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Sab, Mar

I giovani e la libertà di vivere bene e sempre meglio

Costume e società
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Un fatto appare certo: viviamo in una società in cui i giovani troppo spesso non riescono a trovare un loro spazio. È un mondo che sembra concedere poco, salvo poi arrogarsi il diritto di giudicare se i figli rimangono a casa ad oltranza attaccati alla gonna della madre.

Un fatto appare certo: viviamo in una società in cui i giovani troppo spesso non riescono a trovare un loro spazio. È un mondo che sembra concedere poco, salvo poi arrogarsi il diritto di giudicare se i figli rimangono a casa ad oltranza attaccati alla gonna della madre.

Sarà anche vero che i ragazzi italiani, se paragonati ai loro coetanei tedeschi, inglesi olandesi, sono più “mammoni”, ma bisogna anche considerare che il contesto in cui vivono non è fra i più rosei. Soprattutto, bisogna capire quali sono le motivazioni che li spingono in una direzione piuttosto che in un’altra, c’è bisogno di un approccio più ragionato e meno qualunquista.
Giudicare gratuitamente è facile, ma la realtà è più complessa. Ad esempio, andare a vivere da soli non è cosa facile visti i prezzi proibitivi degli immobili e la carenza di sovvenzioni per chi sta iniziando ad intraprendere un cammino con le proprie forze. Partendola questa premessa, rimandare l’uscita da casa è quasi un imperativo, considerando anche la difficoltà con cui il cordone ombelicale si spezza. Va detto che i soldi di mamma e papà fanno sicuramente comodo: chiedere è più facile che usare le proprie forze, però si deve anche considerare che viviamo in un contesto sociale dove le difficoltà per trovare un lavoro, una casa e una propria dimensione non sono pochissime.
La nostra Regione ha proposto una legge che cerca di aiutare i giovani, dando loro una serie di agevolazioni in tutti quei settori ritenuti di difficile accesso. Stiamo parlando del Disegno di legge n. 105 per l’autonomia dei giovani presentato nel 2010 e in attesa di approvazione. “Si sta ancora definendo – precisa Marco Stenni, referente della Regione per le tematiche giovanili – quanto a livello economico si riuscirà a recuperare e rendere disponibile per il finanziamento di questa legge. Il fondo deve poter offrire una certa disponibilità economica, visti i settori di cui va ad interessarsi, dal lavoro all’acquisto della casa. Per aiutare i giovani in questi ambiti c’è bisogno di risorse economiche. In queste settimane, in vista della variazione del bilancio, che sembra avverrà tra giugno e luglio, si sta valutando la cifra da mettere a disposizione ed eventualmente che tipo di iniziative cominciare ad avviare”.
Sicuramente rappresenta un traguardo, visti gli argomenti trattati e i risultati a cui mira: una serie di norme a favore delle più svariate attività, che hanno lo scopo di favorire il giovane e di fornire gli strumenti per raggiungere gli obiettivi prefissati. «Si è ritenuto – si legge nell’introduzione del testo proposto dal Comitato ristretto – fosse un passaggio fondamentale la stesura di un nuovo disegno di legge, che consentisse di trovare in nome di quel tema fondamentale per i giovani, che è l’autonomia, gli strumenti per ridare un ruolo attivo ai giovani della nostra regione senza creare infruttuose sovrapposizioni di competenze».
“È la prima volta – sostiene Terzo Unterweger Viani, vicedirettore della Direzione centrale lavoro università e ricerca – che una legge regionale viene fatta tenendo bene in considerazione i giovani e i loro bisogni, discutendo del loro rapporto con la scuola, con il mondo del lavoro, con le istituzioni. Bisogna anche affermare che questa legge ha avuto come fonte ispiratrice numerose esperienze di altri Enti locali italiani, che hanno portato dei validi esempi, e altre di Paesi europei che hanno affrontato tematiche vicine a quelle considerate da questa proposta. È stato possibile così entrare in contatto con una serie di buone prassi per riuscire ad aiutare i giovani e le loro esigenze”.
Dal testo proposto si evidenzia che: «Si è cercato principalmente di mettere a disposizione dei giovani della nostra regione, con scelte originali e innovative, tutto quanto possa loro garantire la possibilità di effettuare scelte, in totale autonomia, positive e concrete per il loro futuro. Sono stati conseguentemente affrontati i temi principali di interesse per i giovani (casa, lavoro, professioni, imprenditoria, formazione, orientamento, giovani talenti, iniziative e progetti socio culturali e artistici, associazionismo, disagio giovanile, partecipazione politica) con un’ottica e un approccio nuovi, nel rispetto di competenze già acquisite e nel tentativo, si spera riuscito, di non creare sovrapposizioni o duplicazioni di interventi e strumenti già esistenti nell’ordinamento regionale, anche attraverso il pieno rispetto dei principi ispiratori del disegno di legge e rivolgendo le azioni in modo mirato esclusivamente a favore dei giovani. Ai giovani non è garantito il pieno sviluppo personale e troppo spesso si trovano a dover fronteggiare una serie di problemi che impedisce loro di fare delle scelte consone alle loro aspettative e a quello che desiderano».
Viviamo in una società che non agevola affatto la ricerca, da parte dei giovani, di una vita autonoma e non vincolata dalla disponibilità di altre persone disposte ad aiutare e sostenere le aspirazioni di chi sta iniziando una vita propria. Questa proposta è uno strumento per consentire ai giovani di compiere delle scelte responsabili e ragionate iniziando un percorso di vita autonomo, ma soprattutto ragionato perché le loro scelte siano idonee a diventare cittadini autonomi e attivi del Friuli Venezia Giulia. “L’obiettivo di questa proposta – puntualizza ancora Stenni – è favorire l’autonomia e cambiare la focalizzazione della precedente legge, riuscendo a spostarsi su argomenti che possano interessare i ragazzi. Va inoltre sottolineato ancora una volta che la proposta ha tenuto conto anche degli altri Paesi. Infatti, è stato fatto uno studio sulle principali leggi di Paesi della Comunità europea cercando di capire cos’era stato fatto in più rispetto a noi”. “Si è partiti quindi – conclude – dall’ambito europeo per poi scendere nel particolare, arrivando alle nostre esigenze e ai nostri bisogni”.
Paolo Baldassi