigassificatore di Trieste.

"Mi chiedo dove e quando la Serracchiani abbia mai espresso, attraverso atti concreti, in questi oltre due anni da Europarlamentare la sua contrarietà al rigassificatore di Trieste. Scoprirsi oggi così ferocemente contraria all'opera sulle ali della campagna elettorale fa parte della sua strategia:quella di parlare senza sapere, o meglio facendo finta di non sapere.

Perché prima di accusare il sottoscritto di incoerenza, dovrebbe guardare a casa propria, quando all'epoca in cui furono presealt le decisioni che oggi ci vincolano, gli ex assessori regionali del suo partito, Sonego e Cosolini procedevano con atti ufficiali nella direzione del rigassificatore. Atti amministrativi, non comunicati stampa o interviste.

Quegli stessi atti che hanno avviato la procedura su cui, come noto, il Governo ha posto in essere un'accelerazione alla quale nei fatti i compagni di partito della Serracchiani triestini che sono a Roma non pare proprio abbiano innalzato le barricate, come è stato puntualmente rilevato oggi da uno stesso esponente del Pd locale.

Mi chiedo anche come mai l'Europarlamentare Serracchiani, il giorno che il Ministro Passera dichiarò ufficialmente la priorità dell'avvio dei lavori per il rigassificatore, non abbia alzato i toni di una contrarietà che risulta del tutto coerente con la ricerca spasmodica del consenso. C'è da interrogarsi anche come mai questa sua autorevole contrarietà non abbia mai trovato sbocco attraverso il segretario del Pd, Pierluigi Bersani che, come dovrebbe essere noto anche alla Serracchiani, è stato il Ministro dell'industria che in origine diede impulso alla realizzazione del rigassificatore di Zaule.

Quindi, alla luce di tutto ciò, sentirsi accusare di essere Ponzio Pilato da una che da segretaria regionale del Pd non ha avuto neanche il coraggio di schierarsi alle elezioni primarie del suo partito per non pregiudicarsi la carriera politica, è l'ennesima dimostrazione della differenza che intercorre fra chi lavora ogni giorno per il territorio e chi fa solo parole".

Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia Renzo Tondo ha rilasciato la seguente dichiarazione in relazione all'iter autorizzativo riguardante il rigassificatore di Trieste.

"Mi chiedo dove e quando la Serracchiani abbia mai espresso, attraverso atti concreti, in questi oltre due anni da Europarlamentare la sua contrarietà al rigassificatore di Trieste. Scoprirsi oggi così ferocemente contraria all'opera sulle ali della campagna elettorale fa parte della sua strategia:quella di parlare senza sapere, o meglio facendo finta di non sapere.

Perché prima di accusare il sottoscritto di incoerenza, dovrebbe guardare a casa propria, quando all'epoca in cui furono presealt le decisioni che oggi ci vincolano, gli ex assessori regionali del suo partito, Sonego e Cosolini procedevano con atti ufficiali nella direzione del rigassificatore. Atti amministrativi, non comunicati stampa o interviste.

Quegli stessi atti che hanno avviato la procedura su cui, come noto, il Governo ha posto in essere un'accelerazione alla quale nei fatti i compagni di partito della Serracchiani triestini che sono a Roma non pare proprio abbiano innalzato le barricate, come è stato puntualmente rilevato oggi da uno stesso esponente del Pd locale.

Mi chiedo anche come mai l'Europarlamentare Serracchiani, il giorno che il Ministro Passera dichiarò ufficialmente la priorità dell'avvio dei lavori per il rigassificatore, non abbia alzato i toni di una contrarietà che risulta del tutto coerente con la ricerca spasmodica del consenso. C'è da interrogarsi anche come mai questa sua autorevole contrarietà non abbia mai trovato sbocco attraverso il segretario del Pd, Pierluigi Bersani che, come dovrebbe essere noto anche alla Serracchiani, è stato il Ministro dell'industria che in origine diede impulso alla realizzazione del rigassificatore di Zaule.

Quindi, alla luce di tutto ciò, sentirsi accusare di essere Ponzio Pilato da una che da segretaria regionale del Pd non ha avuto neanche il coraggio di schierarsi alle elezioni primarie del suo partito per non pregiudicarsi la carriera politica, è l'ennesima dimostrazione della differenza che intercorre fra chi lavora ogni giorno per il territorio e chi fa solo parole".