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Gio, Set

Se tre indizi (anzi quattro) fanno una prova: la trattativa Stato-Mafia può continuare

Cronaca
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Certo che a volte la casualità gioca degli scherzi imprevedibili.

Quando poi si tratta di persone che indagano, hanno indagato o sono a conoscenza di fatti che riguardano la trattativa Stato-Mafia e di conseguenza esponenti politici e malavitosi (poi forse diventati esponenti politici andando a fondersi gli uni con gli altri) questa casualità gioca con la statistica in modo quasi imbarazzante.

In meno di due giorni il progetto neanche tanto velato della politica ai più alti (anzi bassi) livelli istituzionali che prevede smantellare il pool di pm e procuratori che indagano tra Palermo e Caltanissetta, sta già diventando realtà. A ciò si può naturalmente aggiungere la prematura scomparsa di chi quei processi li aveva istituiti e di chi conosceva molto (forse troppo) bene i dettagli della trattativa.

Stavolta non servono bombe a disintegrare autostrade e sventrare palazzi. La tecnica è diventata più raffinata.

25 luglio

- Il Csm ufficializza il trasferimento (per un anno) del pm Ingroia, vero erede morale e professionale di Borsellino, in Guatemala per conto dell'ONU. Guarda caso uno dei luoghi più pericolosi del mondo, dove si uccidono persone per pochi spiccioli. Sbarazzarsi di lui restando immacolati come gigli di campo sarà facilissimo per coloro che non vogliono che si scopra la verità sul periodo delle stragi.

- Il gip del Tribunale di Firenze (teatro delle stragi mafiose del '93), Michele Barillaro che istituì i processi su Falcone e Borsellino quando lavorava a Enna e Caltanissetta rimane vittima di un incidente stradale in Africa, in Namibia.

26 luglio

- Passiamo al braccio destro di Napolitano, Loris D'Ambrosio, uno che sapeva vita morte e miracoli del Presidente e della storia d'Italia degli ultimi 20 anni. Appunto, uno che era stato beccato a rassicurare Mancino (ora indagato per falsa testimonianza) sull'aiuto che nella vicenda delle indagini sulla trattativa gli avrebbe garantito Napolitano. Guarda caso anche lui, muore, proprio ieri per un (presunto?) attacco di cuore.

- Il Csm presieduto da Giorgio Napolitano apre un fascicolo finalizzato al trasferimento d'ufficio del pg di Caltanissetta, Roberto Scarpinato, rilevando un profilo di incompatibilità ambientale sulla base della sua lettera a Paolo Borsellino, letta pubblicamente in occasione del ventennale in via D'Amelio. Scarpinato aveva definito "imbarazzante" partecipare alle cerimonie per le stragi per la presenza "talora tra le prime file, nei posti riservati alle autorità, di personaggi la cui condotta di vita sembra essere la negazione" dei valori di giustizia e legalità per i quali Borsellino è stato assassinato. "Personaggi dal passato e dal presente equivoco" che "emanano puzzo di compromesso morale" e che "non hanno null'altro credo che il denaro e il potere".

E così, grazie queste fortuite coincidenze, i presunti referenti della trattativa possono dormire sonni tranquilli in vista del processo.

Sono chiaramente coincidenze, come quelle due autobomba di Milano e Roma che nel 1993 esplosero davanti alle chiese di San GIORGIO al Velabro e San GIOVANNI in Laterano causando 7 morti. Così come è una coincidenza che i presidenti di Camera e Senato si chiamassero GIORGIO Napolitano e GIOVANNI Spadolini.

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